E’ legge! In tutte le scuole verrà insegnato l’inno di Mameli

di FRANCO POSSENTI

Il Senato ha detto sì al disegno di legge, già approvato alla Camera che introduce lo studio obbligatorio dell’Inno di Mameli a scuola “nell’ambito delle attività finalizzate all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze relative a ‘Cittadinanza e Costituzione'”, la materia introdotta dal ministro Mariastella Gelmini durante l’ultimo governo Berlusconi.

Con la legga approvata oggi si istituisce anche la “Giornata dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera” nel giorno 17 marzo di ogni anno, in ricordo del giorno in cui, nel 1861, fu proclamata, a Torino, l’unità d’Italia. Il testo votato porta la firma della deputata Pdl Paola Frassinatti (che fu la prima alla Camera a cominciare la battaglia per lo studio dell’Inno di Mameli a scuola) e della collega del Pd Maria Coscia. Il testo ha assorbito un provvedimento simile del governo. Contraria fino all’ultimo la Lega che ha votato contro e che già alla Camera aveva tentato di bloccare l’iter del provvedimento. Anche al Senato ha presentato delle pregiudiziali di costituzionalità, ieri, per tentare lo stop. Ma invano.

Qualche voto contrario anche nel Pdl come quello apertamente dichiarato della sentarice Diana De Feo. Mentre nel Carroccio il senatore Paolo Franco ha deciso di non partecipare al voto “offeso” per il veto posto su alcuni emendamenti.

A decorrere dall’anno scolastico in corso, spiega il testo approvato in via definitiva dal Senato, nelle scuole di ogni ordine e grado “sono organizzati percorsi didattici, iniziative e incontri celebrativi finalizzati ad informare e a suscitare la riflessione sugli eventi e sul significato del Risorgimento nonché sulle vicende che hanno condotto all’Unita’ nazionale, alla scelta dell’inno di Mameli e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce dell’evoluzione della storia europea”. Nell’ambito di queste iniziative “è previsto l’insegnamento dell’inno di Mameli e dei suoi fondamenti storici e ideali”. A questo scopo “la Repubblica riconosce il giorno 17 marzo, data della proclamazione in Torino, nell’anno 1861, dell’Unità d’Italia, quale ‘Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera’, allo scopo di ricordare e promuovere, nell’ambito di una didattica diffusa, i valori di cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, nonché di riaffermare e di consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.

La Giornata di cui al presente comma non determina gli effetti civili di cui alla legge 27 maggio 1949, 260. Cioè? Insomma, non ci sarà un giorno di vacanza e ferie. Le regioni e le province autonome aventi competenza legislativa per i sistemi educativi delle comunità linguistiche riconosciute “danno attuazione alla presente legge nel rispetto dei principi di cui all’articolo 6 della Costituzione”. La legge non prevede “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.

Al Senato la Lega Nord ha protestato contro il provvedimento e ha annunciato il voto contrario del gruppo, ma in dissenso dal proprio gruppo quasi tutti i senatori si prendono un minuto di tempo per motivare la loro uscita dall’Aula e continuare a criticare l’insegnamento dell’inno di Mameli a scuola.

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54 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Non ricordo l’articolo della carta igienica ma ce n’e’ uno che parla della tutela delle minoranze e quindi dei diversi di quelli propriamente detti patrioti e devoti al trikolore.

    Tse se la REGINA D’ITALIAKAZ si chiama CONFUSIONE..!

    MAMA…
    LI TURKI..!!

  2. lombardi-cerri says:

    Perbacco ! Non avete proprio capito che i Senatori non avendo nient’altro di più importante da fare, si sono dedicati all’inno?
    Aggiungerei che a scuola, dopo il canto dovrebbe essere obbligatorio il solito : duce, a noi, seguito da tre eia e da un alalà.

  3. Alberto Pento says:

    In quanto cittadini europei è legittimo pretendere che a scuola insegnino anche l’Inno europeo, la Canta de l’Ouropa; l’Inno alla Gioia:

    http://img515.imageshack.us/img515/562/odealaxoia.jpg
    http://imageshack.us/a/img190/9485/venetoouropa.jpg

    Le raixe ouropee de le zenti venete
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?FORUM_ID=10&TOPIC_ID=11226

  4. Gian says:

    Spero che lo stato itaggliano si disintegri e presto senza lasciare traccia nella storia …..

  5. camy says:

    Al sassofonista nano non resta che duettare con Toto Cutugno. Come diceva Oneto? Maroni una persona perbene? Ma che la flotta intergalattica degli ufo in contatto con radio Banania se li porti tutti via.

  6. luigi bandiera says:

    Visto..??

    C’era da aspettarselo..!

    Gl indipendesti, i secessionisti e via discorrendo hanno toccato la MERDA a TRE KOLORI e adesso dobbiamo sorbirci la MEFITICA reazione..!

    POVERI I NOSTRI NIPOTINI… GIA’ ARRUOLATI NELLE FILA DEI COMBATTENTI..!

    Aspettassero che almeno nascessero… Che deliri che hanno sti potenti insulsi.

    Ciao fratelli ditagl

  7. luigi bandiera says:

    Visto..??

    C’era da aspettarselo..!

    Gl indipendesti, i secessionisti e via discorrendo hanno toccato la MERDA a TRE KOLORI e adesso dobbiamo sorbirci la MEFITICA reazione..!

    POVERI I NOSTRI NIPOTINI… GIA’ ARRUOLATI NELLE FILA DEI COMBATTENTI..!

    Aspettassero che almeno nascessero… Che deliri che hanno sti potenti insulsi.

    Ciao fratelli ditagl

  8. Noi Veneti non lo possiamo fare, non lo vogliamo fare e non lo dobbiamo fare, rifiutrarsi è un dovere, sottostare ad una simili imposizione è un’oltraggio alla Patria, alla nostra Patria, la Serenissima Repubblica Veneta,altro che quest’italietta. http://www.mlnv.org ONORE O MORTE!

  9. max says:

    Ma in Calabria,Campania,sarà tradotto in lingua originale cioè in dialetto con professori assunti ora con il concorsone,poi ci sarà posto per tutti i professoroni di musica guidati dal busone di catania Battiato,cazzo ma la regione per definizione del maschilismo più sfrenato è governata da una banda di culattoni.

  10. DOLFINI BRUNO says:

    MI PARE EVIDENTE CHE STIAMO RITORNANDO
    ALLA DITTATURA DI MUSSOLINI :SIAMO ALLA
    VERA FARSA POLITICO-ROMANA .
    E’ INCREDIBILE QUESTA OTTUSA OSTINAZIONE
    CHE,DAL CAPO DELLO STATO IN GIU’,CONTINUA
    A TENERE IN PIEDI IL CADAVERE DI QUELLO
    STATO ORMAI OBSOLETO.CI MANCAVA SOLTANTO
    L’INNO DI MAMELI NELLE SCUOLE . IO HO DOVUTO
    CANTARLO ALLE PRIME CLASSI ELEMENTARI
    NEGLI ANNI QUARANTA COME RETAGGIO DEL
    FASCISMO. ORA SI RIPRISTINA LA “BRUTTA COPIA”
    DI UN TRISTISSIMO PASSATO: DOV ‘E’ FINITA
    LA COSIDETTA REPUBBLICA DEMOCRATICA ???
    Saluti.

  11. sciadurel says:

    … a quando l’olio di ricino ?

    p.s. qualcuno sa come sono le pratiche per chiedere asilo politico alla Svizzera?

  12. lancillotto says:

    Considerando il minestrone velenoso in cui tale provvedimento viene partorito (governo ILLEGALE, fallimento alle porte, disordini sociali incombenti) è un chiaro segnale che il liquame ha raggiunto la sala comandi.

    L’implosione è prossima. Be prepared.

  13. Sandi Stark says:

    E’ l’unico inno esistente che inneggia all’odio verso un’altro popolo e che diffonde falsi storici per alimentare odio etnico:

    E il sangue Polacco
    Bevé col Cosacco,
    Ma il cor le bruciò.

    Sarà fatto ricorso al Parlamento Europeo, perchè lede i diritti delle minoranze e dei genitori. La vittoria è certa, c’è già letteratura UE favorevole nei confronti di altri Stati che avevano preteso di diffondere per legge delle strumentalizzazioni storiche.

  14. mauro danese says:

    http://www.youtube.com/watch?v=v17Zv5MF6A8 se guardate questo video sono certo condividerete il pensiero

  15. Arrigo says:

    Fa veramente schifo l’inno di mameli, musicalmente parlando è il pezzo più brutto, inutile e banale di tutto il panorama musicale italiano. Suonare quel pezzo come inno d’Italia ci fa apparire come dei pagliacci ignoranti, una vera vergogna di cui gl’italiani, infatti si vergognano. Non sarà una legge approvata da un parlamento corrotto, sotto un governo di strozzini golpisti a farlo amare dagl’italiani, uno schifo era ed uno schifo rimane, imposto agl’italiani da dei politicanti altrettanto schifosi.

  16. liugi II says:

    Non voglio sparare contro una cosa solo perché fa parte della propaganda statale italiana. Le cose ben fatte, anche se fatte per celebrare il regime italiano, sono comunque belle. Un tipico esempio è l’altare della patria a Roma.
    L’inno italiano invece è un obbrobrio di per sé.

    Ricordo che una quindicina di anni fa Zucchero aveva detto: l’inno di Mameli è brutto e demenziale.
    Penso che abbia colto egregiamente l’essenza di questa canzoncina, anche se fosse l’inno del Veneto, degli Stati Uniti o dello Zimbabwe.

  17. Aquele Abraço says:

    Ma perché i nazional-socialisti insistono tanto con questa ridicola marcetta, più adatta a uno spettacolo clownesco, il cui testo è quanto di più anacronistico e improponibile si possa immaginare.
    “Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò!”, ma quali pronti? Dopo la cura Monti, ci devono resuscitare prima di trovare qualcuno che vada al fronte gratis!
    L’unico risultato nauseante sarà vedere i post comunisti e i post fascisti che cantando a squarciagola l’inno del Mameli, si disputeranno il titolo di maggior sguaiato d’Itaglia.
    Chi l’avrebbe detto, si starà chiedendo il Duce (pace all’anima sua) rivoltandosi nella tomba.

  18. alberto says:

    premetto che io sono a favore dell’autodeterminazione dei popoli, però quello dell’inno è una polemica strumentale. mi spiego meglio. si è fatto più volte il nome di Roma, quando furono i Savoia (Tùrin) a unificare la penisola, stabilire le regole del gioco e imporre a tutti cotanto inno di un autore semi-sconosciuto. ma che lo insegnino pure, poco o nulla cambierebbe
    il nord indipendente o il solo Veneto? bella domanda. la mia proposta è quella di fare un referendum fra le varie regioni: chi non ci sta, esce dallo stato. però, chiunque abbia deciso di uscire, non può danneggiare gli altri. ovvero, tutte le banche e la produzione industriale di chi esce non devono avere facile accesso a quello che è diventato un mercato straniero. questo mi pare ovvio, tutti tendono a proteggere il proprio mercato interno. amici sì, non di più. Ciò detto, buona fortuna a tutti (dalla Sardinia alla Serenissima Rep.)

  19. Daniele says:

    Gli studenti si faranno delle grasse risate a studiare una roba così:

    Fratelli d’Italia,
    l’Italia s’è desta,
    dell’elmo di Scipio
    s’è cinta la testa.
    Dov’è la Vittoria?
    Le porga la chioma,
    che schiava di Roma
    Iddio la creò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò, sì!

    Noi fummo da secoli
    calpesti, derisi,
    perché non siam popoli,
    perché siam divisi.
    Raccolgaci un’unica
    bandiera, una speme:
    di fonderci insieme
    già l’ora suonò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò, sì!

    Uniamoci, uniamoci,
    l’unione e l’amore
    rivelano ai popoli
    le vie del Signore.
    Giuriamo far libero
    il suolo natio:
    uniti, per Dio,
    chi vincer ci può?
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò, sì!

    Dall’Alpe a Sicilia,
    Dovunque è Legnano;
    Ogn’uom di Ferruccio
    Ha il core e la mano;
    I bimbi d’Italia
    Si chiaman Balilla;
    Il suon d’ogni squilla
    I Vespri suonò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò, sì!

    Son giunchi che piegano
    Le spade vendute;
    Già l’Aquila d’Austria
    Le penne ha perdute.
    Il sangue d’Italia
    E il sangue Polacco
    Bevé col Cosacco,
    Ma il cor le bruciò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò, sì!

    • max says:

      Nemmeno Scialpi è riuscito a scrivere una cazzata di queste proporzioni direi mondiali,speriamo che l’asteroide ci colpisca così non assisteremo all’ennesima burletta all’italiana.Ma Mameli era cerebroleso,o aveva la sifilide.

  20. Andrea dee sime says:

    Se volevano qualcosa di unificante hanno toppato alla grande, come sempre del resto………….

  21. Alberto Pento says:

    Stemo a vedar se a ghè coalke corajoxo veneto o padan ke scuminsia a prategar l’obiesion de cosiensa çivile contro sta orenda canta mamelega e kel scuminsia a piantarghela dura drento a le scole endove ke va li so fioli o li so nevodi.

    Mi a gò xà scuminsià (mandandoghe na email al Napolitan del Quirinal::

    L’orenda canta mamelega
    http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?ARCHIVE=&whichpage=1&TOPIC_ID=11231

    Cogna ke le asoçasion le se daga fa far e na bona argomansa lè coela ke sta orenda canta mamelega la exalta li romani ke xe li veri sasini de Cristo e gran sterminadori de ebrei al pari de li nasisti; romani ke no li xe çerto li me pari … a scoltar li senadori ke li gà votasto sto skifo de leje pararia ke li romani li fuse li pari de tute le xenti taleghe.

    Ke oror, ke skifo!

  22. Kornt93 says:

    Bene.. Un motivo in più per saltare qualche ora di scuola!:)

  23. I partiti italiani ed i loro parlamentari hanno messo oggi la pietra tombale su ogni speranza di rivoluzione democratica.

    Coloro che rendono impossibile una rivoluzione pacifica, rendono inevitabile una rivoluzione violenta. JFK

    • luigi bandiera says:

      Lanzalotta,
      e’ proprio cosi’.

      I talibani si stanno costruendo dei FORTINI… per difendersi dai “PELLIROSSE”.
      Ma non erano i PELLIROSSE fuori posto, ma le giacche blue.

      Il mondo e’ ormai rovescio… bisogna pensare al CALZINO… RIVOLTARLO prima che sia troppo tardi.

      Saluti

  24. Mauro Cella says:

    Io vorrei chiedere una cosa ai relatori e agli ideatori di questa legge. Cosa sperano di ottenere?

    Gli italiani hanno provato a farli per un secolo e mezzo a furia di caserme, sberle dei maestri a chi si lasciava scappare una parola in dialetto, assalti suicidi alla baionetta, manganellate, olio di ricino, sabati romani, festival di San Remo… se nel 2012 siamo ancora qui a dover insegnare il loro inno nelle scuole e a creare festività posticce significa che forse c’è qualcosa che non va nel concetto di “italiani” come comunemente inteso. A creare la nazione non ci sono riusciti i bagni di sangue della Grande Guerra, la traballante iconografia fascista supportata da copiose quantità di violenza e neppure la televisione, anche se ci è andata dannatamente vicina. Non sarà di certo questo colpo di coda a farlo.

    Questo mi porta ad un ragionamento. Per tanti anni abbiamo considerato l’Italia un nemico formidabile, forse sviati da reazioni spropositate come quella seguita alla vicenda dei Serenissimi. Ma quanto può essere formidabile una nazione che è ridotta a cercare di indottrinare i bambini nelle scuole facendo loro cantare quella che è una brutta aria con un testo anche peggiore? Ho il sospetto che la vera forza dell’Italia non stia nella coercizione ma nella paura e nell’accidia di tutti noi… la paura può essere giustificata. L’accidia no.

  25. luigi bandiera says:

    Cosa volete, le trikoglionate continuano. Proprio alla KOMUNISTA MANIERA… e di DX e di SX e di CENTRO.

    Salam

    • Veritas says:

      In piu’, i cosiddetti “quotidiani in classe” sono sempre di sinistra, in piu’, non viene insegnata, a scuola, l’ “educazione morale e civile”, unica materia veramente importante e necessaria.
      Non è che un inno come quello di Mameli possa rendere italiani, ci vuole ben altro!(Anzi, ci sarebbe voluto ben altro, nei passati secoli).
      Quanto alla musica e alle parole, ci sono certi canti e cori tratti da opere di Verdi o di Rossini che sarebbero splendidi. Povero paese italiota……

  26. Culitto Salvatore says:

    quando feci la prima elementare (eh si l’ho fatta pure io) ci insegnarono l’inno… quando poi feci il servizio di leva (bersaglieri) ci insegnarono l’inno…ma ancora non ho capito chi sarebbe questo benedetto mameli e che c’entra con l’inno

  27. gigi ragagnin says:

    se sarà materia obbligatoria, l’inno verrà odiato sempre più.

  28. Jesse James says:

    la tipa che ha avuto la bella pensata é tale Frassinetti, ex fascista di cui nulla si ricorda a livello politico e che ovviamente viene sostenuta dagli ex nemici ex comunisti (ma lo saranno mai stati veramente?)… A furia di criticare la lega, in pochissimo tempo persino la terminologia dell’indipendentismo verrà cancellata e vietata. La Lega avrà avuto tanti difetti, ma siete sicuri che senza la lega tutto andrà meglio? E pensate se anche le regioni del Nord finiranno in mano a questa gentaglia nazionalista (di destra e di sinistra).

    • Flit says:

      Dai la Lega per morta !

      Ne parli al futuro anteriore, per indicare incertezza !

      Ti chiedi come andrà (non “andrebbe”) tutto senza la Lega !

      Hai ricevuto l’illuminazione o hai finalmente parlato con la gente ?

      Meglio tardi che mai !

  29. Giacomo says:

    itaglia stato canaglia, ladro, assassino, porco e parassita. Proprio vero che il patriottismo è l’ultimo rifugio dei farabutti.

  30. Giorgio Fidenato says:

    ..ho già i conati di vomito….

    • abepower says:

      anch’io Giorgio…scrivetelo su facebook, parlatene con chiunque potete…spiegate veramente cos’è stato il risorgimento…altro che quello che spiegano a scuola…

  31. michela.verdi says:

    Quella materia (cittadinanza e costituzione) era già stata denunciata tempo fa da Galli Della Loggia sul Corriere della Sera, ma nessuno ha fatto una piega. Ne aveva descritto le caratteristiche totalitarie e nazionaliste. Ma questo Paese è sottoposto alla dittatura di politicanti e cialtroni e tutti devono marciare sulla loro musica. E’ un Paese che è rimasto fascista.

    • Veritas says:

      Una costituzione ultravecchia e superata che viene trattata, a parole, come fosse preziosa, mentre viene spesso calpestata (es:caso delle Province e non solo).

  32. fabio ghidotti says:

    questa decisione rappresenta uno degli atti più gravi compiuti dal regime italiota nel clima di restaurazioine nazionalista che dura da anni.
    Il testo del “canto degli italiani” di Mameli, già discutibile ai suoi tempi, è nella storia contemporanea un corpo estraneo. Razzista, imperialista, blasfemo, guerrafondaio e basato anche sulla menzogna storica che al tempo di “Roma doma” esistesse l’unità italiana.
    Ma quello che più colpisce nel dispositivo adottato dal senato, è il suo accostamento con la Costituzione. E’ evidente infatti la natura anticostituzionale del testo mamelico, là dove esalta la guerra (non difensiva). Quindi, delle due l’una: o i senatori non sapevano su cosa stavano decidendo, o hanno deciso che la Costituzione vale meno di Mameli. Con tutte le conseguenze immaginabili
    Schifosa anche la motivazione formale del volersi allineare a ciò che si fa negli Stati democratici. Non esiste l’insegnamento dell’inno come cosa astratta; esistono le parole, sono quelle che vengono insegnate. Qualcuno pensa che i bambini italiani avranno la stessa educazione, ad es., di quelli sloveni, ai quali si insegna che gli altri popoli sono fratelli?
    Apprezzo l’opposizione tenace dei deputati e senatori leghisti. Ora però è obbligatoria la scelta successiva: la Lega deve decidere di non mandare mai più rappresentanti al parlamento italiano. Altro che “devolution” o federalismo! Da quell’aula sorda alla modernità democratica, e così grigia che ormai tende al nero, chi parla di libertà per le terre padane non può più mettere piede.

    • tessa says:

      Purtroppo penso che a Roma sarà meglio essere rappresentati se non altro per rompere i cocones e dare fastidio alla Finocchiaro / Turco & co.
      Finchè non rappresenteremo il 50% al nord da fare abbastanza rumore e farci sentire fin laggiù (Roma), dobbiamo presidiare la postazione e non lasciare campo libero –

  33. Salvatore Giannasso says:

    Tra non molto si renderà necessaria una legge per l’esercizio del gioco a tressette o a ramino. Che bravi.

  34. mv1297 says:

    Lo Stato nazionalcentralistamafiosodittatoriale Italiano, pensa di poter “inquinare” le mie figlie con queste trovate da Stato ottocentesco. Se un alunno musulmano può rifiutarsi di partecipare all’ora di religione cattolica, allora le mie figlie avranno il diritto di rifiutarsi a partecipare qualsiasi inno che evochi l’appartenenza ad un particolare Stato. Alle mie figlie spiegherò i motivi: esse non appartengono a nessuno e a niente, ma a loro stesse. WSM

    • fabio ghidotti says:

      buona quest’idea di chiedere l’esemzione dall’ora di Mameli! Finchè c’è qualche deputato leghista a Roma (spero per l’ultima legislatura) non potrebbe provocatoriamente proporla?

      • Dan says:

        Non dev’essere questione di chiedere ma di fare.
        Non voglio che i miei figli studino sta stronzata e non gliela faccio studiare.
        Piuttosto gli faccio fare 5 ore di matematica in più ma voglio che crescano intelligenti non bestie da soma

    • Giacomo says:

      Bellissima idea. Farò lo stesso anch’io con mio figlio. È minorenne ancora per quest’anno.

  35. Davide says:

    Avanti con l’anacronistica istigazione al nazionalismo italiano!

  36. Trasea Peto says:

    bene, se il giorno dell’unità nazionale è il 17 marzo vuol dire che le Venezie, Trieste, Gorizia, Sud e Welch Tirol e Il Lazio non appartengono a questa unità e possono risparmiarsi l’ammaestramento statale

  37. Albert Nextein says:

    Nella classi attuali,ove la maggioranza degli alunni sono stranieri,ed a maggior ragione nelle classi del futuro penso proprio che a cantare saranno in pochi.
    Sorgerà la polemica sull’obbligo imposto a figli di rumeni,tunisini,senegalesi di cantare un inno che non è il loro,pur essendo nati in italia.
    E chi,pur italiano, non lo voglia cantare?
    Che gli fanno?
    Sette in condotta?

    L’inno italiano va bene, il crocefisso no.

    E’ proprio vero che l’italia è diventata un cesso.

    Aspetto la deflagrazione del default,con la maggior sollecitudine.
    Ci si occuperà di altri ben più pressanti argomenti, dopo.

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