FALKLANDS, GLI INGLESI SI ARRABBIANO CON GLI ARGENTINI

di STEFANO MAGNI

Le Falklands-Malvinas sono tornate a far notizia. Londra e Buenos Aires si scambiano insulti sul loro possesso.

David Cameron, premier britannico, accusa gli argentini di voler conquistare di nuovo delle isole, dopo aver perso la guerra del 1982. Come insulto, dà loro degli “imperialisti”. “Un’uscita goffa”, ha risposto il vicepresidente argentino Amado Boudou (foto sotto). “Ovviamente in tempi di scampoli di colonialismo, l’Impero Britannico in declino decide di riscrivere la storia”, ha rilanciato il ministro degli Esteri argentino Hector Timerman. Londra, comunque sia, non intende perdere quell’angolo di terra. E Cameron sta mettendo allo studio un rafforzamento della presenza militare britannica in loco.

Di nuovo scoppia una lite sulla sovranità delle Falklands-Malvinas?

Dire che “non è la prima volta” è un eufemismo. La prima volta che è stato conteso questo arcipelago nell’estremo Sud dell’Atlantico, non lontano dalle coste dell’Argentina, risale a due secoli e mezzo fa. Bisogna tornare indietro nel tempo fino al 1770 per trovare le navi da guerra spagnole all’ancora davanti a Port Egmont, una piccola colonia britannica fondata pochi anni prima, intente a farla sgomberare.

Gli spagnoli rivendicavano tutta quell’area di Sud America in base ad antichi (anche per allora) trattati. La Gran Bretagna rivendicava la scoperta, nel 1690 (il nome “Falkland” era quello dell’allora tesoriere della marina britannica). I francesi avrebbero potuto entrare nella contesa, perché erano stati i primi a “prendere possesso” delle isole, issandovi la loro bandiera, nel 1764 (il nome “Malvinas” è un omaggio ai marinai francesi di Saint Malo, che parteciparono alla spedizione, sotto il comando di Antoine de Bougainville). Ma i francesi avevano appena perso una guerra con la Gran Bretagna e avevano di meglio a cui pensare, quindi si limitarono ad un ruolo di mediatori. Nel 1774 gli ultimi cittadini inglesi lasciarono le isole e le riconsegnarono alla Spagna. Non si discusse più sul loro possesso per mezzo secolo. Poi, quando l’Argentina divenne una nazione indipendente dall’impero spagnolo, si ritenne in diritto di “ereditare” anche il territorio delle Malvinas. Ma gli inglesi non digerirono questa decisione. E dopo 13 anni di sovranità argentina sulle isole, si presentarono di nuovo nell’arcipelago con una sola nave, la “Clio”, a rivendicare il territorio perduto nel 1774.

Non dovettero sparare nemmeno un colpo per scacciare i pochi coloni argentini e le autorità locali, issare di nuovo la Union Jack e ribattezzare “Falklands” quelle isole inospitali. Dal 1833 al 1982 le isole furono indiscutibilmente britanniche, con una piccola popolazione anglo-scozzese e un ampio margine di autonomia, prima all’interno dell’Impero, poi del Commonwealth. Nel 1982 il regime militare argentino, a caccia di consensi interni e di un posto nella storia, tentò la grande impresa: dopo decenni di rivendicazioni territoriali, gli argentini occuparono le isole. Mal gliene incolse. A Londra il premier si chiamava Margaret Thatcher e non aveva alcuna intenzione di abbandonare quasi 3000 sudditi di sua maestà sotto un dominio straniero. Un corpo di spedizione britannico le riconquistò dopo un breve, ma sanguinoso, conflitto. Da allora, i cittadini delle Falkland, sono, a tutti gli effetti, sudditi del Regno Unito.

Si fa sempre fatica a capire quale delle due parti sia aggredita. L’opinione pubblica italiana è sempre stata tendenzialmente favorevole all’Argentina, vuoi per motivi di vicinanza etnica e culturale, vuoi per motivi di religione (il Vaticano non fece mistero di essere dalla parte di Buenos Aires durante la guerra del 1982). Fa presa soprattutto l’argomento geografico. Se si guarda alla mappa, le Falklands-Malvinas sono praticamente attaccate all’Argentina e agli antipodi del Regno Unito.

Ma la posizione geografica e la storia degli ultimi secoli, sono due criteri così importanti per stabilire a chi appartiene una terra?

I primi che hanno colonizzato le Falklands sono stati indubbiamente gli inglesi, con la fondazione di Port Egmont negli anni ’60 del XVIII Secolo. Sono stati sempre gli inglesi, dopo la breve (e infruttuosa) colonizzazione argentina degli anni ’20 del XIX Secolo, a popolare e mettere a frutto quelle isole. Fra i quasi 3000 abitanti attuali, troviamo anche famiglie arrivate nelle Falklands più di un secolo e mezzo fa. Se l’autodeterminazione dei popoli ha un senso, il popolo delle Falkland ha scelto e sceglie tuttora di far parte del Regno Unito, pur conservando il suo auto-governo. “Tutti i popoli hanno diritto all’autodeterminazione – si legge nella nuova Costituzione (2009) delle Falklands – in base a questo diritto, determinano liberamente il loro status politico e liberamente perseguono i loro fini economici, sociali e culturali”.

Quando si pensa alle Falklands, prima di guardare la loro posizione su una carta geografica, prima di studiare la storia dei secoli passati, prima di pensare alle risorse petrolifere che si possono celare sui fondali di quelle acque, ricordiamo piuttosto che quelle isole non sono “scogli”, sono abitate da 3000 individui, con le loro idee e le loro preferenze. E’ meglio sentire la loro voce, prima di tutto il resto. Nel 1994, un referendum promosso dall’Argentina, l’87% degli abitanti ha detto un chiaro “no” al Paese latino-americano. Oggi, c’è da scommetterci, voterebbero allo stesso modo.

 

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6 Comments

  1. lorenzo canepa says:

    i cittadini delle falkland hanno scelto ed e´una questione chiusa. Sono autonomi sotto la protezione inglese. E´quanto di meglio possono sognare. L´argentina non le meita. Hanno fatto un refrendum ed e´stato scelta l ´appartenenza al commonwelt.
    Vorrei che anche noi potessimo scegliere l´autonomia dall´italia alla faccia di napolitano e dei partiti romani.

  2. Fabio says:

    Ottimo articolo. L’Argentina non ha alcun diritto storico o etnico sulle Falklands, e non avendolo ha giocato la carta della guerra. Ovviamente ha perso, poichè pur con mille vantaggi quali aveva un paese latino è bene o male destinato a perdere contro uno nordico.

  3. luigi bandiera says:

    Va detto, per non essere di parte, che gli inglesi sono stati sempre piu’ furbi dei romani.
    Per impossessarsi dell’america del nord la fecero invadere dalla sua gente: i coloni e lazzaroni vari.
    Gli israeliani, stato voluto dall’inghilterra, hanno agevolato gli INSEDIAMENTI per poi, sia inglesi in merika che israeliani in palestina, mandare l’esercito a difenderli.

    Quindi il ragionamento si puo’ fare in italia: gli islamici rivendicheranno l’autodeterminazione e cosi’ l’italia sara’ o dei marocchini o dei libici o e ecc..

    E noi..??

    Perche’ a noi VENETHI e ecc. non danno l’AUTODETERMINAZIONE..??

    Perche’ due pesi e due misure..??

    Perche’ sbandierare diritti MA PER GLI ALTRI..?

    Noi venethi NON vogliamo l’italia. Solo la NOSTRA LEGITTIMA TERRA.

    Ci insultano..!

    Cosi’, tanto per dire…

    Quindi gli inglesi portati in quella isola argentina sono stati portati per poi RIVENDICARE il territorio, a parte le guerre di conquista sempre adottate dagli inglesi.
    Beh, usarono i criminali e i pirati un tempo quei regni oggi molto demoniokratici.
    Vollero anche l’italia… sempre loro…

    Certo, non si sono mica sporcati le mani…
    Pagavano briganti con camice rosse e altri ambiziosi e con l’usma del potere.

    Vedo o meglio, constato, che ci distraiamo molto.

    Un di’ la terra dei venethi e ecc… di chi sara’..??

    Oggi e’ dell’italia, ma se l’e’ tolta abusivamente.

    E sull’argomento basta interpellare Oneto…

    Salam

  4. Stefano Magni says:

    Caro Adriano, chi deve decidere che “Le Malvinas sono isole argentine a tutti gli effetti”? Noi, l’Onu, l’Argentina o la popolazione che ci abita? Se crediamo realmente nell’autodeterminazione, penso che la risposta migliore sia: la popolazione che ci abita. Che a maggioranza schiacciante sceglie di stare nel Regno Unito. Ogni altra considerazione è superflua.

  5. Adriano says:

    Le Malvinas sono isole argentine a tutti gli effetti. Ovviamente la popolazione di quel posto poco vivibile preferisce la protezione di un paese forte come l’inghilterra che è in grado di dare enormi garanzie di protezione ed economiche.
    La questione è che se non ci fosse una popolazione “sponsorizzata” per stare li, probabilmente tornerebbe ad essere una zona disabitata.
    Il campanello dall’allarme è piuttosto la colonizzazione di un paese attraverso l’aumento di presenze straniere sul suo suolo. Quando queste sono numericamente superiori agli autoctoni è possibile espropiarne la sovranità.
    Ciò è quello che stanno facendo i mussulmani in italia.
    Grazie alle vostre leggi vi invaderemo e grazie alle nostre leggi vi domineremo.
    Adriano Porro.

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