Informazioni fiscali, la Svizzera firma la convenzione Ocse

di REDAZIONE

A Parigi la Svizzera firma la convenzione multilaterale di Ocse e Consiglio d’Europa sugli scambi di informazioni fiscali. Convenzione che riguarderà in particolare gli attivi detenuti in Svizzera da non residenti e che fa da apripista agli accordi bilaterali con i singoli paesi, tra cui l’Italia. A confermare l’imminente ratifica, riferita da indiscrezioni del quotidiano Le Figaro, è stato un portavoce del governo. “Si tratta di una formalità”, ha detto a TMNews Mario Tuor, capo della comunicazione della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali.

L’intenzione di firmare l’accordo era stata preannunciata dall’esecutivo elvetico la scorsa settimana. Nel pomeriggio l’Ocse diramerà un comunicato sulla questione. Il tutto pochi giorni dopo una nuova bilaterale tra il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e la sua omologa elvetica, la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. Si sono visti a Washington, durante il tradizionale G20 delle Finanze che si svolgeva a margine delle assemblee autunnali di Fondo monetario internazionale e Banca Mondiale. “E’ stato un incontro breve – ha spiegato Tuor – i due ministri hanno concordato che le trattative fiscali devono andare avanti”.

In ballo con l’Italia non c’è solo l’accordo sullo scambio di informazioni, ma anche la regolarizzazione del “pregresso” su quanto di fatto sottratto per anni al fisco italiano dai residenti che hanno detenuto patrimoni in nero in banche svizzere. Potrebbe venire regolarizzato mediante il pagamento di ammende elaborate in base a calcoli complessi (formula di Rubik). Indirettamente la ratifica della convenzione Ocse segna un un passo in avanti anche sulle trattative con l’Italia.

Sulle cifre però da Berna si mantiene il massimo riserbo. Sempre la scorsa settimana il presidente dei deputati del Pdl Renato Brunetta aveva presentato un documento in cui elenca vari provvedimenti suggeriti all’esecutivo per reperire risorse. Tra questi il sopracitato accordo fiscale con la Svizzera, da cui, secondo l’esponente Pdl, sarebbe possibile ottenere 30-40 miliardi una tantum, dalla sanatoria del pregresso, e altri 5-7 miliardi l’anno a regime con la tassazione dei fondi di italiani in Svizzera. Interpellati su questi valori, dalla Svizzera avevano replicato di non volerli commentare aggiungendo che “cifre non ne abbiamo mai comunicate”. (Agenzia TMNews)

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