L’inflazione schizza verso l’alto: +5,5% per Adusbef e Federconsumatori

di REDAZIONE

L’inflazione rialza la testa, dopo il passo indietro di luglio il livello dei prezzi sale al 3,2% dal 3,1%, spinto dai rincari dei carburanti. L’ultima fotografia dell’Istat conferma cosi’ le stime provvisorie sul tasso complessivo, anche se qualcosa viene rivista al ribasso: il cosiddetto carrello della spesa, ovvero il gruppo di prodotti acquistati con maggiore frequenza, risulta in aumento del 4,2% (era al 4,3% secondo i dati provvisori). Ma poco cambia, infatti la lista della spesa quotidiana si mantiene ampiamente superiore all’inflazione e in accelerazione rispetto a luglio. A pesare e’ soprattutto il pieno sia di benzina sia di diesel, visto che la verde e’ in rialzo del 15,1% in un anno e il gasolio del 17,5%. Basti pensare che, secondo i calcoli dell’ufficio studi di Confcommercio, il caro-carburanti sottrae oltre 6 miliardi di euro ai consumi annui. In altre parole prosciuga i portafogli delle famiglie, non in grado di spendere quasi piu’ nulla dopo un pieno.

D’altra parte tra il 2010 e il 2012 la quotazione e’ aumentata di quasi 50 centesimi al litro, soprattutto a causa delle tasse. I carburanti fanno anche salire i prezzi dei trasporti (+6,2%), il capitolo che segna il rincaro maggiore dopo la voce abitazione (+7,1%), in cui rientrano affitto, manutenzione, acqua, luce, gas. Insomma a correre di piu’ sono proprio i prezzi delle spese fisse, a cui non si puo’ rinunciare, tanto che per Confcommercio le uscite obbligate rappresentano ormai il 40% dei consumi totali. Inoltre ad agosto si e’ fatto sentire anche il caro-vacanza, con rialzi mensili a doppia cifra sia per i voli (+20,1%) che per i traghetti (+23,3%). Se i prezzi si mantengono al di sopra dell’asticella del 3%, allo stesso tempo i salari languono: le retribuzioni lorde nel secondo trimestre, rileva l’Istat, sono cresciute su base annua solo dello 0,8%, il valore piu’ basso dall’inizio del 2009. Inflazione sostenuta a fronte di stipendi deboli rappresenta una combinazione giudicata deleteria dalle associazioni dei consumatori. Anche perche’ il divario sale se si considera la dinamica del carrello della spesa: ”L’aumento dei prezzi acquistati con maggiore frequenza colpisce in primo luogo chi oggi gia’ fatica ad arrivare alle fine del mese ma non puo’ certo smettere di mangiare”, commenta il Codacons, secondo cui ”solo per fare la spesa una famiglia di quattro persone spendera’ di 613 euro all’anno”. Ancora piu’ radicale la posizione di Federconsumatori e Adusbef, che calcolano al 5,5% l’inflazione ‘reale’, per una ricaduta di 1.628 euro annui a famiglia.

Ad agosto l’Istat registra anche qualche ribasso, con gli alimentari che su base mensile diventano leggermente piu’ economici (-0,1%): un dato che Coldiretti spiega con le promozioni, sempre piu’ in voga in tempi di crisi. Cio’ nonostante l’accelerazione dei prezzi dei carburanti abbia un pesante effetto sul cibo, visto che il prodotto finale include il costo del trasporto, come fanno notare Cia e Coldiretti.

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2 Comments

  1. Alessandro P. says:

    L’Europa (bce) presta soldi alle banche a meno del 2% mentre l’inflazione è il doppio!
    Bisogna essere pirla per prestare soldi chiedendo un interesse molto + basso dell’inflazione eppure l’europa delle banche fa proprio questo!
    Perchè? perchè l’interesse (quel 2%) va in tasca agli stati quindi il Draghi di turno cercherà di tenerlo + basso possibile. Poi ovviamente gli stati hanno debiti e da grandi pirla vanno poi a elemosinare i soldi alle banche (esempio italiano banche hanno comprato recentemente bot con interessi al 6% grazie a soldi ottenuti all’1% dalla bce).
    Sempre generosi con le banche 😉
    Siete disoccupati? Fate i banchieri e l’alta finanza vi renderà ricchi!

  2. Dan says:

    Vorrei far notare un modo alternativo per capire l’inflazione.
    Sappiamo che le banconote riportano la firma del governatore in carica di conseguenza possiamo fare una stima relativa da quanto tempo sono in circolazione.
    Abbiamo preso i maledetti euro nel 2002 quando alla presidenza della BCE c’era Duisenberg: data la necessità di cambiare massicciamente la valuta in circolazione la maggior parte delle banconote dovrebbe avere la sua firma ma poi dal primo novembre 2003 costui è stato sostituito da Trichet che è durato fino alla fine di ottobre dell’anno scorso sostituito da Lucert…ehm Draghi.

    A rigor di logica la maggioranza della valuta in circolazione dovrebbe riportare la firma di Trichet, seguita a breve distanza da Duisenberg, invece faccio notare che già da qualche mese circolano massicciamente banconote con la firma di Draghi.
    Dal momento che gli euro non sono ancora (per poco) carta da culo come il dollaro, quindi falsificarli è tutt’altro che facile deduco che quelle banconote con la firma del rettile sono vere. Vi sembra normale trovare già in circolazione banconote così recenti a poco più di sei mesi dall’insediamento del nuovo governatore ?

    Dove sono finiti tutti gli altri soldi stampati fino adesso ? A macero ? Seeeee….

    Signori qui si avvicina Weimar all’ennesima potenza

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