Indulto e Amnistia, non alimentiamo illusioni ai detenuti “sfigati”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di LUIGI de MARCHIS*

In questo periodo si parla tanto di amnistia e di indulto. Sono argomenti di cui non si dovrebbe parlare: o si fa la legge  si  sta zitti! Parlarne finisce per creare aspettative in persone alle quali non si può crearne. La vita in certi carceri italiani non è facile. In queste strutture, quando va bene, si deve condividere una cella di circa 4/5 mq in 5 persone. Quando va male, di più. Già nel primo caso la convivenza è difficile, figuratevi il resto. A queste persone non vanno alimentate illusioni. Psicologicamente ne soffrirebbero e probabilmente la pace sociale carceraria verrebbe compromessa.

Vorrei segnalare, a coloro che pensano che chi sta in carcere è perché ha commesso un reato e quindi cavoli suoi, che chi ha commesso reati di una certa gravità, con pene detentive significative, solitamente viene inviato nelle case di eeclusione a scontare la pena, case di reclusione che non hanno significativi problemi di sovraffollamento, pur avendo un numero di detenuti superiori alla capienza. Il vero sovraffollamento è nelle case circondariali ove vi sono numerosi detenuti in attesa di giudizio e altri che stanno scontando una pena di durata limitata. L’ordinamento italiano prevede il rispetto della dignità del detenuto e che nessuno possa essere torturato. La tortura può essere anche psicologica.

Ora l’attuale maggioranza non può avere ripensamenti, altrimenti è da ritenersi responsabile delle sofferenze psichiche create ai detenuti. Non si può prestare adesione alla legittima richiesta del Presidente della Repubblica e poi dire di no, solo perché la gente non è d’accordo o perché ne beneficerebbe Silvio Berlusconi: i problemi giudiziari del Cavaliere c’erano anche quando il PD ha aderito al legittimo auspicio di Napolitano. E anche il PDL lo sapeva. E’ vero, come dice il Ministro della Giustizia che l’ultima amministra – 1990 – non contemplava i reati finanziari, ma l’ultimo indulto – 2006 – mi pare proprio di sì. Comunque Berlusconi ha imputazioni non solo inerenti a reati di evasione fiscale. Il fatto è che bisognerebbe andare oltre Berlusconi. Lui è uno, e comunque cadrà sempre in piedi, invece di detenuti sfigati ce ne sono molti. E poi di soldi pubblici per pagare risarcimenti per detenzione disumana a seguito di una condanna europea non ce ne sono più.

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Ma non sarebbe più semplice fare i processi più velocemente affinché sia limitato il numero dei detenuti in attesa di giudizio?
    C’è l’obbligatorietà dell’azione penale che non mi trova d’accordo perché permette di indirizzare il tempo ed il denaro dei contribuenti secondo desiderio dei tribunali lasciando scoperte, per mancanza di tempo, altre cose che, forse, ai Cittadini interessano di più.
    Ricordo di una giovane che partorì nel gabinetto di un bar, a memoria, il piccolo fu trovato ormai morto ed iniziò la ricerca della madre che fu rintracciata in Romania e ne fu chiesta l’estradizione per processarla.
    Io, egoisticamente, penso che di questa che aveva ammazzato “suo” figlio, a me non importa un accidente, mentre trovo scandaloso che programmi televisivi come Striscia o le Iene possano portare alla luce truffe che interessano tutti i Cittadini senza che alcun inquirente abbia mai trovato il tempo per indagare in tal senso.
    C’è in Italia una illegalità diffusa perché è “non vista” e lo stato si impegna solamente a combattere l’evasione fiscale per avere più quattrini da distribuire tra gli addetti.
    Degli altri reati, ai lor signori, tutti ben scortati, non importa un accidente.

  2. giorgio says:

    Sante parole è proprio cosi che funziona in carcere vivi di speranza e quando essa viene meno tutto il mondo ti cade addosso….. Spero proprio che la facciano al piú presto

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