“L’INDIPENDENZA DEL VENETO E’ UN DIRITTO, COME PER LA SCOZIA”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

L’indipendenza è un obbiettivo plausibile, non una chimera. Chi dice il contrario “sostiene” una menzogna. L’obiettivo di VENETO STATO è il raggiungimento dell’ìndipendenza del Veneto, attraverso metodi democratici e pacifici.

 IL SEGRETARIO ANTONIO GUADAGNINI

PATRIK RIONDATO

CARLO TREVISAN

 

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11 Comments

  1. Preciso quanto segue:

    Dalla metà del ‘900 gli Stati hanno iniziato ad avere una volontà sempe maggiore di adattarsi agli ordinamenti
    internazionali. Secondo un’analisi degli ordinamenti interni si è notato che esistono due metodi principali di adattamento delle norme internazionali. Il primo meccanismo è l'”adattamento automatico permanente” secondo cui una norma interna obbliga lo Stato e i suoi cittadini a vincolarsi alle norme di diritto internazionale. Quindi una norma di diritto internazionale entra direttamente nell’ordinamento interno e può essere modificata nel caso di non immediata applicabilità. Il secondo meccanismo è l’adattamento ad hoc secondo cui una norma internazionale entra in vigore nello Stato attraverso l’emanazione di una specifica norma interna. Quest’ultimo meccanismo può essere di due tipi: attraverso un atto “legislativo ad hoc” che riformula interamente il contenuto delle norme internazionali; l'”adattamento automatico ad hoc”, che si limita a richiedere l’applicazione automatica della norma internazionale nell’ordinamento statale.

    Il rango delle norme internazionali nei sistemi giuridici interni.

    Le norme internazionali hanno lo stesso rango delle norme interne, e possono coincidere sia con norme ordinarie che costituzionali, a seconda della scelta fatta dal legislatore nazionale sulla norma internazionale. Come tale essa subisce tutte le regole delle norme interne secondo cui una norma di rango superiore prevale su una di rango inferiore, una successiva di pari rango abroga quella precedente, una norma successiva generale non modifica né abroga una generale precedente. Ovviamente se una norma internazionale viene modificata o abrogata per una interna, lo Stato ne dovrà rispondere a livello internazionale. Alcuni Stati si dimostrano più propensi a dare una garanzia maggiore alla legge internazionale dandole grando e copertura costituzionale. In caso di Stato con costituzione flessibile, però, non si garantisce tale copertura.

    Le esigenze che guidano gli Stati nella scelta dei meccanismi di adattamento al diritto internazionale.
    Gli Stati possono adottare due tipi di impostazione di adattamento all’ordinamento internazionale. La prima è l’impostazione nazionalista (o statalista), secondo la quale si adotta il meccanismo dell’adattamento legislativo ad hoc e pone le norme internazionali sullo stesso piano di quelle nazionali. La seconda è l’impostazione internazionalista che invece predilige il meccanismo di adattamento automatico permanente o ad hoc e a garantire la prevalenza delle norme internazionali su quelle interne. In questo caso, però, gli Stati devono garantire che l’organo legislativo non sia privato delle proprie competenze ed eserciti una qualche forma di controllo sulla conduzione di politica estera.

    L’ordinamento italiano, attraverso l’art.10 Cost. ha deciso di utilizzare il meccanismo dell’adattamento automatico permanente, subordinando tutto l’ordinamento nazionale a quello internazionale e garantendo una duratura vita alle norme internazionali. Ciò comporta che: 1) nell’ordinamento italiano si deve dare esecuzione a norme internazionali generali attraverso la creazione automatica di norme interne a quelle correlative; 2) le norme vigenti al momento dell’entrata in vigore della Costituzione che fossero contrarie a consuetudini generali sono abrogate o debitamente modificate; 3) se per caso norme difformi dal diritto internazionale consuetudinario fossero prodotte in futuro con normali procedimenti di legiferazione, tali norme dovrebbero essere dichiarate illegittime; 4) se esistono norme suscettibili di duplice interpretazione, una conforme e l’altra contraria a regole internazionali generali, si deve preferire la prima interpretazione.

    IN POCHE PAROLE: ” LA LEGGE NON AMMETTE IGNORANZA !!!”

    1797 WSM NH.AB.

  2. Gino says:

    Dove sta questo popolo veneto a cui rivolgersi per chiedergli se vuole l’indipendenza oppure no?
    A me sembra che nella regione Veneto ci sia un ammasso informe di autoctoni e purtroppo tanti ma tanti allogeni, fatti entrare apposta perché chi è veneto perda la consapevolezza di esserlo nell’imposto marasma multirazziale.

  3. mr1981 says:

    Trovo sbagliato paragonare la situazione veneta a quella scozzese. La Scozia parte da un presupposto migliore, all’interno del Regno Unito, l’Irlanda, l’Irlanda del Nord, il Galles e la Scozia godono già di diversi riconoscimenti internazionali, tra cui quello di avere una propria squadra di calcio che gioca nei tornei mondiali.
    Il Veneto è messo alla stessa stregua della Catalogna, delle Fiandre/Vallonia: l’Ue ben difficilmente permetterà una scissione pacifica come quella avvenuta nel 1993 per la Cecoslovacchia oppure come quella proclamata dal referendum sull’indipendenza nel 2006 per il Montenegro.
    O si trova qualche cavillo legale per annullare le conseguenze della terza guerra d’indipendenza, del trattato di pace di Vienna e della farsa del plebiscito del 21/22 ottobre 1866 oppure non sarà cosi facile come viene mostrato!

  4. Daniele Roscia says:

    Ma se non riusciamo a mediare edvorganizzare una rappresentanza condivisa con chi ha lo stesso obiettivo strategico, vuol dire che manca ancora quella capacita’ necessaria a raggiungere l’obiettivo. Vale la pena, specialmente in questo caso, mortificare le legittime aspettative di leadership rispetto all’interesse generale.
    *Promoter Lombardia Stato.

  5. Albert says:

    P.s la storia di Salmond trattata così fa veramente ridere, scusate ma è così, in U.K c’è un accordo tra governi ossia è l’Inghilterra che da l’OK, dire che Zaia potrebbe farlo è una “monata” (scusate la parola), andate a vedere gli articoli 20 e 126 della Costituzione (carta straccia ma ha valore legale)
    e ditemi se Zaia può indire un referendum per l’indipendenza, perchè non parlate del caso basco ? il parlamento della regione autonoma ha chiesto a Madrid un referendum e secondo voi la risposta qual’è stata? “nien” e lo stesso vale per la Catalogna.
    Io non contesto l’idea di un Veneto Stato dico che parlare alla gente in questi termini semplicistici significa raccontare delle non-verità.

    • Art. 241.
      Attentati contro l’integrità, l’indipendenza o l’unità dello Stato.

      Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
      La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l’esercizio di funzioni pubbliche.

      Zaia, nelle sue funzioni pubbliche sarebbe condannato per alto tradimento !!

      • Leonardo says:

        Lo dicevano anche agli americani che si son ribellati contro la Corona, lo dicevano al 99% delle rivoluzioni fatte e portate a buon fine. Se lei pensa che questo paese potrà cambiare con le carte bollate, temo che rimarrà deluso.

        • Tutto è possibile, ma non con la via legale paventata dagli indipendentisti.

          Conoscendo la politica italiana, quale presidente di regione (anche se indipendentista) paventerebbe un referendum, che ipso facto gli porterebbe via poltrona e stipendio ? Non l’ha fatto Galan, non lo farà Zaia e non lo farà nemmeno un sedicente indipendentista che si troverebbe decaduto dalle sue funzioni.

          Io sono indipendentista, ma il percorso legale che viene proposto è inattuabile !!! Può essere attuato, ma non ha valore legale, in base quanto sancito dal diritto internazionale. Se è una indipendenza non violenta, i primi a riconoscerci dovrebbero essere proprio l’Italia e il Vaticano, ma questo non accadrà mai. E non basta dire che l’indipendenza ce la prendiamo, perché bisogna vedere chi si metterà contro di noi.

          Se anche un presidente di regione, riuscisse ad avere l’appoggio ONU, e fare un referendum solo consultivo (o di monitoraggio), il primo a non riconoscere l’esito sarebbe in primis l’Italia. Poi, bisogna vedere l’ONU cosa ci guadagna ad avere un Veneto Stato !!

          Non credo nell’indipendenza via carte bollate. La vera indipendenza nella storia è stata sempre (e spesso) violenta. Le vie pacifiche proposte, mancano tutte di effettività. Sono appunto tutte vie sulla carta bollata, e la restano !!

          Io voglio capire, non prendere come oro colato, tutto quello che viene detto !!

          1797 WSM NH.AB

  6. Albert says:

    Ma mi volete spiegare dal punto di vista giuridico come si ottiene l’indizione di un referendum? lo volete capire che non è facile e automatico come sostenete voi (e i vostri gemelli di VS.com)? non sono certo un italiota del menga ma propio perhcè la gente è stanca di balle e fiabe bisognerebbe stare attenti a quello che si promette come facile e scontato.

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