Commissione per l’ndipendenza convocata dalla regione Veneto

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La Regione Veneto convoca la prima seduta della commissione giuridica che discuterà sul progetto di legge sull’autodeterminazione, come previsto dallaRisoluzione 44, approvata dal Consiglio Regionale del Veneto il 28 novembre 2012. La commissione è composta da:

Prof. Mario Bertolissi, Docente all’Università di Padova
Prof. Benvenuti, Docente all’Università Ca’ Foscari
Avv. Luca Azzano Cantarutti, Presidente di Indipendenza Veneta
Prof. Andrea Favaro, Fondazione Studium Generale Marcianum
Avv. Maria Patrizia Petralia, Direzione Regionale Affari Legislativi
Avv. Alessandro Rota, Dirigente Segreteria 1a Commissione Consigliare

Il compito di questa commissione giuridica, come si legge nella Risoluzione 44, è di presentare al Consiglio Regionale un supporto tecnico-giuridico sulla possibilità  di indire la consultazione referendaria e accertare la volontà del Popolo Veneto in ordine alla propria autodeterminazione. L’avv. Luca Azzano Cantarutti, presenterà a questa commissione il progetto di legge referendarioproposto da Indipendenza Veneta durante la manifestazione del 16 febbraio 2013 a Venezia.

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L’indipendentismo è superficialmente visto come una forma di egoismo, di un pensare alla pancia propria. Lo sciopero della fame è invece l’esatto opposto, perché una persona arriva a privarsi di un benessere fisico perché profondamente convinta di un’ideale altruista. Perché allora Anna Durigon, 24 anni di Zero Branco, e Maurizio Giomo, 47 anni di Treviso, hanno scelto di fare questa azione estrema? Non c’è contraddizione tra obiettivo e metodo. Ecco perché.
Sappiamo che la crisi socio-economica è sempre più profonda, e i suicidi che affiorano sempre più di frequente nei notiziari locali sono un segnale d’allarme di un malessere molto più radicato e preoccupante. Le aziende che chiudono, i giovani che emigrano, i disoccupati che aumentano, la povertà che avanza, sono un problema peggiorato da uno stato che non riesce a proporre risposte politiche. Non c’è lavoro perché le ditte soffocate di tasse e burocrazia non possono competere in un mondo globale, e i servizi pubblici sono sempre più carenti. La gente protesta in massa tramite il voto, ma il parlamento romano è in stallo cronico, incapace di riformarsi e dare respiro ad una società agonizzante.

In mezzo a questo panorama desolante Indipendenza Veneta ha cambiato prospettiva. Invece di sbattere la testa in vicoli ciechi che cercano impossibili soluzioni a Roma, imbocchiamo la via di uscita unilaterale che passa solo per Venezia. Se un ente non mi offre un servizio scadente per quello che pago, non devo chiedere il permesso a nessuno per cambiare gestore. Se uno stato non mi da futuro posso sempre emigrare, ma se uno stato non da prospettive alla maggioranza di noi, è lo stato che deve emigrare dalla nostra terra. E per fortuna questo è un percorso democraticamente possibile, grazie alla tutela della comunità internazionale. Se c’è chi parla di uscire dall’euro, è altrettanto legittimo parlare di uscire dallo stato italiano. Non è vietato, si può fare. L’Italia è nata nel 1861, ed esisteva come entità politica prima dell’annessione del Veneto, avvenuta 5 anni dopo. Come esisteva prima, lo stato italiano potrà esistere anche dopo che i veneti avranno deciso di amministrarsi come paese indipendente.
I vantaggi dell’indipendenza daranno risposte immediate alla crisi, grazie a residuo fiscale che resterebbe nel territorio. Sarà possibile garantire una pensione minima di 1000 euro al mese. Sarà possibile veder rifiorire le nostre industrie grazie ad un abbassamento radicale della pressione fiscale. I nostri giovani non avranno problemi a trovare lavoro, e non saranno costretti ad emigrare per esigenza, anziché solo per scelta formativa.

Una di queste giovani è Anna Durigon, 24enne di Zero Branco, in digiuno già da 48 ore. Come ogni suo coetaneo Anna vede un futuro migliore solo all’estero, e come molti altri ragazzi contempla costantemente l’emigrazione. Anna è restata perché nel percorso referendario ha visto la possibilità di vedere le cose cambiate in tempi brevi. Se lo fanno i catalani e gli scozzesi, perché non possono farlo anche i veneti? Il percorso è chiaro, ben delineato e distante dai labirinti romani. Serve solo una legge referendaria regionale per indire un referendum regionale, e ottenere così un sacrosanto mandato dai cittadini veneti per cambiare veramente le cose, senza chiedere il permesso a nessun altro fuorché i veneti, e per di più con la tutela e il monitoraggio internazionale.

Come migliaia di concittadini, Anna Durigon e Maurizio Giomo si sono dati da fare per realizzare questo percorso democratico. Decine di migliaia di firme sono state portate ai piedi della Regione in sostegno di un progetto di legge regionale per indire un referendum sull’indipendenza del Veneto. Tutto questo movimento ha portato dei risultati concreti: il 28 novembre 2012 il consiglio regionale del Veneto si è impegnato ad attivarsi con urgenza per garantire questa consultazione referendaria. Da tre mesi non è stato fatto nulla dalle istituzioni venete, e questo purtroppo perché il termine “urgenza” ha perso valore. La situazione è “urgente” quando la gente fa la fila per pagare l’IMU? Forse per la maggioranza no, ma per sempre più gente purtroppo si.

“A pancia piena non si fanno le rivoluzioni” dice il detto. E allora Anna e Maurizio, delusi dall’apatia delle proprie istituzioni, hanno deciso di personificare questa urgenza. Non mangiano da 48 ore, e chi li conosce sa che andranno avanti. Siamo abituati ad associare uno sciopero della fame con una ricerca di misericordia per suscitare pietà, e siamo presi in contropiede dallo spirito forte e allegro, di Anna e Maurizio. Ma ricordiamoci che per sostenere giorni di digiuno ci vuole molto sacrificio, determinazione e amore. Amore per la propria causa, per il proprio ideale, per il benessere della propria comunità. Altruismo. L’apatia è invece il contrario dell’altruismo. Osservo e non muovo un dito. Cari consiglieri regionali, prendete esempio dall’esempio coraggioso di Anna e Maurizio, e fate la vostra parte. Ora.

Lodovico Pizzati – Indipendenza Veneta

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3 Responses to “Commissione per l’ndipendenza convocata dalla regione Veneto” Subscribe

  1. Crisvi 18 marzo 2013 at 3:18 pm #

    Sciopero della fame : TERMINATO !!! :-)

    ZAIA ACCONSENTE A NOMINARE la commissione giuridica per l’Indipendenza.

    Grazie Anna & Maurizio.
    Grande Indipendenza Veneta !!!

    http://indipendenzaveneta.net/convocata-commissione-giuridica-per-il-progetto-di-legge-regionale-sullautodeterminazione-dei-veneti/

  2. mv1297 18 marzo 2013 at 2:21 pm #

    Una volta dovetti digiunare per quattro giorni, causa blocco intestinale. Al quinto giorno svenni in aeroporto (mi trovavo in Asia), il freddo del pavimento (e dell’aria condizionata) mi fece da medicina (andai al WC e tralascio lo happy end).
    In quei pochi giorni, provai cose che non avevo mai sentito. Da morire….

  3. Crisvi 18 marzo 2013 at 11:10 am #

    Ieri sono andato a trovare Anna e Maurizio, per la precisione, avendo cessato l’alimentazione mercoledì scorso, oggi è il quinto giorno di digiuno forzato.

    Sono deboli, ma con il morale alto e convinti di soffrire per una giusta causa.
    Molte persone porgono loro visita e la solidarietà li rinfranca, anche se sono stati soggetti a un paio di malesseri dovuti alla comprensibile debolezza fisica.

    Continueranno a oltranza, sono determinati a farlo !
    Anche se ho raccomandato loro di non abusare del loro stato fisico.

    Debbo dire che sono veramente bravi.
    Per rendermi loro solidale, ho attuato anch’io un digiuno completo dal sabato sera sino a stamattina, quindi di una trentina di ore e durante lo stesso, in certi momenti mi sembrava che mi si lacerasse lo stomaco dal didentro.

    Provare per credere.

    5 ° giorno di sciopero della fame.

    Tenete debito conto, specie per Zaia e la sue equipe in consiglio regionale.

    CrisV

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