Indipendenza Lombarda: no alla fusione di Prestine e Bienno, si blocchi la delibera

di FABIO TOFFA

Bienno

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale di Prestine (BS) c’era all’ordine del giorno al punto 5 “L’ESAME E APPROVAZIONE DEL PROGETTO DI FUSIONE TRA I COMUNI DI PRESTINE E BIENNO E RELATIVO SCHEMA DI STATUTO”.

Il gruppo consiliare di Indipendenza Lombarda, contrario all’ipotesi di fusione tra i due comuni, all’inizio della seduta consigliare ha chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori facendo presente al Sindaco Monchieri, al segretario comunale ed al consiglio comunale quanto segue: “Questa sera è stato convocato un consiglio comunale straordinario, non inquadrabile tra quelli definiti dallo Statuto comunale come tali (art. 10 comma 2: Sono sessioni ordinarie quelle convocate in primavera e autunno e straordinarie in tutti gli altri casi.) in quanto oggi ci troviamo ancora nella stagione primaverile. Va da se che il consiglio di questa sera vada inquadrato nell’ambito di quanto stabilito dalle norme del Testo Unico degli Enti Locali. Le norme citate e lo statuto del comune, stabiliscono tra l’altro, come le proposte di deliberazione previste dall’art. 32, comma 2, lettera b), della legge 8 giugno 1990, n. 142 (abrogata dal TUEL che ne riprende gli stessi principi all’art. 42) si debbano tenere in sedute ordinarie. Risulta evidente come alla luce di quanto sopra non si possa in questa sede procedere con la discussione e la votazione del punto 5 (ma anche del punto 3: “Esame ed approvazione convenzione tra i comuni di Prestine e Bienno per la gestione dell’acquedotto in località Mezzabreno”).

Nel caso in cui il sindaco e la sua maggioranza intendano proseguire a dispetto delle norme ci vedremo costretti ad impugnare l’eventuale delibera assunta davanti al Tribunale Amministrativo Regionale Lombardo.” A seguito del mio intervento in veste di consigliere comunale, in accordo con Paola Dall’Asta e il capogruppo in consiglio comunale Raffaella Toninelli, la seduta consigliare, dopo una breve consultazione tra sindaco e segretario comunale, proseguiva con la scelta di discutere e porre in votazione i punti contestati dell’o.d.g. Prendendo nota delle contestazioni mosse dalla minoranza. La decisione assunta portava tra l’altro alla fuoriuscita del consigliere Marco Trombini (in quota Lega Nord) dalla stessa maggioranza con una dichiarazione di contrarietà alla delibera e la decisione di sedersi da oggi tra i banchi dell’opposizione al fianco di Indipendenza Lombarda.

“Indipendenza Lombarda non è contraria solo al metodo con il quale si voleva addivenire alla fusione tra Prestine e Bienno ma al principio ed alle motivazioni che vogliono portare le due amministrazioni locali ad effettuare tale passaggio. Il sindaco Monchieri e la sua maggioranza hanno prodotto una relazione sulla fusione imperniata su questioni meramente economiche (Le previsoni del decreto Del Rio circa la possibilità di non sottostare al patto di stabilità per alcuni anni e la promessa/impegno di contributi extra per 10 anni nell’ordine del 20% delle spese correnti dell’anno 2010) che nella stessa relazione vanno a sminuire e ridimensionare (al punto di ritenere che: “tale contributo viene quindi previsto per dieci anni, con un limite tuttavia, rappresentato, dagli “stanziamenti finanziari previsti” e una minaccia, che negli ultimi anni appare sempre più palese, che è quella che a fronte dell’insufficienza dei fondi erariali destinati al finanziamento delle fusioni di Comuni, il contributo spettante per la fusione sia proporzionalmente ridotto, come previsto da medesimo articolo in un comma successivo.

Quest’ultima previsione deve essere tenuta in particolare considerazione, nel senso che non è possibile ipotizzare di costruire un bilancio di previsione facendo completo affidamento su tali risorse, come era possibile fino a qualche anno fa.”) Ci sono poi le motivazioni “storiche”, per le quali si ricorda che i due comuni vengono citati in documenti risalenti al 1300 D.C. quali entità autonome che vengono unificate solo nel periodo napoleonico (1805-1820) e nel periodo fascista (1923-1947): sostanzialmente Prestine e Bienno si sono trovati uniti in unica realtà solo sotto regimi totalitaristici e nel recente passato, fino alla lotta di liberazione che, ricordiamolo, in Valle Camonica fu particolarmente cruenta.

In buona sostanza Monchieri e Maugeri (sindaco di Bienno) con l’aiuto di Renzi e Del Rio, vogliono fare gli emuli di Napoleone e Mussolini e compiere una azione antistorica e da centralisti proprio nel giorno in cui nello stesso consiglio comunale viene presentato un documento nel quale si richiede “maggiore autonomia per il territorio montano di Valle Camonica nell’ambito di riforma e di assegnazione di funzioni per gli enti di area vasta”: poche idee ma confuse! Va da sè che la fusione dei due comuni porterebbe alla cancellazione di Prestine e della sua storia e tradizioni, relagandolo al ruolo di “borgo” del nuovo comune di Bienno (cosi si chiamerà nelle intenzioni la nuova realtà comunale). Siamo certi che i prestinesi siano poco propensi ad essere cancellati dalla storia e assistere alla scomparsa di tradizioni secolari nel nome della spendig review renziana e del mondialismo piddino. E’ evidente come in questa situazione dove appare evidente la lunga mano dello stato centralistico italiano, dove cultura, storia e tradizioni di una popolazione sono minacciate di estinzione, Indipendenza Lombarda non possa non far sentire la propria voce e farla riecheggiare forte nella Val Grigna a salvaguardia di Prestine e di tutti i piccoli comuni camuni e lombardi.

Fabio Toffa, segretario provinciale di Brescia per Indipendenza Lombarda

 

 

 

 

 

 

 

 

Il gruppo consigliare di Indipendenza Lombarda, contrario all’ipotesi di fusione tra i due comuni, all’inizio della seduta consigliare ha chiesto di intervenire sull’ordine dei lavori facendo presente al sindaco Monchieri, al segretario comunale ed al consiglio comunale quanto segue:

“Questa sera è stato convocato un consiglio comunale straordinario, non inquadrabile tra quelli definiti dallo Statuto comunale come tali (art. 10 comma 2: Sono sessioni ordinarie quelle convocate in primavera e autunno e straordinarie in tutti gli altri casi.) in quanto oggi ci troviamo ancora nella stagione primaverile.

Va da sè che il consiglio di questa sera vada inquadrato nell’ambito di quanto stabilito dalle norme del Testo Unico degli Enti Locali. Le norme citate stabiliscono tra l’altro come le proposte di deliberazione previste dall’art. 32, comma 2, lettera b), della legge 8 giugno 1990, n. 142 si debbano tenere in sedute ordinarie. Risulta evidente come alla luce di quanto sopra non si possa in questa sede procedere con la discussione e la votazione del punto 5 (ma anche del punto 3: “Esame ed approvazione convenzione tra i comuni di Prestine e Bienno per la gestione dell’acquedotto in località Mezzabreno”).

Nel caso in cui il sindaco e la sua maggioranza intendano proseguire a dispetto delle norme ci vedremo costretti ad impugnare l’eventuale delibera assunta davanti al Tribunale Amministrativo Regionale Lombardo”.

A seguito dell’intervento, tenuto dal consigliere comunale Fabio Toffa in accordo con Paola Dall’Asta e il capogruppo in consiglio comunale Raffaella Toninelli, la seduta consigliare, “Indipendenza Lombarda non è contraria solo al metodo con il quale si voleva addivenire alla fusione tra Prestine e Bienno ma al principio ed alle motivazioni che vogliono portare le due amministrazioni locali ad effettuare tale passaggio.

Il sindaco Monchieri e la sua maggioranza hanno prodotto una relazione sulla fusione imperniata su questioni meramente economiche (Le previsoni del decreto Del Rio circa la possibilità di non sottostare al patto di stabilità per alcuni anni e la promessa/impegno di contributi extra per 10 anni nell’ordine del 20% delle spese correnti dell’anno 2010) che nella stessa relazione vanno a sminuire e ridimensionare (al punto di ritenere che: “tale contributo viene quindi previsto per dieci anni, con un limite tuttavia, rappresentato, dagli “stanziamenti finanziari previsti” e una minaccia, che negli ultimi anni appare sempre più palese, che è quella che a fronte dell’insufficienza dei fondi erariali destinati al finanziamento delle fusioni di Comuni, il contributo spettante per la fusione sia proporzionalmente ridotto, come previsto da medesimo articolo in un comma successivo.
Quest’ultima previsione deve essere tenuta in particolare considerazione, nel senso che non è possibile ipotizzare di costruire un bilancio di previsione facendo completo affidamento su tali risorse, come era possibile fino a qualche anno fa”.)

Ci sono poi le motivazioni “storiche”, per le quali si ricorda che i due comuni vengono citati in documenti risalenti al 1300 D.C. quali entità autonome che vengono unificate solo nel periodo napoleonico (1805-1820) e nel periodo fascista (1923-1947): sostanzialmente Prestine e Bienno si sono trovati uniti in unica realtà solo sotto regimi totalitaristici e nel recente passato, fino alla lotta di liberazione che, ricordiamolo, in Valle Camonica fu particolarmente cruenta.

In buona sostanza Monchieri e Maugeri (sindaco di Bienno) con l’aiuto di Renzi e Del Rio, vogliono fare gli emuli di Napoleone e Mussolini e compiere una azione antistorica e da centralisti proprio nel giorno in cui nello stesso consiglio comunale viene presentato un documento nel quale si richiede “maggiore autonomia per il territorio montano di Valle Camonica nell’ambito di riforma e di assegnazione di funzioni per gli enti di area vasta”: poche idee ma confuse!

Va da sè che la fusione dei due comuni porterebbe alla cancellazione di Prestine e della sua storia e tradizioni, relagandolo al ruolo di “borgo” del nuovo comune di Bienno (cosi si chiamerà nelle intenzioni la nuova realtà comunale). Siamo certi che i prestinesi siano poco propensi ad essere cancellati da coloro che da sempre li definiscono goliardicamente e campanilisticamente “i farisei”.

E’ evidente, per Indipendenza Lombarda, come in questa situazione dove appare evidente la lunga mano dello stato centralistico italiano, dove cultura, storia e tradizioni di una popolazione sono minacciate di estinzione, Indipendenza Lombarda non possa non far sentire la propria voce e farla riecheggiare forte nella Val Grigna a salvaguardia di Prestine e di tutti i piccoli comuni camuni e lombardi.

 

 

 

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