Indipendenza: la Catalogna approva la via unilateriale. Il Veneto ci prova

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di LUCA POLO –  Quando l’esercizio del diritto di autodeterminazione viene negato dallo Stato, come in Spagna ed in Italia, i Popoli d’Europa, l’avanguardia ed il baluardo della democrazia e dell’applicazione dei diritti fondamentali dell’uomo, fanno l’unica cosa possibile: la esercitano unilateralmente.

Questa è la proposta politica dell’unico consigliere dichiaratamente indipendentista che siede nel Consiglio Regionale Veneto, Antonio Guadagnini (SiamoVeneto) che dopo aver proposto ed ottenuto l’approvazione della risoluzione 20/2016 “Dichiarazione di Sovranità”, con la quale il Consiglio Veneto si è assunto la responsabilità di rappresentare davanti alla comunità internazionale ed ai propri cittadini le istanze di autogoverno del Popolo veneto, ha presentato un progetto di legge per l’indizione del referendum unilaterale per l’indipendenza. Un referendum si istituzionale, ma dell’istituzione Regione Veneto, senza che si tenga conto alcuno del parere di entità terze, come la Corte Costituzionale italiana: il RUI (Referendum Unilaterale di Indipendenza). A sostegno di tale iniziativa è stata lanciata una petizione che in pochi giorni ha già raccolto migliaia di firme http://goo.gl/Khx5Tu

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(Antonio Guadagnini ed Anna Arquè  – osservatori internazionali ICEC per il referendum popolare del 9 novembre 2014)

Il Parlamento della Catalogna, sembra essere dello stesso identico avviso, visto che ha approvato le conclusioni della “Commissione del Processo Costituente”, nonostante le minacce della Corte costituzionale. Il risultato della votazione è stato di 72 voti a favore e 11 contrari. Il Partito Socialista non ha partecipato al voto ed il Partito Popolare e Ciutadans , i due partiti di destra, hanno lasciato il parlamento (…anche se in realtà poi compaiono alcuni voti contrari di alcuni deputati del PP).

Il dibattito e l’approvazione si sono svolti dopo una accesa discussione tra i gruppi per l’inserimento nell’ordine del giorno. Con questo voto, il Parlamento ha adottato definitivamente un “meccanismo di esercizio democratico unilaterale che permetterà la convocazione della Costituente “.

Il dibattito sulle conclusioni della Commissione del Processo Costituente ha avuto inizio con la relazione del suo presidente, Lluís Llach, entrato in carica in sostituzione della recentemente scomparsa e compianta Muriel Casals (storica leader dell’associazione culturale Omnium e testimonial della petizione internazionale di ICEC https://www.youtube.com/watch?v=5XV8C-JKEfU ). Lluís Llach ha ricordato gli esperti che hanno partecipato alle riunioni del comitato – tra i quali spicca il nome del professor Antonio Abat i Ninet, docente di diritto costituzionale all’Università di Copehagen (collaboratore accademico del network ICEC, già relatore al simposio ICEC al Parlamento Europeo per l’applicazione del Diritto di Autodeterminazione in Europa lo scorso 9D a Bruxelles).

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(Lo scozzese Robin McAlpine, il catalano Antoni Abat ed il veneto Andrea Favaro al Parlamento Europeo durante il simposio ICEC per l’applicazione del diritto di autodeterminazione in Europa – 9 dicembre 2015 – Bruxelles)

Da notare inoltre la posizione ambigua ed altalenante di Podemos, i cui parlamentari appartengono al gruppo “Catalunya si que es pot (CSQP)” che include inoltre anche i verdi. Il gruppo del CSQP infatti si è astenuto oppure ha votato contro la gran parte degli articoli. Ha votato a favore solo dell’art 2, dell’articolo 4 e articolo 11.

 

Qui sotto gli undici punti approvato dal Parlamento:

 

  1. Attualmente, non vi è alcun margine di azione per il riconoscimento del diritto di decidere del popolo catalano nell’ambito del quadro giuridico legale e costituzionale spagnolo. L’unico modo possibile per farlo è mediante sconnessione e attivazione di uno proprio processo costituente.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP) e 22 contrari (CSQP e PP)

 

  1. Il popolo della Catalogna ha la legittimazione ad avviare un processo costituente democratico proprio, di base cittadina, trasversale, partecipativa e vincolante con il riconoscimento, il sostegno e l’appoggio delle istituzioni catalane.

Adottato: 83 voti favorevoli (JxSí,  CSQP e CUP) e 11 contrari (PP)

 

  1. Le esperienze comparate di altri paesi avallano il percorso intrapreso dalla Catalogna per costruire un modello singolare del processo costituente date le circostanze sociali, culturali, politiche ed economiche che ci sono specifiche.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP), 11 contro (PP) e 11 astensioni (CSQP)

 

  1. È necessario assicurarsi che il quadro metodologico del processo costituente continui in forma consensuale, nota, trasparente e condivisa con l’intera società e le istituzioni che lo sostengono. Il processo costituente deve essere in grado di adattarsi a tutte le sensibilità ideologiche e sociali fin dall’inizio e anche sino a quando si imposteranno gli indicatori, il calendario e tutte le questioni che riguardano il metodo per progredire.

 

Adottato: 83 voti favorevoli (JxSí,  CSQP e CUP) e 11 contrari (PP)

 

  1. Il processo costituente sarà composto da tre fasi: un primo processo partecipativo, una seconda fase di disimpegno con lo Stato e chiamata di elezioni dei componenti che costituiscono una Assemblea Costituente, che redigerà una proposta di Costituzione. Una terza fase sarà la ratifica a livellompopolare mediante referendum.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP) e 22 contrari (CSQP e PP)

 

  1. Il processo di consultazione preventiva avrà come corpo principale un Forum Sociale Costituente (FSC), composto da rappresentanti di organizzazioni della società civile e dei partiti politici. L’FSC discuterà e formulerà una serie di domande sui contenuti specifici della futura costituzione che saranno risolti attraverso il processo di partecipazione pubblica. Il risultato di questa partecipazione costituirà un mandato vincolante per i membri dell’Assemblea Costituente che saranno incorporati nella stesura della Costituzione.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP) e 22 contrari (CSQP e PP)

 

  1. Dopo la fase di partecipazione cittadina si completerà la disconnessione con la legalità dello stato spagnolo attraverso l’adozione delle leggi di disconnessione del Parlamento della Catalogna e di un meccanismo unilaterale di esercizio democratico che servirà per attivare la convocazione dell’Assemblea costituente (CA). Le leggi di disconnessione non sono soggetti al controllo, alla sospensione o alla impugnazione da parte di qualsivoglia potere, corte o tribunale.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP) e 22 contrari (CSQP e PP)

 

.8. Il Parlamento della Catalogna protegge il processo costituente che si svolgerà nel nostro Paese. A questo proposito sollecita il Governo della Generalitat a mettere a disposizione dei cittadini le risorse necessarie perché si possa effettuare il dibattito costituente di base sociale che prosegua trasversale, plurale, democratico e aperto. A tal fine, il Parlamento della Catalogna creerà un comitato per monitorare il processo costituente.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP), 11 contrari (PP) e 11 astensioni (CSQP)

 

  1. Una volta convocata, costituita ed eletta, l’Assemblea Costituente avrà pieni poteri. Le sue decisioni saranno vincolanti per tutti gli altri enti pubblici, persone fisiche e giuridiche. Nessuna delle decisioni sarà soggetto a controllo, sospensione o diffida da parte di ogni altro potere, corte o tribunale. L’AC stabilirà i meccanismi per garantire la partecipazione democratica diretta, attiva e democratica delle persone e della società civile organizzata nel processo di discussione e di elaborazione di proposte per il progetto di Costituzione.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP) e 22 contrari (CSQP e PP)

 

  1. Una volta che l’AC ha approvato il progetto di Costituzione sarà convocato un referendum costituzionale perchè il popolo della Catalogna possa approvare o respingere pacificamente e democraticamente il testo della nuova costituzione.

Adottato: 72 voti a favore (JxSí e CUP) e 22 contrari (CSQP e PP)

 

  1. Fin dall’inizio si deve incorporare una prospettiva di genere in modo trasversale e una duplice strategia al fine di rompere l’inerzia storica della nostra società perchè il processo costituzionale prosegua per tutti e tutte.

Adottato: 83 voti favorevoli (JxSí, CSQP e CUP) e 11 contrari (PP)

 

 

 

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7 Comments

  1. Castagno 12 says:

    I Veneti dovrebbero anche tornare ad utilizzare i contanti, almeno quando fanno la spesa.
    PROVARE, PER VEDERE L’EFFETTO CHE FA.
    Utilizzando continuamente la carta di credito, alimentano la Bestia che ci sta distruggendo e coprono le sue malefatte.
    L’uso della carta di credito nasconde l’inesistenza della moneta fisica.

  2. Fil de fer says:

    Dobbiamo renderci conto che viviamo in un paese dove la democrazia ancora esistente è quella di lasciarti scrivere qualcosa contro il sistema italia.
    Tutto il resto è negato !!!!! Ripeto negato !!!
    Siamo in presenza di una presa di coscienza così generalizzata da parte di noi Veneti, ma anche di molti italiani della vera situazione e realtà in cui ci hanno portato i politici di ieri, di oggi e spero mai di domani.
    Hanno svenduto per i loro sporchi interessi l’intero paese. Non siamo più sovrani nell’emettere carta moneta ma lo lasciamof are alle banche private che oltre a costargli molto poco li imprestano con interessi allo stato il quale è stato portato ad un indebitamento folle e per che cosa ??
    Forse che tutta quella montagna di soldi è servita a qualche cosa?
    Qualcuno è in grado di dirmi dove sono andati a finire tutti quei miliardi ?
    Io non ho mai ricevuto nulla dallo stato italiano se non pagare tasse e tasse e Voi che leggete ??
    Insomma quando questa lenta agonia porterà alla morte uno stato fasullo e parassitario ?!!!!
    Speriamo presto perché in fondo al tunnel non c’è la luce ma solo buio pesto !!!!

  3. giancarlo says:

    Ecco perché, non importa come, bisogna prenderci la nostra indipendenza e la nostra libertà.
    Tutto il resto sono solo parole e falsità per impedirci di fare quello che dobbiamo fare.
    L’italia è ormai persa e quasi sepolta. Le forze del male, così le dobbiamo ormai chiamare, non prevarranno!!!!
    Il tempo e la storia sapranno ripulire queste indecenze parassitarie immonde e stolte.
    WSM

  4. Borbonia Felix says:

    La Borbonia o Napolitania (Regno di Napoli) o Reino de Napoles, da Noi si parlava spagnolo, era uno Stato che è esistito per oltre 700 anni prima che i “fratelli d’Italia” tutti del Nord guarda caso, ci venissero a “liberare” Ai “rondo’ veneziano” con alti doti di umorismo rispondo: pensate a difendere la Repubblica Veneta dai marocchini che vi sottomettono quotidianamente. Da noi a Capri e altre mete jetset che voi vi sognate, non ce ne sono…

  5. Luca Polo says:

    Noi Veneti siamo una Nazione, purtroppo mi sfugge cosa siano Padania e Borbonia..

  6. Borbonia Felix says:

    Lo Stato italiano si combatte col SANGUE…altrimenti è tutto tempo perso ! Dietro allo Stato italiano c’è la Massoneria che è difficile da estirpare se non con la FORZA…mettiamoci assieme Borbonia e Padania e distruggiamo questa Nazione del cazzo !

    • Venetian guy says:

      in tutta Napoli ci saranno 40-50 napoletani indipendentisti… tutti gli altri (1 milione e passa) stanno attaccati alle mammelle dello stato italiano, sotto forma di pensioni di invalidità, sussidi, stipendi da falso dipendente pubblico, falsi braccianti, falsi guardiani dei musei, etc.

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