Indipendenza. Il ministro degli Esteri catalano: referendum si farà

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Il referendum sull’indipendenza della Catalognasi fara’, “la legalita’ non e’ l’ostacolo. Lo Stato spagnolo semmai. La giustizia, il tribunale costituzionale, la procura. Non la legalita’. In Spagna non c’e’ una vera separazione dei poteri, il tribunale costituzionale e’ controllato dal governo, un tema che dovrebbe interessare anche l’Europa”. Lo dice in un’intervista alla Stampa Raul Romeva, responsabile esteri della Catalogna, in occasione della manifestazione indipendentista prevista per oggi a Barcellona per la festa nazionale catalana della Diada. “E’ tutto legale”, prosegue Romeva parlando del referendum, “ma se la Spagna non vuole nemmeno dialogare ha un problema con la democrazia. L’Ue deve capire che qui sono in gioco i pilastri democratici”. “Siamo in fase di comunicazione. Spieghiamo le nostre ragioni. A un movimento pacifico e di massa, dopo molti anni di mobilitazione, si risponde sempre no a tutto e questo e’ un problema. E ripeto: anche per l’Europa”. Come fa, chiede, quello catalano “a essere un tema spagnolo? Qui, per fare un solo esempio, ci sono oltre 6 mila imprese internazionali. Vogliamo sapere: perche’ non possiamo essere uno Stato indipendente, come l’Estonia, Malta o l’Italia?”. “Sono dieci anni che chiediamo di votare. Il nostro desiderio era proprio l’accordo. Ci abbiamo provato in tutti i modi. Eravamo pronti a scendere a patti su tutto, la data, il quorum, la moratoria. La loro risposta e’ stata sempre e solo giudiziaria”.

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