INDIPENDENZA: I BASCHI SULLA VIA CATALANA

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di LUCA POLO –  Ha avuto luogo recentemente una nuova ondata di referendum comunali per l’indipendenza nei Paesi Baschi ed un’altra è in arrivo per il 7 maggio. Ho chiesto all’amico Josu Albero di ICEC – Euskal Herria di aggiornarci circa l’avanzamento lavori nell’esercizio del diritto di autodeterminazione dei Baschi.

Mentre trascrivo e traduco la conversazione avuta con Josu, arriva la notizia lungamente attesa della consegna delle armi dell’ETA, che finalmente e definitivamente sceglie di continuare la lotta per l’indipendenza basca per via pacifica e democratica.

Gure-esku-dago catena umana

Josu Albero ha recentemente assunto l’incarico di portavoce ICEC per i Paesi Baschi. E’ microbiologo e socio fondatore dei Laboratori Izadi. Membro della giunta direttiva di Wikipedia Euskera, è collaboratore da undici anni di Wikipedia per la quale scrive testi di Microbiologia, Biochimica, Genetica, Fisiologia etc. ( https://eu.wikipedia.org/wiki/Lankide:Josu  ).  Josu Albero è membro sia del movimento civile GURE ESKU DAGO che di ICEC. Si occupa da anni come attivista della questione delle nazioni senza stato d’Europa e delle lingue minoritarie (Scozia, Galles, Catalogna, Fiandre, Corsica, Veneto, Galizia, Paesi Baschi, Sud Tirolo, Frisia, Lapponia, Bretagna etc)JOSU ICEC

 

Josu, l’origine dell’attuale processo catalano è certamente la stagione dei referendum comunali in materia di indipendenza che si svolsero in Catalogna dal 2009 al 2011. La stessa esperienza che originò a cascata sia all’Assemblea Nazionale Catalana, formata poco dopo dalle decine di migliaia di volontari che si erano mobilitati per organizzare le consultazioni, sia ad ICEC, costituita dal nutrito gruppo degli osservatori internazionali che presero parte a quel processo. Subito dopo quella stagione però qualcosa cambiò anche nei Paesi Baschi. Ce lo racconti?

Si, infatti a seguito delle consultas populares catalane di quegli anni ed alla spinta vitale che diedero al processo catalano, alcuni movimenti civili in Euskal Herria cominciarono ad impegnarsi per sviluppare ed applicare la stessa esperienza anche da noi.

Nel 2013 viene creato il gruppo GURE ESKU DAGO, movimento popolare indipendente da partiti, plurale e trasversale, che da subito lavora attivamente per l’esercizio del “diritto di decidere” del popolo basco. Il cosiddetto “diritto di scegliere” è in realtà un eufemismo per il diritto all’autodeterminazione.

L’anno seguente, nel 2014, GURE ESKU DAGO organizza una catena umana enorme: 125 km da Durango (Bizkaia) a Iruña (Nafarroa), per il diritto della società basca di decidere il proprio status politico. Furono coinvolte più di 150.000 persone.Josu

Cosa significano le parole basche “Gure Esku Dago”?

Queste parole in basco significano “il nostro diritto” ma anche “il modo in cui è nelle nostre mani”, è come un gioco di parole …

Come inizia quindi il processo delle consultazioni comunali?

Nello stesso anno vengono lanciate le prime due consultazioni comunali in materia di indipendenza a Etxarri Aranatz (Nafarroa) e Arrankudiaga (Biscaglia). ICEC ha avuto un ruolo importante fin dalle prime fasi sia per trasmettere l’esperienza delle consultas catalane, sia per fornire protocolli di monitoraggio internazionale e per fornire e gestire gli stessi osservatori internazionali ( http://www.lindipendenzanuova.com/paesi-baschi-il-5-giugno-al-voto-per-lindipendenza-l-a-societa-civile-ed-icec-scatenano-il-kraken/ )

Questi due primi referendum servirono da esperienza e da laboratorio per lanciare il progetto su scala nazionale. Il 2015 è l’anno quindi in cui si mette a frutto questa esperienza nella preparazione dei prossimi passi e nell’allestimento della macchina organizzativa. Le mobilitazioni popolari vengono organizzate capillarmente e si è approntato un definitivo protocollo per lo svolgimento dei referendum popolari.

Nel 2016 inizia la prima grande ondata di consultazioni sull’indipendenza. Nel giugno dello stesso anno consultazioni sull’indipendenza si svolgono in 36 comuni del Paese Basco, coprendo una popolazione di circa 160.000 abitanti.

I dati di partecipazione differiscono da un’area all’altra, ma in media la quota è circa il 30%. Tra gli elettori, oltre il 95% dei voti è a favore dell’indipendenza di Euskal Herria.

Nel mese di marzo 2017, si svolge una seconda ondata di referendum, questa volta in 34 comuni, con una popolazione totale di 150.000 abitanti. La quota media è del 25%, e il voto per l’indipendenza supera anche il 95%.

All’inizio di aprile parte la terza ondata in più di 18 comuni con circa 50.000 abitanti. La quota media è del 28%, e il voto favorevole all’indipendenza ancora una volta è travolgente.

Ed ora?

Il 7 maggio si terrà la prossima tornata di consultazioni, questa volta sarà il più grande in termini di numero di comuni e di popolazione (circa 100 comuni voteranno). Poi arriva un altro giro nel mese di giugno in 43 comuni nell’area di Nafarroa.

L’idea di GURE Esku DAGO è di continuare le consultazioni nel 2018 e culminare il processo nei 4 capoluoghi baschi della parte spagnola del nostro paese (Bilbao, Donostia, Gasteiz e Iruñea).voto

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3 Comments

  1. Paolo says:

    Egregio Castagno 12, gli altri fanno sempre qualcosa. Magari solo il girotondo attorno ad un tavolo, ma i Veneti cosa hanno fatto? Un popolo che ha 1000 anni di storia e non é riuscito nemmeno ad ottenere un briciolo di autonomia in 150 anni di appartenenza all’Italia. Il popolo Veneto non esiste più o almeno quello che intendiamo noi!

    • Castagno 12 says:

      Bisogna cercare di capire quello che si legge.
      Il suo appunto, rivolto a me, NON E’ PERTINENTE, E’ FUORI LUOGO.
      Non esiste un mio scritto contenente approvazione, complimenti, elogi per il popolo veneto che identifico sempre precisando “i residenti nel Veneto” causa l’ immigrazione del Sud italia, che si fa sentire.
      Continuo a rimproverare ai Veneti RESIDUI la loro inazione motivata dall’attesa di INDIPENDENZA che organismi internazionali NON INTENDONO RICONOSCERE, CONCEDERE.
      Pochi giorni fa ho anche ricordato che ALBERTO PENTO e LUCIO CHIAVEGATO non concludono niente.
      Anche il mio commento, qui sotto, segnala IL SILENZIO del popolo del Nord, che, ovviamente, comprende i RESIDENTI nel Veneto.
      Ho parecchie cose da fare ed il suo commento, a me rivolto, è riuscito a farmi perdere del tempo.
      Lei non mi sembra proprio UNA PERSONA POSITIVA.

  2. Castagno 12 says:

    Si registra sempre, con tanto zelo, quello che fanno gli altri.
    Ma riguardo al popolo del Nord italia, inevitabilmente C’E’ IL SILENZIO.
    Gli Indipendentisti non ci tengono far sapere CHE ANCHE QUI SIAMO AL SERVIZIO DI CHI POSSIEDE E DI CHI GESTISCE BANKITALIA. (vedi mio commento per “Chi ci libera dalle tasse ?).
    Bankitalia gestisce l’emissione di Valuta che genera Debito, quindi, a parte gli sprechi ed i lussi, TASSE INEVITABILMENTE SEMPRE IN AUMENTO.

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