Indipendenza libera dalla Casta. Attenti all’anello di Frodo

il-signore-degli-anelli12di GIUSEPPE REGUZZONI

Che cosa possiamo fare noi, cittadini comuni? È sconvolgente la notizia dell’artigiano  che si dà fuoco davanti a una sede di Equitalia. O dell’imprenditore che si impicca perché non riesce a pagare le tasse. È sconvolgente e tragica, con, a peggiorarla, la beffa di un sistema che si dice equo, Equitalia per l’appunto, ma chiede il pagamento dell’anticipo di imposta su spettanze di cui rinvia di decenni il pagamento. Si stanno moltiplicando i suicidi di artigiani, commercianti, piccoli imprenditori strangolati dalle tasse e dai mancati pagamenti da parte dello Stato. La stampa di regime, di destra e di sinistra, ovviamente, ne parla pochissimo. In Italia di tasse si muore, ma non basta constatare che ormai persino la storica imprecazione “governo ladro” è del tutto insufficiente. Ladro e assassino, verrebbe da dire. Ma alla fine resterebbe solo una profonda e lacerante amarezza, che si frantuma sul muro dell’indifferenza eretto dal Potere. Moschini, che la mano feroce di chi ha costruito questo sistema allontana, infastidita, o schiaccia senza pietà. In Tibet i monaci buddisti si danno fuoco per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale su un Paese occupato e privato della propria libertà. È un gesto di protesta forte, ma anche di orgoglio. Da noi c’è solo la disperazione.

Che potere ha questa gente comune, che ancora non accetta di lasciarsi inebetire da farfalline tatuate e indigestioni di veline e calciatori? Che potere ha chi, schiacciato tra tasse e tentativi di togliergli non solo la libertà, ma la stessa percezione della sua assenza, vorrebbe ancora alzare la testa? Sono gli uomini, le donne, singoli o gruppi, che ancora hanno la forza di “dissentire”. Che cosa possono fare, dunque questi “dissidenti”, come uomini e donne, che sono al di fuori di tutte le strutture del potere e nella posizione di “subcittadini”? hanno essi ancora le forze e le possibilità per agire in qualche modo sulla società e sul sistema sociale? Possono, in definitiva, cambiare qualcosa?

Possono, in qualche modo, ancora resistere al Male o, almeno, rallentarne l’avanzata? Sono le stesse domande che, alla fine degli anni Settanta e in un’Europa dell’Est ancora sotto il giogo comunista, si poneva un uomo libero come il drammaturgo Vaclav Havel, che qualche anno dopo e con alle spalle la galera comunista, sarebbe divenuto il primo presidente della Cecoslovacchia libera, così libero e rispettoso della libertà, da consentire, da Presidente, la secessione della Slovacchia. In Italia il Potere ha il volto dei vomitevoli privilegi della casta romana, del Quirinale che costa più dell’Eliseo e di Buckingam Palace messi insieme, di un Direttore generale di Equitalia che guadagna più di Obama, di un viceministro super raccomandato e figlio di papà che insulta decine di migliaia di precari, di una ministra, che simula lacrime annunciando tagli a pensioni e lavoro, e va a comprarsi un paio di scarpe in centro Torino con quattro auto blu e dieci uomini di scorta, e via cantando … il canto triste e disperato di noi, cittadini ingannati e truffati e, ancor di più, di generazioni di giovani defraudati della possibilità di costruirsi un futuro lavorativo dignitoso.

La Casta esiste ed è una cosa sola col Potere romano. Difficile avvicinarsi a questo Potere e rimanerne immuni. Come l’anello di Frodo esso possiede chi lo possiede, e lo abbruttisce interiormente, allontanandolo dalla vita reale. Eppure bisogna reagire, perché ne va della nostra più profonda verità. Proprio per questo la politica resta necessaria e proprio per questo occorre che i “dissidenti” non si perdano d’animo, ma tornino a essere presenti e vigilanti.
Ignazio di Loyola, il santo fondatore dei Gesuiti, che di potere se ne intendeva, diceva che il potere va dato a chi non lo desidera e non lo chiede. Un movimento politico può farsi interprete del malessere profondo che lacera questa nostra società solo se su di esso non grava il sospetto di essere solo e semplicemente funzionale alle poltrone da occupare. Roma – che in Italia da un secolo e mezzo significa il Potere – ha tutto l’interesse a normalizzare un fenomeno come la spinta indipendentista, a ridurla a una correntina politica, con qualche sfumatura locale.
I modi sono tanti, ma sono quelli di sempre: dividere e/o infiltrare. Divide et impera, era il metodo preferito dall’antica Roma per spezzare la resistenza dei popoli su cui si stendeva la propria brama di potere e di dominio. Infiltrare, significa non necessariamente collocare propri uomini all’interno di una struttura politica di resistenza, ma, magari e più semplicemente, comprarseli, con la promessa di posti e di partecipazione al Potere.
In quest’ultimo caso avremmo l’eutanasia, lenta e inesorabile, della capacità di una forza politica di farsi latrice del cambiamento. Sono pochi gli uomini che sanno resistere a questa tentazione. Proprio per questo un movimento  che voglia rimanere tale – e non ridursi a macchina di consenso elettorale per la rielezione di questo o quell’esponente della Casta -, deve avere il coraggio di introdurre dei correttivi, vale a dire degli strumenti forti di controllo e di vigilanza contro il deterioramento dei rapporti tra chi ci rappresenta e la causa per cui sono stati scelti: vietare il cumulo degli incarichi, ridurre il numero dei mandati, assicurare il controllo costante ed effettivo dal basso … La base non è fatta di bifolchi cui spetta solo votare e raccogliere voti per il poltroniere di turno! Essa ha il diritto e il dovere di controllare e verificare. Ne va della carica rivoluzionaria e innovativa di una speranza e, non da ultimo, della sua capacità di farsi interprete del malessere oggi dominante.

 

 

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5 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Albert N.,
    devi avere ragione in qualche modo.

    Infatti la lega nodde e’ forte, NEI PROKLAMI..!

    NEL RIDURRE LE TASSE, NEL TENERSI il 75% di tasse o PIZZO, mi sembra inconcludente.

    Beh, non ha i NUMERI in %.

    In DEMONIOKRAZIA VALGONO I NUMERI, come al LOTTO..!!

    NE PIU’ E NEMMENO..!

    Quindi..????????????

    SONO I PRESUNTI SOVRANI che sbagliano quando mettono le IKSE (X).

    Se i presunti sovrani, che seguono l’istat, la bce, e tutte quelle forme di sottogoverno esistenti, non la capiscono come la gira in questo stato europeo o mondiale e poi talibano, perche’ no italiano, come faranno a votare il giusto..?

    Non vale, invece, la mia che recita: …ed il popolo non e’ mai stato sovrano..?

    Conseguenza di cui: …ed il popolo sceglie da sempre BARABBAS E MAI IL GIUSTO..?

    Sono domande anche se per i pochi COSCIENTI sono IMPERAZIONI..!

    Se non abbiamo l’INTELLIGHENZIA dalla nostra parte, dite, INDIPENDENTISTI, come arrivare ad OTTENERE L’INDIPENDENZA..??

    Con la IKSE (X)..?

    NO. Enne o..!

    Solo con un’azione di forza alla OLIVER…

    UCCIDERE IL RE… E’ QUEL CHE BISOGNA FARE..!

    Ma i soliti IKONOKLASTI TI DIRANNO: IL RE E’ IL POPOLO..!!!
    PER CUI SEI UN CRIMINALE PERCHE’ ISTIGHI ALLA DISTRUZIONE DI MASSA (POPOLO).

    Sono termini che fanno RIDERE chi, invece, sa come la gira sta GIOSTRA DEL POTERE..!
    IL POPOLO E’ TOTALMENTE IGNORANTE o ALL’OSCURO..!! QUINDI..??

    O SI E’ IN GRADO DI ILLUMINARE LA PIAZZA, di cui il POPOLO, o SOCCOMBEREMO..!!

    IL VERO POTERE FARA’ DEGUELLO DEI VOGLIOSI LA LIBERTA’ con l’aiuto della SANTA INQUISIZIONE (MAI MORTA) E CON L’AIUTO DEI GARIBALDINI SEMPRE IN SPE…

    RAGASSI DEL QUINDEXE E DISDOTO: GHE VOL TESTA E STRATEGIA SU SERTE TEMATICHE..!!!

    NO SLOGANS E SOGNI DE ORO..!!

    AMEN

  2. Albert Nextein says:

    Bel politichese.
    Ti chiedo, visto che scrivi tanto e al sodo non ci arrivi, se tu continui a pagare le tasse.
    Ti chiedi che si possa fare contro il potere, beh ti rispondo io.
    Cessare il pagamento di tasse in massa.
    A questo dovrebbe servire un partito indipendentista che sbandiera durezza e propositi liberali come la lega.
    Se la lega non è in grado o non vuole organizzare una protesta fiscale massiccia e duratura , allora la lega è parte del potere vessatore.
    Non solo non serve , ma anzi peggiora le cose idealizzando un indipendentismo sterile e senza futuro.
    Per inciso, io personalmente già da anni attuo autodifesa fiscale liberale.
    E me ne fotto dei partiti, tutti.

  3. luigi bandiera says:

    BASTA KASTeeeeEEEEE..!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Castagno 12 says:

    Un Movimento Indipendentista NON può avere il coraggio, nè la capacità nè la possibiltà di “introdurre dei correttivi” nell’attuale Sistema DOMINANTE approvato dell’85% degli aventi diritto al voto.

    Fanno anche tanta tenerezza gli Indipendentisti veneti che non hanno ancora capito, che non vogliono capire che continuano a sperare NEL NULLA se la maggioranza della loro popolazione, dei residenti sul loro territorio non toglie QUOTIDIANAMENTE risorse al Sistema che li opprime.

    In che modo ? Ho già scritto e riscritto.
    Chi non capisce quello che legge o non ricorda le indicazioni fornite si merita l’attuale situazione e, soprattutto, ciò che sta arrivando.
    Sarebbe inutile ripetermi..

    Comunque questo Quotidiano ha un Archivio: consultatelo.
    Non occorre tornare tanto indietro nei mesi.

    Chi pretende veramente l’Autonomia, l’Indipendenza, la Libertà, deve capire spontaneamente quali sono le cose da fare e da non fare per togliere forza al SISTEMA.
    Non dovrebbe avere bisogno di suggerimenti.

    Per fare un esempio:
    L’Indipendentista che va anche a manifestare (sempre a vuoto) ed ha in tasca la carta di credito – a dir poco – è una persona che ignora il contesto nel quale vive.

    Considerando le “strategie” (la parola l’è grossa) fino ad ora adottate, si può affermare che gli Indipendentisti Veneti e Lombardi si sono rivolti al SISTEMA OPPRESSORE domandando, con garbo e con sottomissione:
    ” POSSIAMO SPERARE ! “.

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