Indipendenza della Crimea, gli Usa: “Non riconosceremo il referendum”

di FRANCO POSSENTI

Se il risultato del referendum di domenica prossima confermera’ la secessione della Crimea dall’Ucraina, ci vorra’ al massimo un anno di tempo per completare il processo di annessione alla Russia. E’ quanto prevede l’autoproclamato premier della repubblica autonoma, il filo-russo Sergiy Aksyonov. Aksyonov ha lanciato un appello alle regioni ucraine orientali, esortandole a convocare anche loro referendum per la secessione dall’Ucraina. “Se un numero sufficiente di persone sostiene l’iniziativa in queste regioni, anche loro dovrebbero tenere un referendum”, ha spiegato. Lavrov gela Usa, rispetteremo risultato referendum La Russia rispettera’ il risultato del referendum di domanica sulla secessione della Crimea dall’Ucraina ha annunciato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, dopo un lungo incontro a Londra con il segretario di Stato Usa, John Kerry.

Le posizioni tra Russia e Occidente “restano differenti”, ha spiegato Lavrov. La Russia, ha aggiunto, e’ “molto preoccupata che non siano state prese misure prese per assicurare stabilita’ all’Ucraina”. La crisi in Ucraina, ha sottolineato il ministro, “non e’ il risultato della azioni della Russia”. Le sanzioni gia’ varate da Usa e Ue, e quelle che molto probabilmente saranno varate dopo il referendum, ha spiegato il capo della diplomazia del Cremlino, “sono uno strumento controproducente che non giovera’ alle relazioni” tra la Russia e l’Occidente.

Gli Stati Uniti, intanto, dicono che non riconosceranno il risultato del referendum per la secessione della Crimea dall’Ucraina perché si tratta di una consultazione “illegale”. Lo ha ribadito il segretario di Stato americano, John Kerry al termine del vertice bilaterale a Londra con il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov. Kerry ha parlato di un colloquio “sincero” e “diretto”. Il segretario di Stato Usa ha poi ribadito quanto espresso anche dal presidente Obama: “Continuo a sperare in una soluzione diplomatica della crisi in Ucraina”, ha detto, aggiungendo che ci saranno “conseguenze dirette” se i militari russi entreranno in Crimea.

E Mosca?: “Rispetteremo il risultato del voto”, sostiene. Prima di Kerry ha parlato, in conferenza stampa, anche il ministro degli esteri russo Lavrov che ha riferito dell’incontro. “Mosca rispetterà il risultato del referendum di domenica sulla secessione della Crimea dall’Ucraina” ha detto. Il capo della diplomazia russa ha inoltre sottolineato la divergenza di vedute con gli Stati Uniti sulla strategia da seguire per portare stabilità in Ucraina, precisando però che la discussione è stata “utile e produttiva”. Secondo il ministro degli Esteri russo, le sanzioni contro Mosca sono uno “strumento controproducente”. Lavrov ha poi dichiarato: “Non invaderemo le regioni orientali”. –

Infine una opinione di un ex addetto ai lavori: la crisi in Ucraina è figlia del “dissennato” smantellamento dell’Unione sovietica, ma ora bisognare fare di tutto per “porre fine a questa pericolosa escalation” ed evitare che si arrivi ad una “nuova guerra fredda”. Questa la posizione di Mikhail Gorbaciov sulle crescenti tensioni tra Ucraina e Russia, a due giorni dal referendum sull’indipendenza della Crimea e dopo molti, per ora inutili tentativi di trovare un accordo a livello internazionale sulla crisi.

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9 Comments

  1. indipendentista says:

    E’ pura e semplice applicazione del diritto internazionale. Non funziona che una nazione destabilizzi la regione di un’altra e la occupi militarmente dopo organizzando un plebiscito farsa per autolegittimarsi. Lo fece Hitler con l’Austria e gli Usa in Irak col governo fantoccio, ora lo fa Putin in Crimea.

  2. lory says:

    credo che giustamente Putin non prenderà in considerazione le minacce di un presidente diversamente bianco e di una cancelliera diversamente snella.

  3. doris says:

    E’ sempre più difficile capire ciò che realmente accade e il perchè troppe notizie vengono occultate

    http://www.rischiocalcolato.it/2014/03/ucraina-unaltra-cosa-che-non-ci-hanno-detto-di-maurizio-blondet.html

  4. luigi bandiera says:

    Non riconoscere un referendum e’ il masssimo del pensiro democratico.

    Lo scrivevo, in usa e getta c’e’ un comunismo, strano per i tempi che scorrono veloci.

    Ripeto: e’ mondiale e mascherato molto bene.

    Salam

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