Indipendenza del Veneto, Zaia nicchia: “Trattiamo con Roma”

di REDAZIONE

Referendum istituzionale per l’indipendenza del Veneto’? ”Io sono per la via catalana”, risponde Luca Zaia, presidente della Regione, che ritorna, con i giornalisti, sul referendum online per la separazione del Veneto da Roma.

”La voglia di indipendenza nel Veneto attraversa il popolo di questa regione, le diverse classi sociali e non passa per appartenenze specifiche a questo o a quel partito – spiega Zaia -. Il recente referendum online e’ una risposta tonica e vigorosa all’immobilismo romano. Il territorio veneto delle 600 mila partite Iva e di un’economia in ripresa, dopo gli anni della crisi, non puo’ piu’ permettersi che i 21 miliardi di tasse che paga a Roma siano sprecati come sappiamo”. Alla domanda dei giornalisti se fosse sostenitore del referendum sull’indipendenza, Zaia risponde: ”io sono sostenitore della serieta’, che significa sostenitore della via catalana, di un confronto giuridico con lo stato nazionale. In Spagna, infatti, Barcellona si confronta con Madrid; qui da noi Venezia si confrontera’ con Roma”. ‘

‘Non e’ vero che non ci sono dei varchi; questi ci sono e chissa’ mai che un giorno il Veneto non diventi davvero indipendente. Che il governo Renzi sia incentrato sul neocentralismo e quindi sulla volonta’ di riportare a casa ogni competenza – continua il governatore – e’ purtroppo fuori di dubbio. Lo dimostrano tutti i provvedimenti che a Roma si stanno facendo. Questo significa che corriamo il rischio che la sanita’ del Veneto sia seguita da Roma. Immaginiamo soltanto che cosa questo potrebbe voler dire”.

Probabilmente, Zaia non s’è accorto che la via catalana prevede un referendum popolare che si terrà il 9 novembre, votato dalla Generalitat (quella che potrebbe essere la Regione veneto), ma considerato inaccettabile da Madrid.

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44 Comments

  1. Claudio says:

    “…e’ una risposta tonica e vigorosa all’immobilismo romano.”

    No, è una risposta reale a un immobilismo VENETO, non romano.

    La via catalana? Ma non diciamo sciocchezze, Zaia, la via catalana è un viatico stretto e difficilissimo. Se non viene accettata da Madrid sarà molto dura che ottenga l’indipendenza, perché ai sensi dei trattati internazionali una regione dotata di autonomia, incluso quella finanziaria che ha la Catalunya, per la clausola della integrità territoriale sarà dura avere l’indipendenza.

    Il Veneto è in tutt’altra situazione: vessato, spogliato delle sue risorse (incluso quelle naturali quali gas ed energia idroelettrica, oltre che finanziarie), che ha visto una cancellazione della cultura nelle scuole e non ne riconosce la lingua, è nelle condizioni di ottenere l’indipendenza subito perché può dimostrare di essere sottoposto ad un regime ingiusto.

    La mia conclusione: CAREGARI MAGNASKEI !

  2. luigi bandiera says:

    Zaia, non fare il Menenio Agrippa.

    Se tratti con roma (lo stomaco) devi lavorare ancora per loro (vari o multi stomaci).

    BISOGNA RECIDERE, TAGLIARE. BRUSKAR..!!

    PSM

  3. nazione toscana says:

    i dieci devono dare un ultimatum a zaia.
    se ci aiuti bene, agiremo insieme, altrimenti avrai bisogno della scorta!

  4. mv1297 says:

    con il proprio aguzzino non si tratta mai perché anche se venisse a patti, sicuramente non ci metterà mai nella condizione di decidere per conto nostro. MAI.
    A morte l’Italia, per sempre.
    Amen!

    • mangione says:

      chi vuole la morte dell’Italia non merita vivere nel nostro paese. Il Veneto è una regione italiana e solo una guerra potrà cambiare questo statuto.

    • mangione says:

      solo una guerra potrà cambiare lo statuto della Regione Veneto. Chi non ama l’italia e vuole la sua morte non ha diritto di vivere nella nostra nazione.

  5. caterina says:

    Zaia, un morto che cammina…
    il popolo gli ha scombussolato i piani e non sa più a cosa aggrapparsi per star seduto nella sua poltrona d’oro.
    Un anno fa aveva tutte le chances del mondo, e ora che farà?

  6. Trasea Peto says:

    Meglio Tosi di Zaia.
    -Tosi almeno è un italiano dichiarato con il sogno di fare una nazione italiana basata sulle idee risorgimentali.
    -Zaia è un super italiano con il sogno di napoletanizzare tutto lo Stato italiano. La tecnica del chiagn e fotte è una sua tipicità. Il problema di Zaia è che si vergogna ad ammette di essere italiano: Zaia mi ricorda il George Michael degli anni 80 che dava l’idea di essere uno sciupafemmine però la sua indole era un altra…

  7. Max dall'Emilia says:

    Zaia è un TRADITORE! dimissioni subito! E che vada a vivere a roma…

  8. Finalmente a carte scoperte, il duo italiano insediato grazie ai voti dei veneti si chiama
    ditta TOSI & ZAIA

  9. Frank says:

    L’indipendenza non arriva per grazia divina, avete visto la reazione internazionale sulla Crimea con 2 milioni di abitanti? se non avessero avuto il sostegno di Putin non sarebbe successo un bel nulla, quindi bisogna essere realisti con i pezzi di carta non si va da nessuna parte. Bene le consultazioni popolari, ma se non si trova una via diplomatica non rimane altro che imbracciare la strada cruenta della lotta armata. E’ questo che vogliono i Veneti? Zaia, che è’ veneto fino al midollo, e’ realista e come tale ha scelto la via diplomatica della trattativa con Roma e Bruxelles per arrivare al medesimo risultato, forte del consenso espresso dai veneti.

    • Bepi says:

      Ovvio che alle consultazioni popolari devono seguire le trattative diplomatiche, ma non come intenderebbe fare Zaia. Zaia realista fino al midollo? Trattare con Roma sarebbe realistico? Lasciamo trattare coloro che hanno l’autorità per farlo, ovvero i Dieci eletti tramite plebiscito, forti del consenso espresso da più di due milioni di Veneti. L’alternativa non è o si fa come dice Zaia o la lotta armata. La lotta armata è l’ultima spiaggia. Siamo realisti, non catastrofisti.

  10. Marco (*) says:

    Il referendum catalano è stato solo annunciato, ma non si terrà mai, dato che il governo centrale spagnolo lo ritiene inammissibile, idem per il referendum della regione Veneto. Poi, non è vero che si è aperto un dibattito fra Barcellona e Madrid, non c’è proprio alcun dibattito, ci sono solo proclami da parte catalana, che vengono puntualmente smorzati dal governo centrale. La verità è che Mas e Zaia possono solo fare annunci, non hanno alcuna possibilità, contro la volontà degli stati centrali, di indire la consultazione. Poi, è ridicolo pensare ad una trattativa con Roma: in base a cosa Roma dovrebbe aprire una trattativa, dato che è in posizione di forza? Io lo continuo a ripetere: la secessione, che non può essere solo un’indipendenza fiscale, possiamo prendercela solo con la guerra. Tutte le altre vie pacifiche e democratiche che ci vengono propinate, sono solo una perdita di tempo (sappiamo tutti benissimo che l’Italia non è una nazione democratica, e che ha una lunga storia e reputazione di nazione mettinculo).

    • Pol says:

      se non si terrà avverrà una dichiarazione di indipendenza. punto…basta con ste cagate sulla guerra…la maggior parte dei paesi europei divenuti indipendenti nell’ultimo secolo non hanno fatto nessuna guerra….
      secondo me sei un TROLL….

      • Franco dei Franchi says:

        Allora io non so se lo fate apposta o cosa a dire balle sulla storia dell’indipendenza degli stati esteri, ma la dovete finire, o dite le cose come stanno, con tanto di documenti, o comincio a pensare che ci sia un bel po’ di gente in malafede… per l’ENNESIMA volta, lo specchietto degli stati recentemente divenuti indipendenti, NEMMENO UNO l’ha fatto senza un qualche tipo di scontro, a parte quelli che avevano la possibilità PER LEGGE PRECEDENTE.
        Sudan – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_civile_sudanese
        Kosovo – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Kosovo
        Serbia e Montenegro – previsto per costituzione
        Timor Est – guerra http://www.dirittinegati.eu/?p=760
        Palau – concessa dagli Stati Uniti http://it.wikipedia.org/wiki/Palau_(stato)#Storia
        ANP – guerra (ancora in corso)
        Eritrea – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_indipendenza_eritrea
        Rep. Ceca e Slovacca – prevista per costituzione
        Rep. Jugoslave – guerra (sì anche la Slovenia) http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_dieci_giorni
        Ex URSS – prevista per costituzione
        Namibia – guerra http://it.wikipedia.org/…/Guerra_di_indipendenza_della…
        Irlanda – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_irlandese
        Iraq – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_anglo-irachena_del_1941
        Siria – sfrutta la WWII http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Siria
        India – lotta civile http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell'India
        Romania – guerra http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_indipendenza_rumena
        Corea – guerra http://it.wikipedia.org/…/Corea_sotto_il_dominio…
        Avanti sono curioso di sentire le smentite. “Slovenia no problem” sì diglielo ai morti, o chi ha rischiato la pelle negli scontri a fuoco…

        • Pol says:

          Monténégro, Slovacchia, Estonia, Lettonia, Lituania, Rep. Ceca…di guerre non se ne sono viste…

          • Marco (*) says:

            Tutte separazioni previste per costituzione. Stati (e non regioni amministrative) già esistenti, che hanno ceduto volontariamente quote di sovranità per formare entità comuni, e con diritto di secessione previsto per costituzione. Già, in questi casi, ben diversi dal veneto, di guerre non se ne sono viste.

            • Pol says:

              stati già esistenti? ma quando mai…semmai erano regioni o entità amministrative contenute in stati…
              in ogni caso a breve vedrai i casi di catalogna e scozia, cosi sarai contento

          • Franco dei Franchi says:

            Previsti per costituzione !!! L’URSS era una federazione di stati. Inoltre, per ironia della sorte, sono diventati indipendenti proprio gli stati che non facevano parte dell’ONU, dove non era ancora riconosciuto il principio di diritto dell’autodeterminazione al loro interno e/o paesi non allineati. ONU = USA = EU = Trattato di Lisbona = NO AUTODETERMINAZIONE SOLO PER MOTIVI FISCALI. Andate a piangere dal Sior Bisato, stiamo ancora aspettando osservatori internazionali, risultati e atti pubblici ufficiali.

            Montenegro – Serbia // Previsto per costituzione art.60 della costituzione federale Serbia-Montenegro.

            Rep. Ceca / Slovacchia // Secessione consensuale di comune accordo e con costituzione confederata come la Svizzera per intenderci.

            Estonia, Lettonia, Lituania // Repubbliche Baltiche già indipendenti prima di entrare a far parte dell’URSS. Divisione e secessione consensuale tra di loro.

            C’è poco da fare, imparate la storia, il diritto, le relazioni internazionali, perché continuate a capire solo ciò che vi fa comodo !!!

        • Bepi says:

          Ma caro Franco dei Franchi, cosa vorrebbe asserire con questi suoi spauracchi? Che bisogna starsene buoni buoni se no succede com’è successo lì, e lì, e poi ancora lì… Ma che discordi mi fa? Un popolo non è composto di scolaretti. Se c’è chi si dà tanto da fare per portare la questione veneta a una soluzione pacifica (non parlo di Zaia, che gioca col fuoco) è proprio per evitare che si accendano spontaneamente dei falò incontrollabili.

      • Marco (*) says:

        Ma secondo me il troll qua sei tu. Come dai operatività ad una dichiarazione di indipendenza se hai non le tue forze armate? Come eserciti la sovranità se lo stato da cui vuoi separarti ti manda le sue forze armate a reprimere il processo di autodeterminazione? La maggior parte dei popoli che si sono autodeterminati l’hanno fatto quasi sempre senza guerre??? Forse vivi nel mondo delle favole, o semplicemente in quello dei troll. Sì, ripeto e ribadisco, che lo scontro armato sarà inevitabile dato che l’Italia non concederà mai l’indipendenza per via pacifica, e molti sostenitori dei processi pacifici e democratici cominceranno a cambiare le visione delle cose e a capire come si fa a stare al mondo.

        • Bepi says:

          Se dovesse malauguratamente accadere così come tu paventi, se l’Italia avesse la sciagurata idea di far intervenire le sue scalcagnate forze armate per sedare i pacifici veneti che rivendicano democraticamente la sovranità sul loro territorio sottratta con il prebiscito truffa del 1866- eventualità che le costerebbe la condanna della Comunità Internazionale- non sarà di certo perché l’hanno provocata i veneti.

        • Pol says:

          ti dico io come funziona in questi casi: 1. si fa un referendum, 2. se vincono i si il parlamento locale proclama l’indipendenza, 3. gli altri paesi riconoscono la nuova nazione….è molto meno complicato di quanto sembri

    • Bepi says:

      Ogni tanto si leggono commenti, come quello di Frank, o questo di Marco, che vorrebbero far credere che l’unica alternativa allo status quo è la lotta armata. Beh, che la pazienza popolare abbia un limite questo è vero, ma eviterei di essere così pessimista. L’impegno degli indipendentisti è orientato verso una soluzione pacifica della questione veneta. Se non si intraprendono percorsi pacifici con competenza e determinazione e si fa come Zaia, o altri politici, che un giorno dicono una cosa e il giorno dopo un’altra, il rischio che qualcuno perda la pazienza lo vedo putroppo concreto.

    • mangione says:

      ma va….

  11. orazio bortoluzzi says:

    amici veneti sapete con 21miliardi di euro che bel esercito

    di mercenari ci possiamo permettere e la facciamo finita

    senza tante chiacchere. Tanto a questi è più facile meterlo

    in c….o che in testa

    w veneto indipendente

    • Anacleto marianni says:

      Infatti l’esercito di mercenari (Tale Palmer…. e tanti altri) lo paga roma per tenerci divisi e litiganti!

  12. corrado says:

    il coraggio non te lo puoi dare, o ce l hai o non ce l hai.
    Zaia non ne ha.

  13. Bepi says:

    Non vorrei essere al posto di Zaia, un funambolo che cammina in precario equilibrio su una corda tesa tra Veneto e Italia tra i quali c’è il baratro e senza rete sotto! per chi guarda è uno spettacolo ma per lui…

  14. Giancarlo says:

    Devo dire che sulla riva del fiume si sta da Dio e soprattutto non ci si annoia, già cominciano a passare i primi cadaveri: non parlo delle polemiche sul voto o sui voti dal Cile (sarebbe troppo facile e ingeneroso), ma dell’impomatato Zaia che a questo punto gli indipendentisti vorrebbero traformato nell’Artur Mas de noialtri. Troppo divertente.

  15. Cesira says:

    Per me Zaia è la vergogna di ogni veneto libero da roma.

  16. Pol says:

    il confronto tra Artur Mas e Zaia francamente è impietoso. Il primo agisce come un capo di stato trascinando il proprio popolo. Il secondo è una sorta di burattino nelle mani della segreteria di un partito ormai agli sgoccioli. PARAGONE IMPROPONIBILE
    p.s. per altro i catalani tutti non perdono l’occasione dire che non hanno nulla a che fare con la Lega, considerata partito razzista, e di estrema destra. Mas recentemente non ha voluto incontrare Maroni per non sputtanarsi difronte all’opinione pubblica compromettendo il processo di autodeterminazione catalano.

  17. Alfag01 says:

    “Il recente referendum online e’ una risposta tonica e vigorosa all’immobilismo romano”

    Niente di più falso, ingannevole e miserevole.

    Il referendum online è la risposta all’IMMOBILISMO DELLA REGIONE VENETO di cui lui è a mio avviso un indegno governatore?

    Immobilismo e cordadìa della REGIONE!

    Mai più il mio voto a questi CODARDI E INCAPACI.

  18. Pol says:

    Zaia è uno dei giovani “yes man”, con Cota, che a suo tempo erano stati scelti da Bossi perchè presentabili e abili comunicatori, spendibili quindi difronte all’alettorato moderato. Purtroppo però, scomparso il vecchio capo, che quasi metteva loro le parole in bocca, questi personaggi, senza un loro pensiero chiaro, senza una minima visione politica e senza un reale carisma, sono rimasti li, come manichini, comandabili dal nuovo capo di partito di turno.
    Cosa aspettarsi da Zaia? Io penso (purtroppo) proprio un bel niente. D’altronde, come tutti i dirigenti leghisti, oltre alle parole e alle poltrone non sono MAI andati, quindi…

  19. sandrone says:

    Cominci a chiedere che ai concorsi pubblici in Veneto e per il Vento possano partecipare solo i residenti in Veneto da almeno 10 anni. Soprattutto nei settori chiave come giustizia, polizia, tasse e scuola.

    Senza un apparato di base funzionante qualsiasi indipendenza crolla subito.

  20. Marco Green says:

    il solito equilibrismo / cerchiobottismo democristiano: Zaia è un altro che, come Maroni e tanti altri, pensa solo a tirare avanti il più possibile con la sua rendita di posizione da professionista della politica; quando avranno finito di raschiare il fondo del barile di quello che fu il mondo leghista si getteranno definitivamente tra le braccia del centrodestra berlusconiano.

  21. Gino says:

    Zaia in Veneto ha una maggioranza con personaggi della destra italiana, per cui assumere certe posizioni indipendentiste, significa camminare sul filo del rasoio.

    Non c’è un consigiere veneto eletto con incluso nel programma il Referendum per l’Indipendenza.

    E’ dopo il referendum della Catalunya che Zaia non avrà piu scuse. Da li in poi potremmo misurare quanto c’è di fede indipendentista e quanto di opportunismo.

  22. Trasea Peto says:

    italiano.

  23. Ernesto Furioso says:

    Zaia,stai facendo un pò di confusione,guarda che la via Catalana non è quella di trattare con Madrid,vai da Artur Mas e fatti schiarire un pò le idee.
    Ennesima conferma che Zaia e la lega non ci porteranno mai all’indipendenza.

  24. Sior Intento lè sempre contento !!! says:

    L’esempio da seguire è quello del Kosovo, ma non del referendum patrocinato dagli USA, ma l’esempio di rottura e di forza fatto dall’etnia albanese con a capo il presidente Rugova, che costituì scuole, e istituzioni politiche albanesi, disconoscendo il potere dei serbi.

    Non vedo perché con tutto il sostegno, l’attuale governatore non rompe effettivamente e realmente con Roma. E se non lo fa lui, non crediate, che un avvocato italiano, un ingegnere italiano, un imprenditore italiano, un libero professionista italiano avrebbe il coraggio di farlo al posto di quello attuale. Signori, sono tutti in torta solo per intenti, e lo sanno benissimo che potrebbero perdere tutto; ma tengono famiglia da bravi italiani !!! Qua, ci vuole gente, che non ha nulla da perdere e senza scrupoli, pronti a sacrificare Isacco se necessario….. non padri di famiglia, imprenditori ecc…. che pensano in primis al loro interesse, e tornaconto personale. Tutto il resto, sono solo parole al vento, intenti e basta, per tenersi una cosa reale e concreta che si chiama cadrega e stipendio sicuro.

    • Pol says:

      non lo fanno perchè il giorno che poi il veneto diventa indipendente loro perderebbero immediatamente la loro comoda poltrona…

  25. Mauro Gargaglione says:

    Però si è accorto di un’economia in ripresa dopo gli anni della crisi … mah!

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