Indipendenza del Popolo Veneto: tutto è finito. O forse no

di SANDRO MIGOTTO

In questi ultimi giorni l’effervescenza che sembrava portare ad una se non comunione di intenti indipendentisti almeno verso una positiva prospettiva a medio termine sul progetto si e’di fatto arenata sui temi e le delibere dei Partiti che sono andati a congresso o a convegno.

Il nuovo volto ed il nuovo corso della Lega Nord si e’ presentato a Torino, al cospetto di una parte dell’imprenditoria del Nord, delle banche, nonche’ dell’autorevole presenza di un esponente del Governo centrale,  etc.  Il risultato e’, a mio avviso, che la Lega Nord si e’ trasformata semplicemente nella nuova Democrazia Cristiana del Nord. Ovvero, lascia definitivamente ogni istanza indipendentista (magari sarebbe da interrogarsi se ne ha mai avuta una) a favore degli interessi degli imprenditori del Nord (dubito che siano gli interessi delle PMI o di artigiani, commercianti, agricoltori), ponendosi come mediatore con Roma, cosa che la DC Veneta fece con buoni, tutto sommato, risultati… ma  erano altri tempi, tempi di Guerra Fredda.

Un Partito indipendentista, Veneto Stato, a congresso domenica scorsa, tra le varie cose ha deliberato la scelta di correre per le politiche 2013. Da mesi io ed altri lo avevamo previsto. E’ una scelta deleteria e suicida politicamente. Venti anni di leghismo a Roma non hanno evidentemente insegnato nulla. Addirittura, trovo assolutamente controproducente presentarsi a elezioni comunali, provinciali e regionali. Per una serie di motivi che ho gia’ piu’ volte detto e su cui non intendo soffermarmi.

L’altro Partito indipendentista, Indipendenza Veneta, ha tentato di forzare la mano, ma e’ stata gabbata da Zaia, che da un lato finge di ascoltare questo movimento, con promesse che non ha ne’ la capacita’ ne’ il coraggio di mantenere, e dall’altra si appiattisce su posizioni che nulla hanno a che fare con l’indipendenza del Veneto; millanta, Indipendenza Veneta, di dettare l’agenda politica della  Regione Veneto. La Regione Veneto ed in particolare Zaia,saldo nella sua carega di Governatore piu’ amato d’Italia, se ne fregano altamente di cosa dice Pizzati e Morosin (e’ bene ricordare che ‘sto avvocato e’ stato Consigliere Regionale della Lega Nord, quindi avezzo a certe manfrine…). Se poi andiamo alla dichiarazione di Barroso, persona non eletta da nessuno, in riferimento all’interrogazione della Bizzotto, domandina semplice dopo venti anni di Lega Nord nelle stanze dei bottoni, il presidente della Commissione Ue dice, in pratica, “… fatelo, il Referendum per l’autodeterminazione, non ve lo impediremo… se ne siete capaci”, ma non promette nulla, ne’ la sua ammissibilita’ ne’ tantomeno la sua applicabilita’. Ovvero non aspettatevi la Nato, i Caschi Blu o le interforze europee a difendere l’esito del referendum…

Perche’ i ragionamenti e le azioni per l’indipendenza sono morte, riprendendo il titolo di questa mia? Semplicemente perche’ la Lega Nord, dopo venti anni di partecipazione alla vita politica romana, non potendo piu’ ricrearsi una verginita’, ha pensato bene di cambiare abito. La Lega Nord non ha fallito per gli scandali emersi. Ha fallito come progetto politico e Maroni, che “mona” non e’, invece di continuare sulla linea del celodurismo, ha pensato bene di buttare a mare ogni idea di indipendenza a favore della politica dei piccoli passi: fuori dalle balle gli armati della Val Brembana invocati ogni tre mesi dal Bossi…

Degli altri sue Partiti indipendentisti poco ho necessita’ di scrivere. Progetti politici inconcludenti, anzi, mancanza di progetti politici a breve e medio termine, rappresentati da persone incapaci politicamente o colluse mentalmente solo per interessi personali. Hanno a mio modesto avviso sbagliato, questi Partiti, tutti i loro calcoli. In primis la Lega Nord. Questo Stato, aldila’ delle dichiarazioni degli esponenti del Governo, e’ fallito e irriformabile. L’onda del fallimento dell’Euro oltre ai Paesi PIIGS si sta velocemente propagando verso altri Stati, vedere la Francia ad esempio, una Nazione che fino a ieri ci umiliava con il cugino dello psiconano italiano, Sarkozy.  In secondo luogo, lo zoccolo duro indipendentista seguira’ Maroni? Aldila’ che si tenga con promesse vergognose una porta aperta con i movimenti indipendentisti, al solo fine di raggiungere il sospirato quorum alle politiche 2013, la scelta degli Stati Generali portera’ voti dai moderati del Nord?

Infine, l’ultima mia riflessione. Tutto e’ perduto o forse no. Forse e ribadisco forse, molta gente, illetterata come me, ma avezza al lavoro, al sacrificio, stanca di continui soprusi, ma con capacita’, orgoglio e ambizioni non comuni al resto d’Italia, ha preso coscienza che non solo ha fallito l’Italia. Ha fallito il sistema dei Partiti a struttura piramidale, ha fallito l’idea che un Partito possa rispondere alle giuste e sacrosante domande che vengono dalla gente comune (termine che odio, chi cazzo e’ sta’ gente comune se non ognuno di noi?). Non le puo’ dare, semplicemente. Sono tempi bui e senza prospettiva quelli che stiamo vivendo in Italia. L’anno prossimo sara’ ancora di recessione stando agli indicatori economici. Un’altra marea di cassaintegrati, un buon numero di imprenditori suicidi ed almeno altrettanti che se ne andranno all’estero. Scusate la crudezza delle parole, ma e’ cosi’.

Dovremmo ripartire ed in velocita’ verso l’Indipendenza. Rispolverare quanto detto a Jesolo, ovvero in buona sostanza creare soggetti politici comunali ed indipendenti tendenti all’autodeterminazione. Gia’ spiegato e molto semplice da fare, non ci sono capi ed ognuno di noi diventa protagonista del proprio futuro, della propria storia e  dei propri averi. E’ un salto epocale, facile da capire ma difficile da applicare, perche’ ai capi di ogni Partito da’ fastidio, ovvero la natura umana e’ contraria a chi cerca di disporre della propria vita come meglio gli aggrada; il difficile sta nel fatto che ognuno di noi diventi protagonista, sia attore nella rivoluzione pacifica che proponiamo. Vi sono altre forme di protesta civile  da perseguire, ovvero decidere in massa una rivolta fiscale totale, una manifestazione indipendentista senza bandiere di Partiti sulla traccia di quanto fatto a Barcellona ed Edimburgo, un referendum auto gestito in tutte le piazze di ogni Citta’ e Paese….e molto altro ancora.

Non nego che ad oggi, visto quanto ho esposto sopra, non considero blasfema nemmeno l’idea di una rivoluzione armata.  L’indipendenza nonostante i nostri sforzi, nonostante tutto quello che sopra ho scritto, potrebbe non arrivare o essere militarmente ostacolata: troppi interessi, troppe commistioni, tempi lunghi (non piu’ prorogabili. Chi vive nel territorio per davvero sa’ che la catastrofe economica e’ imminente). E’ bene prepararsi al peggio. Comprendo perfettamente  che quello che ho scritto e’ difficile da digerire e sono ben consapevole di cosa ne deriverebbe in termini umani, sociali, economici etc., tanto che non me lo auguro di certo. Ma come prevedo, molto presto dovremo scegliere cosa fare per la nostra sopravvivenza.

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31 Comments

  1. ADRIANO says:

    Il Veneto cosa ha di meno della Slovenia, Croazia, Serbia, Austria, etcc., da non poter essere indipendente e gestire da solo il proprio futuro?
    A me sembra che i veneti abbiano dimostrato con il loro nord est produttivo, le loro capacità!
    Ora purtroppo le aziende chiudono per colpa di uno stato italiano mafioso ed arrogante, che tassa le imprese fino al 70%.
    Liberiamoci dall’Italia prima che sia troppo tardi.

  2. migotto sandro marco says:

    ho letto gli interventi.
    Come spesso oramai mi accade, non mi sono spiegato. l’amico Giacomo si e’ di molto avvicinato alle conclusioni che si possono trarre da questo articolo. Se non vi sara’ comunanza di intenti e soprattutto di azione tra i vari Partiti indipendentisti non andremo da nessuna parte. I sondaggi si fanno fare. Ma se anche fosse vero il sondaggio del Gazzettino, non si spiega perche’ i partiti indipendentisti prendono quattro voti. Forse perche’ la loro esistenza crea solo confusione. La loro esigua base e’ pura, come la base della Lega, ma che vi piaccia o no se non abbiamo il 50,01% non si va da nessuna parte. Strategie nuove, facce nuove, idee nuove. andare a Roma, o in Consiglio regionale o Provinciale o concorrere in una citta’ non serve a nulla. anzi crea solo problemi. Nelle ultime elezioni locali, in una citta’ come Verona di 250.000 abitanti, il candidato sindaco di un partito indipendentista, che vuole partecipare alle politiche 2013, ha preso meno di 300 voti. ma non fatemi ridere il cazzo. Facce nuove idee nuove ed un grande movimento veneto. La stessa identica cosa dovrebbero fare gli amici lombardi.
    Una lotta comune, potremo essere il nuovo e molto piu’ ricco Lussemburgo o Svizzera. Sto scrivendo con la massima pacatezza derivante dal fatto che i leader dei partiti indipendentisti non vorranno saperne. Ma le cose stanno cambiando anche per voi. Sono intasato da richieste di incontri pubblici da vostri simpatizzanti. Mi sa che cominciano ad averne i coglioni pieni anche loro. Viva San marco.

    • Crisvi says:

      ” ma non fatemi ridere il cazzo ”
      ” Mi sa che cominciano ad averne i coglioni pieni anche loro ”

      Alla faccia della pacatezza e del rispetto della netiquette………….. 😀

      Comunque Migotto,

      Ritengo che il desiderio d’indipendenza del popolo Veneto, vada ben oltre le eventuali miopie politiche, errori e percentuali elettorali amministrative da prefisso telefonico, ricavate dall’indipendentismo Veneto su base regionale.
      Il Gazzettino, con il suo sondaggio offre un segnale.
      Relativo quanto vuoi, ma pur sempre un segnale veritiero.

      A discolpa della falange indipendentista, sottolineo che Veneto Stato esce da un periodo travagliato di scissioni e faide interne, mentre Indipendenza Veneta, pur molto coesa ed entusiasticamente attiva, nasce solo quest’anno, anche se annovera alcune tra le persone più qualificate in assoluto in termini indipendentisti e localistici, nonchè forze militanti completamente nuove, mai impegnatesi precedentemente in politica .

      Tornando alle tue osservazioni, deve farci riflettere particolarmente, il vergognoso dato di Verona delle ultime amministrative.
      Mentre in ogni comune Veneto, in cui era presente un candidato indipendentista, si migliorava anche di 10 volte il consenso all’autodeterminazione ( con il primo consigliere comunale indipendentista, oggi insediato con i colori d’ Indipendenza Veneta ), a Verona si perdevano addirittura voti, rispetto alle ultime regionali.
      Lì qualcuno, come fai giustamente rilevare, ha largamente sbagliato le proprie valutazioni politiche.
      Non penso infatti che Veneto Stato, sia inferiore per qualità di proposta politica, alla sconosciuta ” alternativa comunista “, rappresentata da un anonimo Barry Ibrahima, se non ricordo male originario della Repubblica di Guinea, che di voti ne ha presi ben 951. 😮

      Per il resto, concordo con il tuo appello alla comunanza d’intenti tra vertici indipendentisti.
      Se serviranno anche gli incontri pubblici del tuo clan, a promuoverla, ben vengano migliaia d’assemblee pubbliche di questo genere.

      Ad maiora semper.

      Sempre WSM

      • migotto sandro marco says:

        Mi spiace deluderti non faccio parte di nessun clan se non di quello che ricomprende anche Te, ovvero i Veneti. Non mi interessa rivangare litigi tra partiti che assommati fanno se va bene l’un per cento del voto Veneto. Se riusciremo tutti insieme a creare un grande movimento veneto potremo parlare di liberta’ ed indipendenza. Altrimenti, come gia’ successo saranno sempre e solo chiacchere per permettere a qualcuno di andare in Parlamento o nel Consiglio regionale.

        uscite dagli schemi di Partito. Non servono piu’. Non promettete cose che sapete bene non potete mantenere. Ricordiamocelo tutti, serve il 50,01% dei voti veneti.

        • Crisvi says:

          Intendevo il tuo ” clan ” giornalistico, non un’appartenenza politica a qualche partito.

          Io stesso non appartengo a nessuno schieramento, non sono militante, nè iscritto, anche se simpatizzo particolarmente verso I.V.
          Non amo le tessere politiche, non ne ho mai avute di militanza e, l’unica volta che mi candidarono a sindaco ( esterno ), tolsi il disturbo assieme ai miei fidi, tutti provenienti dall’ambito associazionistico sportivo, o del no-profit, poco prima della firma per la presentazione delle liste.
          Le richieste dei politici, specie esterni al comune in cui risiedevo al tempo, variavano in funzione di quel senatore, o di quel segretario provinciale politico.
          Ho sempre pesantemente schernito le ” teste di legno “, figuriamoci se avrei mai accettato per me stesso quei ruoli, in cambio di qualche milione di lire di stipendio mensile politico del tempo.

          Non mi piace prendere in giro la gente, come sono certo non piaccia a te !
          Personalmente non ho mai promesso nulla che non fossi stato in grado di mantenere.
          Per mia professione, so che un rapporto fiduciario con un cliente dura decenni e in quasi trent’anni d’attività, non ho mai perso un cliente, a causa di promesse che non sono stato in grado di mantenere.

          Nessuno ha la bacchetta magica per ottenere l’indipendenza, apprezzo quindi ogni iniziativa, anche sperimentale, atta a migliorare il nostro percorso verso l’autodeterminazione.
          Anche voi giornalisti potete fare la vostra parte, non solo scrivendo i vostri articoli di controinformazione, ma, come fai giustamente rilevare, anche partecipando quale parte attiva a incontri e manifestazioni.

          Sono certo che ci vorrà del tempo, ma anche il Veneto riuscirà ad ottenere quel 50% + 1 voto, che ci serve per coronare il nostro sogno.
          Nuove forze, stanno affluendo giorno dopo giorno a questo progetto e questo per me è un segnale eccellente.

          Non perdere fiducia Sandro, la gente Veneta, la NOSTRA gente, ha sempre dimostrato di possedere delle risorse uniche e ineguagliabili.
          Guarda ad esempio al Rio Grande Do Sul, dove a distanza di secoli dall’insediamento dei primi colonizzatori Veneti, si parla ancora la nostra madrelingua lagunare e si mantengono come all’origine le nostre tradizioni.

          Quando andai a Rio de Janeiro, conobbi una delegazione di questi ” innesti Veneti ” di 5a o 6a generazione.
          Ti assicuro, un’esperienza che ricordo ancora con trasporto e ammirazione.

          Ti auguro buon lavoro a 360°. 😉

          Ti saluto con viva cordialità.

          • migotto sandro marco says:

            Vive cordialita’ anche a Lei.
            Vorrei puntualizzare che non sono un giornalista (per come scrivo male avrebbe dovuto capirlo da solo…), anche perche’ non voglio che i veri giornalisti si sentano oltremodo offesi.

            l’idea di “marciare divisi per colpire uniti” avrebbe potuto essere buona se i vari partiti indipendentisti non perdessero occasione per farsi del male reciproco, come oramai avviene su ogni cosa che l’uno o l’altro propongono o fanno. E’ venuto il tempo di marciare uniti con un ventaglio di iniziative che coprano tutti i settori, che coinvolgano piu’ associazioni, che siano culturali, sportive, economiche etc. aprirsi alla Societa’ civile per veicolare il progetto dell’indipendenza. Utilizzare Giornali come questo ed altri, etc.

            Solo allora avremmo fatto quel salto di qualita’ che si rende necessario perche’ l’indipendenza diventi il centro del pensiero politico dei veneti.

            Ciao

            • Crisvi says:

              Dammi pure del TU, come si usa in internet.

              Non scrivi affatto male, utilizzando il ” fiorentino “. 😉
              Conosco giornalisti iscritti all’ordine, che scrivono ( e parlano ) in modo molto meno comprensibile del tuo, unendo peraltro, più di un errore grammaticale ai propri scritti.

              Un tempo, con la mia olivetti lettera 32 meccanica, scrivevo anch’io dei ” pezzi ” su commissione, che poi venivano pubblicati su alcuni quotidiani e riviste.
              Il regime di tassazione e altri motivi, mi fecero interrompere la pratica di questo interessante compito.

              Tornando al merito della questione, ti lancio una proposta che spero raccoglierai :

              25 APRILE 2013 ( Patrono San Marco )

              Sarebbe auspicabile una :

              GRANDE FESTA UNITARIA a Venezia, di tutte le organizzazioni indipendentiste Venete e delegazioni similari estere.
              Unica bandiera quella nazionale !
              Per noi Veneti esclusivamente il gonfalone Serenissimo.
              Nessuna bandiera di partito.

              Questa proposta, mi è stata fortemente caldeggiata da decine di partecipanti alla manifestazione con consegna firme, organizzata da Indipendenza Veneta, tenutasi ieri a Venezia.

              A Gallio, il 13 ottobre, salvo cause di forza maggiore ci sarò anch’io.
              Se verrai, chiedi al prof. Bernardini di indicarmi tra i presenti.
              Direttamente ci si spiega in modo migliore 😉

              Ciao 🙂

              • migotto sandro marco says:

                Ti ringrazio per l’pprezzamento, il buon Direttore Marchi e’ gentile a concedermi spazi nel Suo Giornale; se hai letto altre cose che ho scritto sapari che da anni lavoro e cerco di far comprendere ed unire i gruppi indipendentisti;ci saro’ certamente ed ovviamente a Venezia il 25 aprile ed e’ auspicabile che si crei un comitato organizzatore in quanto prevedo un notevole aflusso gi gente..
                Se riusciamo tutti insieme ad unirci almeno per manifestare sotto la bandiera del Veneto, potremo dire che e’ veramente un buon inizio. Per l’incontro a Gallio, non ti prometto la mia presenza, ma certamente, ai prossimi eventi, ci conosceremo. Se eventualmente ritieni di volermi contattare, chiedi pure alla redazione di questo giornale che ha tutti i miei recapiti. Buone cose.

                • Crisvi says:

                  Per il 25 aprile 2013, farò la mia parte per sensibilizzare chi di dovere.
                  Ho buoni contatti soprattutto in I.V. ma anche in V.S. e Raixe Venete.

                  Sono convinto che una manifestazione unitaria indipendentista Veneta sia importante e auspico siano maggiori gli interessi e ideali che ci uniscono, dalle questioni che ci dividono.

                  Per il resto, attendo con piacere il momento della nostra conoscenza personale.

                  Buoni auspici anche a te

                  Crisvi 🙂

  3. Federico says:

    Credo che si debba partire da quello che c’è: un presidente di regione quanto meno ambizioso, una Lega che deve rifarsi un’immagine dopo i diamanti della Tanzania, movimenti venetisti attivi e determinati… L’incontro di sabato organizzato da Indipendenza Veneta lancerà un altro segnale. La goccia scava la pietra. E il 13 ottobre, a Gallio, ci sarà un importante convegno sulle ragioni giuridiche dell’indipendenza. Tutto e’ aperto e tutto puo’ succedere. Forza. Viva San Marco.

  4. lancillotto says:

    Come sarà non è ancora dato saperlo, ma arriverà di certo, anche e soprattutto perchè la carcassa ligghista che ostruiva l’alvo del fiume si sta squagliando. L’acqua arriverà e finalmente troverà una via, come accade sempre.

    WSM

  5. Diego Tagliabue says:

    Sul tema Francia: è, se vogliamo, una versione migliorata e maggiorata di Fallitaglia e campa di export di armi. Paese fortemente centralista, la Francia è il più grande creditore della Grecia e, solo per questo, viene indirettamente salvata.

    Proprio dalla regione del Nord più simile alla Francia parte la “rivoluzione leghista”. Non promette niente di buono.

    I movimenti indipendentisti non hanno ancora compreso, che la prima indipendenza è proprio quella dalla mentalità fallitagliota, PIGS e francese e che, di conseguenza, non ha senso candidarsi per poltrone centraliste.

    Né ha senso convicare “stati generali” di una “Padania”, che (artificiale come Fallitaglia) somiglia sempre di più a una petit France.

    Il modello economico/finanziario/monetario da seguire, il benchmark, è quello dell’Europa Centro-Nord (con o senza Euro), ma soprattutto la mentalità di una propria responsabilita nell’autodeterminazione è l’elemento di base.

    Non so, se Indipendenza Veneta ci ha pensato: questo è il principio della Serenissima.
    Veneto Stato l’ha abbandonato proprio con la decisione di candidarsi alle politiche di uno Stato artificiale, che di impero romano ha solo la decadenza da basso impero e costituisce un meccanismo perverso di spreco legalizzato e di annientamento culturale, tipico della cosiddetta “italianità”, destinata al fallimento e miseramente fallita.

  6. Sono sicuro che troverebbe molte delle sue idee in comune con quelle del nostro Movimento. Il Movimento di Liberazione Nazionale del Popolo Veneto infatti non concorre e non appoggia alcuno ad alcuna elezione italiana. Non è un partito o un’associazione italiana. Agiamo esclusivamente in ambito Veneto (non regione veneto) e internazionale, nonostante il nostro diritto a ricorrere alla c.d. guerra di liberazione, stiamo al momento seguendo la via giuridica, mediante la creazione di istituzioni provvisorie. Tutte le informazioni sono sul nostro sito http://www.mlnv.org

  7. andrea says:

    “creare soggetti politici comunali ed indipendenti tendenti all’autodeterminazione”
    concordo , è la strada giusta, basterebbe un referendum consultivo in un comune a far partire un movimento inarrestabile…
    basterebbe riuscire ad organizzare una manifestazione come quelle viste in egitto l’anno scorso, ma non capisco perchè noi Veneti non ci riusciamo.

    • Culitto Salvatore says:

      partendo dal presupposto che il veneto non è l’egitto ma sopratutto l’egitto non è il veneto, non concordo sul fatto che il movimento diventerà inarrestabile (opinione personale), ma potrebbe comunque avere proseliti, infondo creare un precedente potrebbe rivelarsi sempre utile in positivo o anche in negativo

  8. Crisvi says:

    Il quotidiano LIBERO non dà affatto l’indipendentismo Veneto come un esperimento mal riuscito :

    http://indipendenzaveneta.net/libero-sabato-6-ottobre-oltre-2-000-veneti-a-venezia-per-lindipendenza-veneta/

    Libero: “sabato 6 ottobre oltre 2.000 veneti a Venezia per l’Indipendenza Veneta”

    Ci sarò anch’io Sabato 6 ottobre a questo raduno d’Indipendenza Veneta .

  9. Crisvi says:

    Io non credo AFFATTO che l’indipendentismo Veneto sia finito, caro Migotto.

    Anche Veneto Stato, nonostante qualcuno abbia scritto che è composto da Handicappati ( definizione che reputo più che infelice e maleducata ) ha delle sue peculiarità, che possono aiutare fortemente il nostro cammino d’indipendenza .

    Adesso molti militanti di VS, sono delusi a causa del voto a favore delle ” poltrone romane “.
    Li capisco !
    Avessi militato in VS, avrei senz’altro votato CONTRO, questa opzione.

    Tuttavia, è facile esaltarsi quando le cose vanno bene e fuggire quando le cose vanno male.
    Il vero militante convinto, manda giù i bocconi amari e predilige il risultato finale, che, per noi, sia ci riconosciamo in IV che VS si chiama : INDIPENDENZA DEL VENETO !!!

    Mi rivolgo pertanto a quella schiera di amici e persone che stimo, che ho anche in VS, lanciando loro un appello : RICOMPATTATEVI !

    Antonio Guadagnini è un uomo intelligente e non è detto che non possa ripensarci, relativamente a una scelta della maggioranza relativa insita nel suo partito.
    In ogni caso, queste sono le regole della democrazia : la maggioranza decide e determina.

    Se fossi iscritto a VS, non me ne andrei via comunque, anche alla luce del sondaggio di questo giornale ( vedere nei margini a lato di questa stessa pagina ), che vede il 61% contrario alla candidatura di VS alle politiche e solo il 34% a favore.

    A proposito di sondaggi :
    V’invito a votare a FAVORE dell’indipendenza in questo sondaggio, che definisce una larga fetta dei Veneti, favorevole a un Veneto Indipendente.

    http://www.gazzettino.it/sondaggio.php?id=2225

    Secondo Zaia i veneti sono pronti per l’indipendenza della regione. Voi votereste a favore o contro?
    A favore 67.4 %
    Contro 31.1 %
    Non sono veneto 1.5 %

    • Culitto Salvatore says:

      da il gazzettino.it

      AVVERTENZA: le rilevazioni online del Gazzettino non hanno un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l’unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

      opinioni dei lettori non sondaggio o dati statistici, è ben diverso, per intendersi meglio sono messe le percentuali ma non “i votanti”, quindi il dato è inutile

      • Crisvi says:

        Ogni sondaggio ha un mero valore statistico, tuttavia ogni sondaggio serio, offre indicazioni piuttosto verosimili sull’obiettivo del sondaggio stesso.

        Per curiosità, in che provincia risiedi Culitto ?

    • Guerrino Ferronato says:

      Guerrino
      Caro Crisvi , a onor del vero devo ricordare a tutti i Veneti , che Veneto Stato ha deciso di candidarsi alle politiche ,non mandando nessuno a ROMA ma esclusivamente per avere più visibilità, e far conoscere il proprio percorso per l’indipendenza del Veneto . Poi che ci riusciate Voi di I.V. o noi di V.S. a raggiugere l’indipendenza , non importa ! l’unica cosa importante è ARRIVARCI.
      Guerrino di V.S.

      • Crisvi says:

        Riguardo roma, mi risulta che ci siano non pochi malumori interni a V.S., per le decisioni stabilite durante il gran consiglio di Vicenza in villa Bonin.

        Riguardo invece l’obiettivo finale :

        ” Poi che ci riusciate Voi di I.V. o noi di V.S. a raggiugere l’indipendenza , non importa ! l’unica cosa importante è ARRIVARCI.
        Guerrino di V.S. ”

        Sono assolutamente d’accordo con te.

  10. Giacomo says:

    Da dieci anni mi si dice che è troppo tardi per le parole e che la catastrofe è imminente dunque occorre passare ai fatti.
    Tutta via, da dieci anni
    1) i fatti non si fanno, e
    2) si usano le parole sbagliate.

    Concordo con Migotto sulla parola AUTODETERMINAZIONE. E ci aggiungo SOVRANITÀ dei CITTADINI contro gli abusi della NOSTRA classe dirigente al soldo dell’italia. Occorre ricominciare a parlare DI INDIPENDENZA con toni seri e dignitosi, come in Catalonia, come in Scozia. In questa situazione possiamo intercettare il consenso dei nuovi poveri di Lombardia e Veneto. Perché NESSUNO è povero come un povero della Lombardia e del Veneto. Mentre centinaia di migliaia di persone si ritrovano in mezzo a una strada senza nessuna forma di assistenza, i nostri governanti in vendita continuano a banchettare, mentre elargiscomo 90 MILIARDI annui al buco nero romano e italiano. Con quei 90 miliardi annui, le nostre due regioni potrebbero investire, riconvertire, far rinascere la nostra economia su basi di detassazione e sostenibilità economica, oltre che ambientale. Non servono le armi, basta il consenso. E il consenso non lo raccoglieremo MAI, come non lo abbiamo MAI raccolto, parlando di Von Hajek o di celti, gagliardetti e dinastie regnanti. Lombardo è chi il lombardo fa. Veneto è chi il Veneto fa. Lombardia indipendente. Veneto indipendente. Catalonia 2.000.000 : Indipendentisti nostrani zero. Occorre cambiare facce e parole d’ordine.

    • Culitto Salvatore says:

      correggerei il testo eliminando”al soldo dell’italia” ciò presuppone un astio nei confronti del veneto che in realtà non c’è, i politici corrotti stanno rovinando tutte le regioni non solo il veneto
      non capisco
      “Perché NESSUNO è povero come un povero della Lombardia e del Veneto” forse intendi che un povero del veneto o della lombardia è più ricco di uno povero haiti? forse anche di un ricco…la povertà relativa
      non capisco anche perchè si insiste con “buco nero romano” i fondi non li prende roma ma alcuni imprenditori “italiani” veneti compresi (jesse?) parte alcune lacune discriminatorie (non necessarie tra l’altro) il pensiero è in definitiva condivisibile
      aggiungo se i veneti lombardi piemontesi o del nord italia in genere smettessero di additare la colpa di qualsiasi misfatto al popolo delle regioni del sud (non è un dipendente un lavoratore del sud ad avere colpe) lo stesso sud li appoggerebbe nei loro propositi perchè spesso condivisibili e validi

  11. Rispetto le tue osservazioni, Sandro, ma dissento pressoché su tutta la linea, fatta eccezione forse soltanto per la Lega, la cui ambiguità è comunque tale da non permettere valutazioni certe e sicure in ordine a qualsivoglia obiettivo il partito di Maroni intenda perseguire.
    Cordialmente, Alex

  12. Il Veniero says:

    Articolo impietoso, ma purtroppo vero, ritengo comunque che il veneto diventerà indipendente nonostante Lega Nord, Indipendenza Veneta e Veneto Stato
    W San Marco!

  13. Dan says:

    Io vorrei soltanto capire cosa si aspetta ancora la gente dai partiti.
    Sono merda, lo volete capire ?
    Sono lì TUTTI QUANTI, grandi e piccoli, per rubare qualche cadrega. Fanno tutti grandi progetti e promesse ma alla fine puntano solo a rubare uno stipendio pubblico a quattro zeri.
    Il cambiamento deve partire dalla gente senza più tirare in ballo questi gruppi di falsi e criminali.

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