Indipendenza: dalla Scozia al Veneto, analogie e differenze

di ALESSANDRO STORTI

Il prossimo 18 settembre la Scozia voterà sull’indipendenza. Ne abbiamo parlato con Giovanni Dalla Valle, volto noto dell’indipendentismo veneto, in quanto dinamico ambasciatore delle istanze separatiste marciane in terra scozzese, nonché membro dello Scottish National Party, in quanto residente britannico da molti anni. Opinioni utili per comprendere un po’ più dall’interno la realtà scozzese (e in qualche caso opinioni a dir poco controcorrente, come quelle sulla Catalogna, che non condivido). Buona lettura (A.S.)

Alex Storti – Il 18 settembre sarà il grande giorno per la Scozia, e lo sarà anche per l’Europa (occidentale): per la prima volta da mezzo secolo si riaprirà la finestra di una possibile secessione concordata. La scelta sarà affidata ai cittadini scozzesi. Che clima si respira fra Edimburgo e le Higlands?

Giovanni Dalla Valle – Mi sembra che in Scozia si respiri in questo momento un clima di entusiasmo e ottimismo tra moltissimi attivisti della Yes Campaign e dello Scottish National Party in vista del referendum. Mi pare trapeli però fra le righe dei bollettini e delle newsletter che ricevo tutti i giorni una certa cautela da parte dei leaders dell’indipendentismo. Sanno che la situazione è al momento ferma sul 45% del consenso e che gli spins determinanti per vincere si giocheranno solo negli ultimi mesi, forse settimane, poichè c’è ancora un 10% circa d’indecisi e saranno loro a fare la differenza il 18 settembre. Città grosse come Edimburgo o Glasgow vivono la cosa in modo relativamente distaccato. Queste città sono piene di uffici amministrativi e commerciali legati a doppio mandato con Londra e non si può sperare che i loro abitanti abbraccino d’impeto un processo che sicuramente si presenta come epocale, dopo trecento anni di ‘sudditanza’. Quasi radicalmente opposta la situazione nelle Highlands e… CONTINUA A LEGGERE QUI

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment