Indipendenza, dal referendum al super-sondaggio. Il sistema ottiene la spaccatura del fronte

di STEFANIA PIAZZOcatalogna

Il realismo. Scozia, a casa. Catalogna, a casa. Lombardia…. si vedrà. Veneto, ci manca poco. Si può girare la frittata quanto si vuole, ma le resistenze del sistema al cambiamento sono più grandi, per ora, del coraggio dei politici che governano lo scontro. Gli scozzesi hanno rinviato la scommessa, intanto però incassano nuove devoluzioni fiscali ed economiche. I catalani, dopo la doccia fredda della rinuncia alla consultazione referendaria, se non solo come forma di super-sondaggio, incassano il colpo. Lo strappo evitato da Artur Mas, per arrivare solo il 9 novembre ad una forma di consultazione para-privata, con mero valore indicativo, è una delusione che attanaglia tutto il fronte degli indipendentismi e che rischia di portare a fratture e divisioni. Ciò che voleva il sistema. Dividere. Il risultato cercato è stato raggiunto in pieno. Di Scozia, ora, non si parla più. Sulla Catalogna ora i detrattori possono affermare: avete visto? Ve lo avevamo detto….

Se Artur Mas non ha avuto le palle per fronteggiare Madrid, ce le può avere di più Maroni o Zaia per contrastare Roma e la Corte costituzionale? E’ tutto da vedere. Gli slalom in politica sono uno sport all’ordine del giorno, ma ora sarà più difficile e complesso, per un partito come la Lega, proporsi al voto per dire: noi siamo per l’indipendenza. E’ come dire: noi siamo per andare a vivere sulla Luna. Al momento, il viaggio è lungo. Costa, e non è per tutti.

La strada del consenso è quella che Salvini ha individuato nella pancia della gente: gli immigrati, l’euro. Dall’indipendentismo al realismo del populismo il passo è quasi obbligato. Fino a quando la situazione economica non porterà alla fame, la politica dovrà traccheggiare e sperare che imploda questa Europa delle dittature democratiche. Quando l’innamoramento per Renzi finirà, e ci vorrà tempo, considerando che quello per Berlusconi ha ancora  un suo traino, quando la gente inizierà con i forconi, veri, a spingere le porte dei palazzi, quando il fuoco invaderà le piazze, bruciando le barricate, allora forse l’indipendenza sarà vicina.

Purtroppo, ancora oggi, si paga lo scotto di una borghesia lombarda stupida, la più stupida d’Italia. Le borghesie, nelle altre regioni, vedi la Campania, il Lazio e molte altre, sanno fare i loro interessi. Quella lombarda solo gli interessi degli altri. Oggi viviamo ancora la contrapposizione tra la città e la campagna, sono due secoli, dalla rivoluzione francese, che si vive questo distacco. Le fasce pedemontane sono più popolari, credono ancora nelle rivoluzioni. Le città, vedi Milano, si fanno socialiste e borghesi, cedono al potere e ai suoi accordi. Non è un caso che proprio movimenti come il Carroccio non siano mai riusciti a sfondare nel capoluogo, lo zoccolo duro è altrove, dove la gente ha i calli. Non è un caso che Grillo spopoli nei piccoli centri.

Un giorno un signorotto milanese stava attendendo il mezzo pubblico alla fermata. E diceva: “Aspetto il bas”, pronunciandolo all’inglese. Ecco, il simbolo di un idiota che non sa dove cammina, in quale terra mette i piedi. E’ da questa classe sociale, e politica, che ci si doveva guardare per tempo. Ha infestato il Nord, svuotando di coraggio il senso di un’identità. Ora tutti ci attacchiamo al bas, chissà per quanto.

 

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8 Comments

  1. Venetkens says:

    articolo che vale oro, davvero, brava Stefania! con una sola frase, anzi, una sola parola hai fatto capire cosa sia diventata oggi la borghesia milanese: fighetti hipster che hanno dimenticato le loro radici e che votano Renzi solo perchè di moda nei social network. “bas” hahaha!!

  2. Stefania sei una GRANDE..hai centrato appieno le problematiche di questo pais de merda ovvero la ITALOMBARDIA: non abbiamo un’dentità ma soprattutto nessuno a parte 4 associazioni fatte da 3 gatti si sbatte per darcele (radici quindi tradizioni) non sappiamo neppure che bandiera sventolare: il Ducale, La Rosa Camuna (meglio conosciuta come manopola del rubinetto in campo verde) o la Croce di San Giorgio??…..In Catalogna è differente (io ci vado almeno una volta al mese) lì le loro radici lo sanno quali sono, purtroppo anche lì la politica è una brutta bestia e Mas sà di non avere la totalità dei partiti catalani con lui (anche se la gente più o meno si) se forza Madrid con un referendum non consentito costituzionalmente, deve poi avere il sostegno di tutti, altrimenti rischierebbe solo un arresto ed una sospensione temporanea della Generalitat de Catalunya da parte del governo spagnolo!!..Eeeeh la politica….CHE BRUTTA BESTIA!!!!

  3. Dan says:

    >> Non so qual’è la reale situazione economica e sociale in catalogna, quanto si sta veramente male, ma è evidente che se tutta la storia dell’indipendenza si reggeva sui capricci e sui balletti di un omino soltanto allora anche da loro si sta meglio di quanto si vuole far credere

  4. Dan says:

    Diciamoci veramente come stanno le cose: non ci si può non si deve mai aspettare che un politico mantenga la parola fino in fondo.

    Bossi urlava di fare la secessione, la gente l’ha seguito e abbiamo visto com’è finita.

    Grillo urlava di fare la marcia su roma, la gente è sciamata sul posto meno il diretto interessato e così ci teniamo renzi.

    Mas doveva staccare la catalogna dalla spagna ma è bastato un niet di un organo anti democratico per mandare tutti a casa.

    Dal lato di questi ominicchi non sono in grado di dire con esattezza cosa non ha funzionato, se non erano seri, se hanno preso paura, se si sono venduti, se sono solamente una manica di incompetenti, probabilmente tutte queste cose insieme e molte altre però so cosa non funziona dal lato della gente, catalani, veneti eccetera: ovvero che sono pecore.

    Se non trovano un tizio che mobilita il gregge la gente non reagisce ma subisce passivamente.

    Di fronte alla resa di mas (così come le rese dei nostri “eroi”) la gente deve fare una cosa sola: andare avanti da sola.
    Perchè non lo fanno ? Perchè pigramente si affidano a tizi che affermano di saper gestire le cose, che loro saprano fare meglio. Se i tizi poi danno forfait, di colpo tutto muore e questo è merito solo di una innata pigrizia sociale.

    Ci vogliono le tragedie, ci vogliono i disastri, vedi genova dove diversi commercianti hanno finalmente deciso di fare sciopero fiscale: hanno solamente dovuto finire col culo a terra due volte in tre anni per avere la fottuta epifania.

    Non so qual’è la reale situazione economica e sociale in catalogna, quanto si sta veramente male, ma è evidente che se tutta la storia dell’indipendenza si reggeva sui capricci e sui balletti di un omino soltanto allora anche da solo come da noi in veneto non si sta poi così male.

    Alla fine gli unici che hanno ottenuto la loro indipendenza di fatto sono stati gli ucraini russofoni e tra qualche anno seguiranno i Curdi, gente con le palle non quadrate ma cubiche: sono stati gli unici che hanno tentato un’azione di forza contro il nostro parlamento e quello europeo. Rispetto.

  5. Mi spiace ma non concordo minimamente con l’analisi fornita. La Catalogna non si arresta, nemmeno un po’. Ciò che propone è quanto di più lontano da una resa e le “divisioni” sono dialettica politica, che verrà presto riassorbita dal volgere degli eventi. Si sta scrivendo la Storia, non una cronaca politica.
    Conclusioni affrettate e fuorvianti, Stefania. Senza polemica, sia chiaro.
    Un caro saluto,
    Alex Storti

    • Stefania says:

      Spero tu abbia ragione.

      • radetsky says:

        In ogni caso, eviterei di attaccarci morbosamente alle vicende catalane, scozzesi o simiia. Francamente ne ho abastanbza pieni i cojoes di quelle, per quanto intzeressanti, storie. Pensiamo e lavoriamo di più per la nostra indipendenza, di Lombardi o Padani che sia….

        L’indipendenza può arrivare anche senza il traino della Catalonia. Andare a traino, copiare, é un tratto dell’italiota (no offesa all’autrice).

        Per converso, sono d’accordo con la tesi sulla borghesia lombarda, non tutta ovviamente, ma quella cittadina perlopiù si. Purtroppo la storia insegna che spesso leaders di rottutra (quel di cui la causa indipendentista necessita) escono dalla borghesia, per motivi abbastanza intuibili. ER quella “milanese” in media fa cader le palle. In positivo, sono sicuro che un referendum secco tra i miloni di Lombardi che non vivono nelle maggiori città(dine) sarebbe largamente a favore dell’indipendenza.

        D’accordo mi trova anche l’opinione che probabilmente i lombardi stanno ancora tropo bene per capire l’ABC economico della (convenienza all’) indipendenza.

        Purtroppo il fattore identitario da solo non basterà mai, alla luce anche dell’enorme immigrazione subita. Bisogna far leva principalmente (non solamente) sulla realtà convenienza (ed equità) economica insita nell’indipendenza lombarda.

    • Dan says:

      Cio che propone ? Ma ancora si sta a proporre ?
      Chi ha i numeri, reali, effettivi, di gente concreta e attiva (non di mangia tortillas) pronta ad agire non ha niente da proporre, ha solo da imporre.
      Evidentemente questa storia dell’indipendenza della catalogna è l’ennesimo movimento di cartapesta fatto da una manciata di incompetenti e tante pedine senza cervello proprio.
      Un leader con le palle di fronte a certi niet raduna i suoi con ogni mezzo (non siamo più ai tempi delle piazze in senso esclusivo, è pieno di metodi e sistemi per comunicare, infatti anche da questo si capisce quanto codardo è stato grillo a roma) e dice loro di attuare in maniera pratica e diretta la separazione di fatto della propria terra dall’invasore, che ogni tentativo di mediazione è fallito e allora che si passa all’azione.

      Tempo una settimana e si rimuovono dai posti di comando tutti i politici che non accettano il nuovo corso degli eventi, tempo due settimane e si ha il pieno controllo del territorio.
      Altro che parole.

      Sotto sotto riesco perfettamente a capire cosa affascina dell’isis non solo ai musulmani europei di terza generazione ma anche a tanti nostri che si convertono: questi sono passati all’azione. Vogliono il califfato e si fanno il califfato. Non sei d’accordo ? Il tempo di farti un filmino ed un buco nel deserto lo trovano anche per te.

      Questo video nella sua comicità spiega molto bene il senso della cosa

      http://www.youtube.com/watch?v=w424pBz26qE

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