Indipendenza al palo, Catalogna di nuovo al voto a marzo 2016. Fornas: non ci sono più eroi come Macià e Companys

cup traditoridi STEFANIA PIAZZO – A fine settembre si leggeva questo: “Sono state le elezioni più complicate della storia della Catalogna e anche i risultati lo sono. Il fronte indipendentista guidato dal presidente uscente di centro-destra Artur Mas unito con la sinistra repubblicana e anticapitalista ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi e quindi, secondo gli annunci della campagna elettorale, potrà avviare il processo di secessione dalla Spagna”.

Ma questo non è bastato per arrivare ad un accordo sul presidente, nonostante quella che gli indipendentisti duri e puri definiscono una sceneggiata, ovvero il voto del parlamento per dichiarare unilateralmente l’indipendenza. Fatto sta che se entro il 9 gennaio non c’è la quadra, la Catalogna dovrebbe tornare alle urne nel marzo 2016.

Fari accesi e dita puntate contro la Cup, la sinistra più a sinistra.
“Non ci credo che tutti quanti vogliano l’indipendenza – commenta a lindipendenzanuova.com Jordi Fornas, presidente di Updic (Uniti per la dichiarazione di indipendenza, Units per declarar la indipendencia catalana) – I partiti tradizionali (ERC CDC) – spiega – cercano compromessi, mentre la CUP ha come vero scopo  la rivoluzione e l’indipendentismo è un modo per arrivarci, ma non gli serve se non possono fare la rivoluzione”.
Che sia una sceneggiata lo dicono i numeri, secondo Fornas: “Hanno 72 deputati, sono  legittimati per proclamare la repubblica (catalana). Perché non lo fanno? Perché gli manca valore, coraggio, la loro prudenza li rende traditori”.
Come affermava in una vecchia frase Francesc Macià, eroe della Catalogna degli anni 30. Con tanta prudenza noni si arriva da nessuna parte per cui si tradisce il paese, la sostanza era questa. “La prudenza non serve a niente se non è seguita da una forte volontà di combattere”.
“Ma parliamo di eroi!  Macià e Companys erano gente di altro livello. Hanno lottato ai tempi di Mussolini e Hitler e Companys anche contro Franco, che lo fece fucilare nel dopo guerra, dopo che è stato catturato dalla gestapo in Francia. Lluís Companys  fu l’unico Presidente eletto democraticamente fucilato in Europa solo perché era il presidente dei catalani”.
 jordi
Ma la crisi abita anche a Madrid. Stesso stallo. Cronaca elettorale alla mano:  “Il Pp al Congresso ha 124 deputati su 350, il Psoe 90, Podemos 69,Ciudadanos 40. Gli altri 27 seggi sono andati a Izquierda Unida (2), agli indipendentisti catalani (18) e ai nazionalisti baschi (6) e delle Canarie (1)…. Podemos ha posto come condizione un referendum sull’indipendenza della Catalogna che i socialisti non vogliono (e su questo Sanchez si è speso più volte pubblicamente dando garanzie e rassicurazioni). Nel Psoe inoltre traballa la poltrona dello stesso Sanchez…

E poi c’è il caos di Barcellona…. Le due liste indipendentiste di Mas (67 seggi su 135) – che vuole l’indipendenza per il 2017 – e degli anti-sistema di sinistra della Candidatura d’Unitat Popular (10) hanno la maggioranza assoluta nel parlamento di Barcellona. Ma i radicali della Cup finora si sono rifiutati di votare la rielezione del “borghese” Mas”.

La paralisi nella paralisi.

“La Cup ha tradito i suoi elettori, ma non lo ha fatto adesso, ha sempre detto di non volere sostenere Mas presidente – chiude Jordi Fornas -. Lo hanno fatto la notte del 27 settembre perché avevano detto di volere la Dui, la dichiarazione unilaterale di indipendenza, e ci hanno rinunciato quella notte stessa. Fu allora che tradirono gli elettori. Ma in quel momento nessuno si lagnò, perché Jps (Junt pel sì) non proponeva la Dui ma avere Mas come presidente e andare avanti con un progetto impossibile sul quale, però, tutti erano d’accordo. I 18 mesi per arrivare all’indipendenza sono come la carota attaccata al bastone. Non era una novità”.

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