INDIPENDENTISTI SARDI DENUNCIANO L’ITALIA ALL’ONU

di REDAZIONE

Il Movimentu de liberatzioni natzionali sardu (Mlns) ha inoltrato formale denuncia all’Onu nei confronti dello Stato italiano per «occupazione».

In particolare il presidente del Movimentu, Sergio Pes, rivendica «la sovranità del Popolo Sardo ed esige la liberazione della Nazione Sarda dall’occupazione illecita e illegittima dello stato straniero italiano».

«Alla Nazione Sarda – ha spiegato Pes – ed al suo Popolo, storicamente indipendente dal IX al XV secolo d.C., è impedito l’esercizio del legittimo diritto alla sovranità nel proprio territorio a causa dell’occupazione italiana. Storicamente la Nazione Sarda dal 1409 ha subito l’occupazione della Corona d’Aragona, nel 1718 dell’Austria e dal 1720 dei Savoia; dal 1861 vi è poi ‘de jure e de factò l’illegittima, illecita, nonchè violenta e repressiva occupazione, anche militare, dello stato straniero italiano».

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10 Comments

  1. lorenzo carrozza says:

    Guardiamo il futuro con occhio internazionale, non raccogliamoci in gusci inesistenti, il mondo globalizzato,
    i mezzi di comunicazione sempre più veloci ci portano a
    guardare oltre. Tutto il resto è solo fantasia, nostalgia,
    che non porta benefici al paese.i

  2. Gene says:

    ghidotti ha ragione e lo sappiamo in molti, anche coloro che partecipano a questa attività. Sappiamo questo. L’Italia, fiormando questi trattati internazionali, si è parata il culo. Il coraggio di alcuni di iniziare una vita “veneta” senza sapere a cosa realmente si va incontro, seppure apparentemente protetti dalle leggi internazionali, non servono a niente.

    Quando ho fatto notare questo, molti hanno reagito affermando che sono in linea col diritto internazionale e non iniziano un percorso indipendente. Questo è assurdo. Avere i diritti è esercitarli, non attendere un ispettore ONu che non verrà mai!!!

    Ricordiamo… chi ha la volontà di esistere come veneto e non solo esserlo, deve iniziare ad agire. questa è la differenza. Se agisce… stop ai provvisori governi, e via ad una reale attiva esistenza. E per diventare esistenti, bisogna versare le tasse in casse venete, no italiane… o di italiani residenti in veneto…

  3. ho letto quanto scritto da Sandi Stark. Mi hanno interessato le ultime righe relative alla risposta dell’ ONU e cioè che avrebbe messo volentieri la questione all’ordine del giorno del consiglio di sicurezza, se solo uno stato membro lo avesse chiesto. Orbene in questo momento sono sicuro che l’ Iran o la Siria o la Corea del nord a semplice richiesta dell’MLNS o anche dell’ associazione Brescia Patria di cui faccio parte o altri gruppi indipendentisti , magari tutti insieme, sarebbero sicuramente più che disponibili ad inoltrare la richiesta che ci sta a cuore.

  4. Roberto Porcù says:

    @ fabio ghidotti – “Queste richieste sono utili per far riflettere”

    In Veneto ce ne vogliamo andare, in Sardegna se ne vogliono andare ed il sentimento è molto diffuso.
    C’è da parte di tanta popolazione il rifiuto, da schifo, della associazione a delinquere di stampo politico-burocratico che ci governa, non per intoccabile Diritto Divino, ma per non meno intoccabile Costituzione Italiana.
    Rifiuto che ci porta a non riconoscerci e voler dire addio a questo stato di merda.

    Alla fine la Sardegna otterrà l’indipendenza ed il Veneto no, ma non sarà l’aria fritta proveniente dalle varie organizzazioni internazionali, bensì grazie ai tanti fori di proiettili che segnano i cartelli stradali e, prima o poi, a qualcuno capiterà casualmente di fare da cartello. Solo allora la pavida associazione a delinquere permetterà ai sardi di andarsene.

    Ma porca miseria, dico io, ma perché non facciamo che siano loro ad andarsene a coltivare fagioli altrove e noi ci teniamo l’Italia?

    • fabio ghidotti says:

      “loro” chi? Quale italia?
      Voi sardi avete la fortuna di un territorio insulare, che quindi risulta distinguibile anche secondo i criteri “giacobini” del materialismo geografico.
      Quanto ai mezzi per arrivare all’indipendenza, attenti a non usare la forza militare prima di essere sicuri di avere dalla vostra la maggioranza schiacciante de su populu sardu. I nazionalfascisti italioni non aspettano altro che un passo falso per reprimervi (l’hanno fatto tante volte nella storia, a varie latitudini).

      P.S. – quanto ai cartellli stradali crivellati da fori di proiettili, ce ne sono anche in Terronia. Ma li’ chi ha sparato? I carabinieri o poliziotti che devono utilizzare i proiettili entro determinate scadenze, e sparano contro oggetti che non sentono come propri (loro, i “difensori dello stato”)…

  5. Sandi Stark says:

    Questa petizione sarà rifiutata, perchè l’ONU non è un tribunale internazionale ma l’organismo internazionale per risolvere le controversie tra gli Stati.

    Gli interlocutori dell’ONU sono solo gli Stati membri ed altri Stati che desiderano farvi parte.

    L’ONU non interloquisce direttamente con i cittadini.

    L’ONU darà una risposta molto simile a questa che ho scritto, visto il precedente quando dei cittadini di Trieste si rivolsero all’ONU per il ripristino del loro Stato.

    L’ONU rispose come sopra, e aggiunse che avrebbe volentieri messo la questione all’ordine del giorno del Consiglio di Sicuriezza, se solo uno Stato Membro lo avesse chiesto.

    • fabio ghidotti says:

      tutto vero. Ma queste richieste, anche se non hanno base giuridica, sono utili per fare riflettere l’umanità attuale sul fatto che non si riuscirà a risolvere le innumerevoli ingiustizie fino a quando lo “stato” sarà considerato un’entità imprescindibile.

      • caterina says:

        io invece penso che i percorsi vadano impostati con una qualche possibilità di riuscita, altrimenti producono l’effetto contrario e alla fine si demorde…e ci si rassegna.

        • fabio ghidotti says:

          una petizione all’ONU non è un “percorso” ed è chiaro che non ha “possibilità di riuscita”.
          Lo scopo è solo quello di far conoscere al mondo che la cosiddetta repubblica italiana non è uno stato come tanti altri, con luci e ombre ma un suo senso.
          E’ una galera per tutti quelli che vorrebbero vivere in una modernità democratica, che rispetta tutte le identità, anche quelle territoriali.

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