Indipendentisti, o ci si sveglia o si crepa italiani

di GIANLUCA MARCHI

Quello che mi accingo a fare sarà un ragionamento molto duro, sia sul nostro giornale che sul mondo indipendentista. Ma siamo al punto che o si parla un linguaggio di verità oppure si continua a pestare l’acqua nel mortaio.

I nostri lettori più attenti si saranno accorti che da qualche giorno abbiamo superato il traguardo dei 2 milioni di contatti unici dal giorno in cui siamo nati – l’8 gennaio scorso – e che ci avviamo a toccare i 5 milioni di pagine scaricate. Proiettando questi dati in avanti, quando arriveremo al traguardo dell’anno di vita dovremmo aver toccato i 3 milioni di contatti unici e circa 7 milioni di pagine scaricate. Risultati lusinghieri, a quanto pare. Il problema però è un altro e più radicale: ci arriverà L’Indipendenza all’anno di vita? In tutta sincerità nel dare risposta a questa domanda sono costretto a essere moderatamente pessimista: nutro seri dubbi che spegneremo la prima candelina e, di conseguenza, che arriveremo a mangiare il panettone come si usa dire dalle nostre parti.

Il fatto è che abbiamo esaurito le risorse a nostra disposizione, risorse messe insieme grazie a qualche finanziatore, alle contribuzioni di voi lettori e a qualche inserzione pubblicitaria. Non pensiate che in questi otto mesi noi si sia sperperata chissà quale cifra: ad andar bene abbiamo speso l’equivalente di un paio di mesi dello stipendio di cui si parla molto in questi giorni, quei ventimila euro mensili che Mediaset riconosce ad Emilio Fede e che l’anziano giornalista si lamenta essere pochi dopo 60 anni di carriera (ma si dimentica sempre di aggiungere la lauta pensione che percepisce nel frattempo). Insomma, in questi mesi L’Indipendenza ha potuto nascere e crescere grazie a una sorta di volontariato diffuso e a qualche rimborso spese. Nient’altro. Ora siamo al lumicino e non si potrà superare il mese di settembre se nel frattempo non succederà qualcosa. Drammatizzo? Niente affatto. Sfido chiunque a lavorare 10-12 ore al giorno, anche credendo in un’idea, e portare a casa se va bene l’equivalente di 5 euro all’ora, la metà di quanto percepisce una donna delle pulizie. Un padre di famiglia non può permetterselo a lungo, deve ingegnarsi in altro.

L’INDIPENDENZA PUO’ VIVERE CON 2 MILA PERSONE CHE CI PAGANO 2 CAFFE’ AL MESE

Cosa servirebbe a L’Indipendenza per continuare a vivere alle condizioni attuali, senza pretendere voli pindarici? Provo a dare un’immagine spero efficace: servirebbero duemila persone che ogni mese ci sostenessero con l’equivalente di due caffè. In altri termini, con 25 euro all’anno. Con questa somma e il leggero incremento delle risorse pubblicitarie registrato negli ultimi mesi, arriveremmo all’autosufficienza.

Tuttavia oggi come oggi questo piccolo esercito di sostenitori non lo abbiamo. Ci sono circa duecento lettori che in questi mesi hanno fatto sottoscrizioni di varia portata, ma il loro encomiabile sforzo non ci consente di avvicinarci al risultato sperato.

C’è da chiedersi come mai siamo così distanti dal traguardo. Molto dipende dai nostri limiti e dalle nostre lacune, intendo di chi lavora a L’Indipendenza, a cominciare in primis da chi scrive. Ma permettetemi di dire che altrettanto dipende dall’indifferenza mostrata dal cosiddetto mondo indipendentista, nella stragrande maggioranza sempre pronto a criticare e a lamentarsi di quel che si scrive, anche fosse una virgola messa al posto sbagliato, ma restio a impegnarsi in prima persona. E qui vado volutamente oltre il nostro giornale. L’Indipendenza voleva, e vorrebbe ancora, essere da stimolo e da coagulo per la composita galassia che dice di avere a cuore l’indipendenza e l’autonomia delle proprie comunità, ma in questi mesi di esperienza diretta alla guida del quotidiano online (senza dimenticare l’input impresso con la convention di Jesolo) mi sono dovuto convincere che la suddetta galassia è fatta nella stragrande maggioranza di persone buone a parlare, espertissime a criticare e a demolire, ma molto restie a metterci faccia e portafogli, in ciò dimostrando di aver introiettato appieno il vezzo italiano di delegare sempre all’impegno di qualcun altro quello che vorremmo venisse fatto, ma che non abbiamo intenzione di fare in prima persona.

Al riguardo sarei curioso di vedere concretizzata la provocazione di Leo Facco di fondare il partito Forza Evasori, cuorioso di sapere quanti di coloro che hanno annunciato entusiastica adesione sarebbero pronti a partecipare con nome e cognome dovendo con ciò sottoscrivere un patto d’onore: d’ora in poi mi impegno a dichiarare i miei redditi ma a non versare più le tasse che dipendono da me. Nel nostro piccolo io e altri la stiamo facendo questa cosa, senza aver aderito a nulla. Ma ho la netta impressione che se Forza Evasori nascesse e tramutasse ciò in un impegno esplicito, assisteremmo a una fuga generalizzata.

Cari indipendentisti della domenica, le parole non bastano più: o si passa ad azioni concrete o si tace per sempre affondando nella melma italica (e chi può prenderà il suo fagottino e si trasferirà altrove). E’ per questo che non mi convincono affatto coloro che stanno immobili profetizzando il collasso prossimo venturo del sistema Italia (che già doveva essere cominciato ad agosto e invece non è successo un tubo di niente), ma si dimenticano che la nostra gente ha ancora un risparmio privato considerevole e prima di saltare per aria attingerà a quello. E meno ancora mi convincono quelli che profetizzano la distruzione di ogni struttura politica esistente, a cominciare dalla Lega Nord, tanto per parlarci fuori dai denti, prima di impegnarsi a costruire qualcosa di nuovo (campa cavallo che l’erba cresce e marcisce…). Ed è in questo deserto di impegno reale che il sottoscritto, e altri con me a cominciare dall’amico Gilberto Oneto, guardano con qualche speranza – pur con tutto lo scetticismo del caso – al tentativo di Roberto Maroni di imprimere un nuovo corso alla Lega. Pronti comunque a riconoscere l’eventuale fallimento, se tale dovesse rivelarsi. Ma per quel momento almeno il mio fagottino è già pronto.

PS. Siccome già prevedo numerosi post di critica nei miei confronti, annuncio fin d’ora che saranno pubblicati solo quelli firmati con nome, cognome e numero di telefono (quest’ultimo solo a fini di verifica, non per la pubblicazione): io la faccia ce la metto sempre, quindi si comporti allo stesso modo anche colui che vuole esprimere giudizi negativi nei miei confronti.

 

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69 Comments

  1. Bresà öm liber says:

    Oggi ho fatto il bonifico,fra un paio di giorni t’ arriva (50 € – Adami Ricci Adriano). Scusa il ritardo ma son tempi di magra.

    Brescia Libera

  2. paolo cintolesi says:

    Personalmente sono un “visionario”, nel senso che credo che gli abitanti di questa penisola (o almeno una sua parte importante) riesca a interrompere questa apatia che ci ha portato (e ci porta sempre più) in questo orrido baratro, avendo delegato in tutto i peggiori rappresentanti istituzionali a tutti i livelli. Occorre provocare una “scintilla”. Sono convinto che molti cittadini sono esasperati. Possiamo pensare ad organizzare una iniziativa contro tutti gli sprechi, contro il sistema assitenzialistico che, grazie ai finanziamenti delle regioni del Nord, Roma garantisce alle regioni del Sud (OLTRE 50 MILIARDI DI € L’ANNO!!)Con una marcia (preferisco passeggiata) di protesta di almeno 50 persone da Pisa a Roma in 13 tappe con iniziative da sviluppare nelle città nelle quali sosteremo. Personalmente, non ho pagato il saldo e l’acconto irpef, ho scritto una lettera al signor “bilderberg”, sono per aprire una vertenza con questo stato ladrone. Sono con tutta la redazione, occorre stringere i denti e, se possibile proviamoa sviluppare qualche iniziativa che permetta di uscire da questa situazione. Un caro saluto a Leonardo e auguri a tutti (335476570)

  3. Ho trovato per caso il vopstro giornale in rete, e farò un bonifico via Internet questa sera.
    Sono per la democrazia diretta, e sto lanciando un Movimento che non ha programma, nel senso che l’unico programma che mi pioace è quello deciso dai cottadini.
    Mi piacerebbe che faceste apparire il nostro logo ed indirizzo e-mail assieme agli altri, ma anche se non lo fate vi mando il mio contrinuto lo stesso…ve lo meritate.

  4. Ferruccio says:

    CARO DIRETTORE…

    “E’ in questo deserto di impegno reale che il sottoscritto, ed altri come me a cominciare dall’amico GILBERTO ONETO, guardano con interesse e speranza pur con tutto lo scetticismo del caso al tentativo di ROBERTO MARONI di imprimere un nuovo corso alla Lega.
    Pronti comunque a riconoscere l’eventuale fallimento…..”

    Pensavo che persone come Lei e come Oneto con esperienza ventennale in Lega (come la mia…purtroppo) avessero capito che il Boby nazionale non rappresenta nulla di nuovo in Lega ….

    Crdiali saluti…..da

    FERRUCCIO

    • gianluca says:

      Beh divergere su un modo di vedere non è così traumatico, poi ognuno tirerà le proprie conclusioni al momento opportuno
      glm

      • Ferruccio says:

        Le ricordo anche che il sig. Matteo Salvini attuale segretario della Lega Lombarda sponsorizzato dai Boby nazionale al congrasso di Varese del 1996 salì con irruenza sul palco per cacciare l’eretico COMINO..
        Il ragazzotto Salvini il Bossi , il Pagliarani, abbracciati sul palco orgogliosi e vincenti…..

        Si ricorda !!!!!

        Saluti ed auguri da…

        FERRUCCIO

  5. De Georgi says:

    Quello che trovo davvero ottuso, in tutta questa storia, è che un partito come la Lega Nord non abbia ancora compreso che invece di tenere in linea di galleggiamento entità editoriali proprie che nulla valgono (e non vale nemmeno la pena di pensare a che cosa sarà la Padania online….se mai nascerà.), non abbia coraggiosamente deciso di investire in un foglio come questo che, nonostante le criticità e gli attacchi, offre alla Lega stessa un panorama enorme in cui spaziare. Mi spiego: la Lega avrebbe solo vantaggi dall’investire (alla luce del sole naturalmente!!) ne L’Indipendenza, per mostrare che è in grado di fare da mallevadore al movimento indipendentista, aiuterebbe cioè le parti sane e costruttive degli indipendentisti a non restare isole nella corrente ma, in qualche modo, le aggregherebbe a un progetto più ampio. Ma qui si parla di lungimiranza e nella Lega che ce l’ha?? Auguri ragazzi, auguri direttore, lei ha mostrato un coraggio davvero poco italico (e piantatela con sto ” itagliota “, ripetuto in maniera beota, che fa pure schifo a pronunciarlo…) . Silvano De Georgi

    • maffolini walter says:

      Lungimirante….concordo. Ma nella Lega secondo lei c’è ancora qualcuno o via Bellerio è in mano agli zombie?

    • Emiliano Baggiani says:

      meglio che la Sega Nord rimanga fuori… quella è la peggior specie di prezzolati al servizio di roma…

    • Giancarlo says:

      E’ una cosa che mi ha sempre incuriosito, questa faccenda dell’ “itagli…….”, coniato da padani. Forse dipende dal fatto che appunto pronunciano Italia come se fosse scritto Itaglia, ma la cosa strana è che semmai dovrebbero essere i non padani a farne oggetto di presa in giro. Comunque, a parte queste bazzecole, io che non sono né padano, né indipendentista, né interessato alla Gallia Cisalpina e/o Italia Annonaria, né alle sorti della Serenissima o ai veneto-dalmati alla battaglia di Lissa né tantomeno alle misere sorti della lingua padanese inglobata a forza nella Romania orientale, ecc., ho dato un contributo a questo giornale perché lo leggo con interesse, trovo che sia una delle poche cose realmente incisive e serie in giro prive di “sponsor” potenti, condivido diversi temi anche se non tutti, e anch’io apprezzo molto il coraggio editoriale di Marchi, merce assai rara in Itagl…..ops, pardon, Italia. D’altra parte, se una cosa interessa o ci si impegna in prima persona oppure, se non si è in grado, perlomeno che si contribuisca in denaro.

  6. manfredo says:

    L’eroico tentativo, perchè di puro eroismo si tratta stando alle più normali valutazioni editoriali, di Marchi e Facco meritava un pubblico migliore, senza dubbio. Ma tant’è. Questo passa il convento. Forse Marchi ha sbagliato a ‘frenare’ troppo nella critica alla Lega, ma anche questo ci sta, forse ha presunto troppo dai tanti chicchieroni che promettono, promettono e non mantengono. Ma ha compiuto una impresa straordinaria che merita rispetto! I molti che, non capendo alcunchè di giornalismo, criticano ad ogni piè sospinto e fanno i saputelli dovrebbero imparare e tacere. Sarebbe davvero un peccato non trovare più (GRATIS!!!!!!!) ogni giorno un foglio che offre spazio a idee diversissime tra loro ma LIBERAMENTE espresse e soprattutto garantite da firme prestigiose del giornalismo: Perchè carici critici, sapienti e saputelli dove lo trovate un gruppetto di giornalisti (abbastanza famosi) ma soprattutto con le palle che mette la priopria firma a tutela dei vostri sprorloqui???? Augiri Marchi e Facco, forza, comunque vada. Manfredo

  7. Andrea Piaggio says:

    Nel dubbio, (a volte vedo un po’ troppi articoli copiaincollati da altri siti)

    La mia quota per passare da iscritto a socio, l’ho versata.

    L’indipendenza non deve chiudere. Anche perché fuori da lei non c’è veramente alcunché!

    Andrea Piaggio

  8. Michele Bendazzoli says:

    Nessuna critica. Orgoglioso di essere vostro socio.
    Spero che in tanti facciano altrettanto.
    In bocca al lupo e … sprofondi Roma.

  9. Giacomo says:

    Alcune persone mi hanno corretto dicendo che Bernardelli non è stato l’unico finanziatore. Un altro è stato Giovanni Ongaro. Con lui ed eventuali altri mi scuso. A tutti loro il mio ringraziamento per avere finanziato l’Indipendenza.

    a tutti coloro che sbraitano e berciano come comari, come perfetti italiani su questo sito, mando un link. È una coanzone di Peter Gabriel che si chiama Signal to noise. Parla della necessità di abbattere il rumore di fondo e alzare il segnale. È una questione di dignità. È un modo per dire che noi non siamo italiani. Mi illudo?

    http://www.youtube.com/watch?v=QBYm4cBSnQg

    You know the way that things go
    When what you fight for starts to fall
    And in that fuzzy picture
    He writing stands out on the wall
    So clearly on the wall

    Send out the signals deep and loud

    And in this place, can you reassure me
    With a touch, a smile – while the cradle’s burning
    All the while the world is turning to noise
    Oh the more that it’s surrounding us
    The more that it destroys
    Turn up the signal
    Wipe out the noise

    Send out the signals deep and loud

    Man i’m losing sound and sight
    Of all those who can tell me wrong from right
    When all things beautiful and bright
    Sink in the night
    Yet there’s still something in my heart
    That can find a way
    To make a start
    To turn up the signal
    Wipe out the noise

    Wipe out the noise
    Wipe out the noise
    You know that’s it
    You know that’s it
    Receive and transmit
    Receive and transmit
    Receive and transmit
    You know that’s it
    You know that’s it
    Receive and transmit
    You know that’s it
    You know that’s it
    Receive and transmit

    • Giacomo says:

      per completezza: Oneto Facco Marchi Ongaro Arrighini Formenti e Lamagni. Oltre a Bernardelli. Grazie a tutti voi per l’Indipendenza.

  10. migotto sandro marco says:

    dulcis in fundo… oserei.
    Direttore cosa ne traiamo da questo Tuo grido di dolore?
    Sembra che questo giornale web sia letto solo da cassaintegrati, disoccupati, artigiani che per un Partito macinano con enormi sacrifici migliaia di chilometri (per chi?..mi sembra di ascoltare me stesso con venti anni di ritardo…. Verona, Padova, Venezia, Belluno… 4 della mattina e aprire l’ufficio sconvolto dalla stanchezza… Sig. Zigliotto, te lo prenderai nel culo o diventerai onorevole in Italia….)
    La mia amica su fb Teresa parla solo con i pensionati….ma cazzo sembri uscita da Vanity fair..datti da fare con la crema dei tuoi imfluenti amici… Ma che cazzo….. Mirto, un ragazzino (nell’accezzione peggiore del termine) che non ha mai lavorato e non ha mai rischiato nulla del suo si erge a paladino del “politicamente corretto”. Ma andate a fare in culo. Direttore..se fossi in Lei prenoterei il primo volo per la prima isola caraibica e manderei tutti a quel Bel Paese. So che non lo fara’…perche’ ci sono ancora dei bei bastardi, m solo noi ce lo possiamo dire.. come me e tanti altri; avanti tutta.

  11. michelberg says:

    l’articolo di Gianluca Marchi e’ perfetto…. spiega la natura irresponsabile, individualista e apatica di gran parte dei padani….
    pure il console di un paese africano mi dice sorpreso che i lombardi al bar mugugnano…mugugnano….poi lunedi’ sono in banca a pagare… da loro non si fa cosi’ ..
    ci scappa il morto per molto meno..non sono da copiare …ma neanche noi.

    e va be’ ….ho passato anch’io anni a tirar la carretta per i lamentosi ….con modesto successo,,,ma non importa …qualcosa ho fatto e quindi ho il ” diritto naturale ” di lamentarmi ; chi se la mena no !

    manifesta solo la sua debolezza o quella delle sue idee…
    dico solo che i lamentosi dovrebbero fare una piega..qualcosa in piu’ del brontolare …. un supporto in denaro anche piccolo…favorire la divulgazione del notiziario che non si occupa solo di indipendenza ma
    dei problemi veri ( cioe’ nascosti ) di questo stato oppressivo.
    cosi’ posso dire di aver avuto un certo successo nel controbattere ai lamentosi non con i soliti commenti…
    ma rifiutando qualsiasi commento con persone che si lamentano e non fanno nulla .
    asserendo poi che abbonandosi all’indipendenza …che non e’ un giornale di esaltati….
    puo’ cominciare ad essere causativo sulla vita propria e degli altri…poi va a macchia d’olio.
    ripeto l’atteggiamento ha avuto successo e qualcuno ha fatto abbonamento o donazione…io compreso naturalmente .
    quindi ognuno nel suo piccolo…fare qualcosa…fare qualcosa…. considerando il tempo perso in chiacchiere inconcludenti … alla fine si risparmia ….

  12. Don Ferrante says:

    Caro Direttore,
    mi hai gettato nella più profonda angoscia !

    Da stamani una domanda lancinante mi arrovella il cervello (quello piccolo e frusto che mi resta!).

    E’ più dignitoso:

    morire autonomista “sparpagliato” in qualche micromovimento che frequenta la Sua testata;

    morire “italiano” facendomi i fatti miei;

    morire leghista per rinnovata sodomia ?

    Spero che la notte mi porti consiglio !

  13. Flavio Poli UPA says:

    Hai ragione, alcuni movimenti indipendentisti sono nati con il solo scopo di attendere la sventura altrui (governo, lega nord ecc.) sperando di salire sul palco dei vincitori non si sa bene in base a quale merito.
    Altri sono sorti a seguito di fratture interne dovute a contrapposizione personali non politiche.
    Altri ancora infine, sono stati costituiti da ex politici annoiati di vivere con i proventi dei loro trascorsi parlamentari e rivendicando magari la pensione anticipata rispetto ai comuni mortali lavoratori.
    Dal mare al lago si è sentito molto parlare da protagonisti, mettendoci la faccia ma a questo non sono seguite iniziative mettendoci la faccia.

    La questione però non sono i due caffè al mese ma trovare 2.000 persone che la pensino allo stesso modo, che agiscano per lo stesso fine con una strategia comune, che ci mettano la faccia insomma.

    Per quel che mi riguarda, non ho avuto alcun problema a viaggiare sul treno (sono un pendolare 4h di viaggio per 8 di lavoro), partecipare a manifestazioni pubbliche con la maglietta del mio movimento (quella bianca stampata per Jesolo) e distribuire stampati degli articoli del giornale in concorrenza a quelli che mettono i santini sul sedile
    dei treni per ricevere in cambio soldi.

    Se oltre a questo però non seguono azioni organizzate e ad esse non si da continuità, un giornale on line da solo non serve alla nostra causa.

    La battaglia è sul territorio, dove i soldi per feste, volantini, manifesti e tempo dopolavoristico sono a carico dei singoli movimenti e non basta a contrastare la macchina economica degli altri partiti e della Lega che i soldi li riceve direttamente dal ladrone romano!!!

    La gente ha bisogno di vedere i volti, di identificare le azioni con la persona prima ancora che col movimento al quale appartiene.
    Occorre creare un ‘rumore di fondo indipendentista’ dare una speranza alla gente, perché é questo che la gente chiede e questo si fa solo sul territorio.
    In mancanza di ideologie, di leader ed in presenza di TRUFFE POLITICHE (il danno provocato dalla lega credimi é pesantissimo), la fiducia viene data alla persona non al partito.

    La gente vuole i fatti, se la lega avesse accolto il nostro invito alla disobbedienza fiscale attraverso i suoi sindaci, noi l’avremmo sostenuta e sicuramente.
    Se ancora avesse raccolto il nostro invito alla discussione di un odg nelle regioni Lombardia, Piemonte e Veneto per l’autonomia, noi saremmo stati al loro fianco.

    Credo che oggi, sia più conveniente alla nostra causa valutare una strada diversa da quella perseguita fino ad oggi.
    Ieri Maroni, qui a Bergamo ha parlato di governo della lega anche in Lombardia per costituire la macroregione (Lombardia, Veneto e Piemonte).
    Sfidiamolo in casa sua, al Lingotto e mettiamolo con le spalle al muro anche a costo di essere in cinque lupi contro cinquemila pecore.

    Noialtri Soli

    • caterina says:

      l’ultima riga la sottoscrivo in pieno… e dovete essere espliciti di fronte all’assemblea al Lingotto, perchè, se non riusciste a far confermare a Maroni la rotta annunciata, almeno ci sarà gente che vi seguirà e potrebbe venirne fuori un consolidamento dell’idea indipendentista, con una risonanza che questo giornale e i molteplici gruppi sparpagliati e perciò deboli faticano ad ottenere. La Lega è pur sempre una forza dotata di strumenti e seguita dalla grande stampa e mezzi audiovisivi, e prima di buttarla a mare, conviene vedere se non la si può orientare verso i nostri obiettivi, alla peggio si acquisisce visibilità per il dibattito che ne seguirebbe e si potrà portare avanti altrove…
      caterina ossi

  14. ruggero zigliotto says:

    Stimato Gianluca, come sai anch’io ho versato un modesto contributo per la vostra “sopravvivenza”. Ti scrivo per segnalarti questa cosa, certo che saprai valutarla con l’intelligenza che ti distingue. Sono un piccolo artigiano (due dipendenti) e quindi come potrai immaginare vivo in funzione del mio lavoro che ogni giorno qualcuno cerca di distruggere con imposizioni fiscali assurde, regole borboniche, burocrazia demenziale ecc. tutte cose che sappiamo. Sono inoltre un tesserato di un movimento indipendentista che sta lavorando bene nel territorio (non dico il nome perchè voglio evitare qualsiasi tipo di accostamento con quanto ti dirò) Da poco sono stato eletto segretario provinciale di questo movimento e quindi oltre alla quota annuale del tesseramento mi devo sobbarcare tutti i costi derivanti da trasferte in auto, telefonate, pizze, panini e quant’altro serve al collegamento con i vari gruppi sparsi nel territorio, senza contare che ciò avviene, dopo il normale orario di lavoro, perchè tutti noi siamo Indipendentisti NON professionisti, per una cifra che possiamo calcolare a spanne in ca 300 euro al mese. A questo aggiungiamo tutti i costi di volantini, noleggio delle sale per le serate d’informazione ecc. Come naturalmente saprai NULLA ci viene riconosciuto da nessuno e molti di noi (io tra questi) stanno trascurando in modo importante la propria attività per dedicate tempo e risorse all’ideale che possediamo… per ultimo ma non meno importante, le nostri consorti, figli e/o morose sono incazzatissime per il tempo che stiamo loro togliendo e che dedichiamo a questo impegno ideale. Ora mi e ti chiedo che cosa mi risponderesti se io ti chiedessi dei soldi per continuare a fare ciò che sto facendo e assieme a me molti altri “sciocchi” che buttano il loro tempo e il loro denaro per un impegno che non produce nulla in termini economici, ma che anzi sottrae energie fisiche e finanziarie. Mi risponderai che questo è il vostro lavoro e infatti ho donato anch’io un piccolo contributo per sostenervi, ma dobbiamo tutti pensare che ciò che stiamo facendo è volontariato puro e che probabilmente è stato un errore pensare che una rivista online vi desse da “vivere”… ovviamente parto da un presupposto ideale, se invece l’Indipendenza la vedete esclusivamente come un prodotto editoriale e il vostro impegno lo valutate esclusivamente come “professione”, allora mi sorge qualche dubbio sulle vostre capacità imprenditoriali. Scusate la mia franchezza, ma ciò che dico, magari sbagliando lo dico in buona fede. Proprio in questi giorni stiamo contattando un pubblicitario che ci aiuti nella nostra comunicazione, la prima cosa che gli ho comunicato è: ZERO budget, appellandomi alla sua dichiarata fede indipendentista e quindi chiedendogli di sottrarre alla sua attività risorse di tempo ed economiche, si pagherà anche le stampe per i lay-out, l’inchiostro delle stampante e la corrente del computer… non credo ci siano altre strade, almeno in questa fase, poi se cresceremo… Non prenderla come un attacco personale, ma come un punto di vista (modesto) di uno che crede in ciò che fa e ti assicuro sempre meno riesce a mettere assieme il pranzo con la cena. Comunque auguri e buon lavoro nella speranza di leggervi ancora a lungo.

  15. Teresa Micheli UPA says:

    L’ altro giorno un pensionato a 800 euro al mese a cui daranno forse la misera tredicesima a febbraio mi ha detto
    di non non aver pagato l’ Imu .

    Non sa di noi e non legge l’ Indipendenza,l’ unica cosa che possiede e’ la sua casa.

    Si può pensare che i gesti di coraggio possano anche passare dal coraggio delle singole persone??

    Vuoi vedere che il gruppo a volte e’ la scusa del poco coraggio che abbiamo!

    Stiamo ad aspettare un rivoluzionario o lo cerchiamo dentro di noi??

  16. roberto saglia says:

    Gianluca, comprendo benissimo le cose che ha esposto nel suo articolo.
    Avevo contribuito modestamente alla nascita del giornale e mi riprometto di sostenerlo ancora .
    Penso che sia difficile per ognuno di noi pensare di avviare qualunque azione, sapendo che quasi sicuramente si resterà soli di fronte ad uno stato organizzato e pronto a farti a fette.
    Il tragico di noi italiani o qual si voglia definirsi è che
    al bar o tra le mura domestche siamo tutti professori, eroi e rivoluzionari per poi essere agnelli e sudditi appena varchiamo l’uscio ….la nostra natura è quella di cantare urlare e vantarci per poi nasconderci o fuggire lasciando quei pochi che hanno coraggio a sacrificarsi inutilmente.

    • roberto soria says:

      Roberto, sei all’MPE? Cerchiamo di contattare altri colleghi ricercatori che magari non conoscono ancora l’Indipendenza ma potrebbero essere interessati a sostenerla o a scriverci. Contattami in pvt please (trovi email su ADS). Se invece non sei il r.s. che penso io, scusa il disturbo… saluti da down-under.

  17. gigi ragagnin says:

    quella di Leo era solo una provocazione : gli aderenti al suo movimento (con quel nome poi) verrebbero segnalati al fisco e perseguitati, peggio di come avviene per Doddore Meloni. ci sarebbe sicuramente bisogno di un partito liberale spinto, ma prima di ciò, e concordo con Giacomo, bisogna che ci liberiamo. possibile che non si riesca a trovare uno straccio di finanziamento (come faceva il vecchio Panto).
    per quanto riguarda il mio piccolo, domani andrò in banca a fare un versamento. spero che questo giornale sopravviva col contributo dei lettori, ma se vogliamo essere liberi, ciò non basterà.

  18. pablo sizzi says:

    Sono veramente pochi, visto anche che avete un link permanente col blog di grillo aka casaleggio associati.

  19. Borderline Keroro says:

    Ragazzi, avevo già in mente di devolvere 10 € mensili.
    Poi non l’ho fatto perché veramente mi hanno salassato (questi adesso stanno per aggredirmi la casa).
    Quando avrò pagato le prossime 2 rate sulla simpatica multa dell’AdE, quindi questo mese, vi manderò quello che potrò. E mi sembra giusto, i 10 € del mio abbonamento sono effettivamente pochi.

  20. DOLFINI BRUNO says:

    Caro Gianluca hai ragione.Alla fine c’è la tendenza alla
    diffidenza verso l’Indipendenza,come giornale on-line,
    cosi’ come ci fu la diffidenza verso la Lega Nord :ambedue
    incutono paura! Sembra inverosimile,ma è cosi’ : da un
    lato la sorpresa e da un’altro lato la paura:cosa stanno
    per combinare!? Sappiamo che stiamo andando incontro
    ad una situazione catastrofica e,probabilmente,ci siamo
    gia’ dentro anche se l’immaginario collettivo inganna se’
    stesso e chiude gli occhi per la solita paura.Ma il fuoco
    cova sotto la cenere e,prima o poi, ci scappera’ il morto e
    solo allora l’italiano alzera’ la testa :è sempre andata cosi’.
    Quando iniziammo con la Lega Nord ci mettevamo i nostri
    soldi,poi molti ci fecero elargizioni.Ma sara’ necessario,per
    questo giornale on-line,superare a denti stretti un certo
    punto di crisi apparente,poi verra’ l’apprezzamento.
    Per quanto riguarda Maroni lo sappiamo tutti : egli fallira’
    e sara’ sostituito.Ma la Lega Nord andra’ avanti ed anche
    L’INDIPENDEN SA.Io ho fiducia,perchè soltanto cosi’
    gli italiani si salveranno.Coraggio Gianluca!? Non è
    ancora sera !!! Saluti.Grazie.

  21. Vittorio Silva says:

    Questo appello è sacrosanto e doveroso: mi cospargo il capo di cenere per la pigrizia che ho avuto fino a quest’oggi nel sostenere economicamente questo progetto.

    Ho appena effettuato un contributo di 50 Euro e spero che questo possa portare anche altri a farlo!

  22. Io colpevolmente non ho ancora fatto il mio versamento. Entro la giornata contribuirò coi miei 50€.
    Gianluca in questo però devi imparare da Radio Padania. Loro almeno hanno un bel bottone grosso con scritto DONAZIONI in prima pagina. Per donare a L’indipendenza devi andare su paypal ed evitare il tuo omonimo… molto più complicato che cliccare su un “DONAZIONI” da metter sotto a “Regala all’Indipendenza la libertà di informare!”…

  23. Franco says:

    Al limite delle mie possibilità attuali verserò 50 € al mese,
    Propongo che il giornale si faccia promotore di un incontro di tutti gli indipendentisti per un “sit in” in Piazza del Duomo a Milano. Costa poco o niente e potrebbe essere un momento di verifica e di raccolta per sapere chi è indipendentista solo “poltronaio” e chi lo è veramente.

  24. Giacomo Mirto says:

    Buongiorno.
    Io credo che l’indipendenza debba prima di tutto rivedere i suoi obiettivi.

    Il progetto editoriale che aveva inizialmente colpito e interessato la gente era aver creato un punto di riferimento per l’informazione che non passa sui giornali tradizionali proveniente dagli ambienti indipendentisti, autonomisti ecc della penisola. Questo aggiunto magari ad analisi politicche, sociali ed economiche di più ampio respiro.
    Bon, fino a qua nulla da dire perchè era una novità che mancava.

    Dopo però ho personalmente riscontrato una serie di sbandate che non ho condiviso. Sbandate intento intromissioni in argomenti che non spettano a un quotidiano.
    1) Il tentativo quasi convulsivo di unire tutti gli indipendentisti. Non avverrà mai, è solo fiato sprecato. Io nel 2008 c’ero al primo “forum dei veneti” dove a un tavolo vi erano tutti i rappresentanti (ma proprio tutti) delle sigle venetiste. Dopo 2 anni di lavori la bolla è esplosa e non si è arrivati a nulla. Perchè? Pechè è impossibile unire movimenti (spesso autoreferenziali) con progetti diversi. Si possono unire due anagrafi o due governi provvisori…ma non un governo con un partito. E se non si può farlo tra realtà che lottano nella medesima area geografica, figuriamoci per aree geografiche diverse. Sardi, siciliani, veneti, lombardi ecc non devono unrsi per formare la lega 2, abbiamo vista la prima dove ci ha portato, io parlo per la Liga Veneta che se non avesse accettato la federazione oggi sarebbe l’SNP del Veneto. Ognuno vada per la sua strada, ci si parla si discute, ma fondamentale è capire che siamo diversi e unirsi non porta ad alcun risultato.

    2) E’ parso (e non solo a me) il tentativo di “usare” questa testata per lanciare un partito, che sia forza evasori od altro non conta. E’ una cazzata grossa come la casa: primo perchè fai scappare i finanziatori. Sia essi militano in altri partiti o siano imprenditori; col cazzo che danno dei soldi a un quotidiano che POTREBBE lanciare un partito che non è il mio! Secondo perchè pensare di lanciare oggi un partito “nazionale” è pura utopia. Servono i milioni (di euro) e se non si riesce a raccorgliene qualche migliaio come si può penare di farlo?

    3) questione lega: la lega non sta simpatica a nessuno di noi, ci ha preso per il culo tutti lo so. Ma un potenziale pubblico del giornale sono proprio i leghisti, che in un momento dove il partito è allo sbando possono essere alla ricerca di nuove fonti di informazioni. Ma se tutti gli articoli che trovano sono contro la lega, vignette comprese, vi malediscono e scappano. E con loro scappano possibili finanziatori. La lega va colpita sulle cazzate che fa, ma non si devono escludere articoli se fa cose positive. Per il motivo sopra citato.

    Infine al lato pratico, mettere il giornale a pagamento vuol dire condannarlo a morte. Piuttosto diminuite la mole di articoli giornalieri e cercate un referente nelle regioni più turbolenti che vi assicuro 1 o 2 articoli a settimana.
    Saluti

    • migotto sandro marco says:

      Spett.le MIRTO..questo suo ragionamento specchia fedelmente i motivi per i quali Lei e il partito in cui milita non fara’ mai nulla di concreto per l’indipendenza. I partiti a struttura piramidale, come il vostro sono morti. Siete la brutta copia della Lega di venti anni fa… fate chilometri per inaugurare una nuova filiale, siete in guerra piu o meno dichiarata con altri gruppi indipendentisti, avrete si e no un paio di migliaio di tesserati. Servono il 50,01% di elettori per il SI… Dovremmo, come suggerito dalla Bozza di Jesolo creare un grande movimento indipendentista unitario altro che balle…. Non avete (e glielo dico per certo…) un cazzo di programma raggiungibile nel breve termine, tenendo conto che il sistema italia e’ alla frutta. Siete voi che vi autoreferenziate. Siete voi che vi candidate a elezioni italiane (che siano locali o regionali o purtroppo… pavento pure nazionali) solo per creare una nuova casta.
      Poi, l’ultimo suo pensiero e’ eccezzionale… Lei non so se si rende conto, propone la censura di articoli e articolisti. Bravo… sei proprio bravo.

      • Giacomo Mirto says:

        Sandro non ti rispondo perchè le tue sono farneticazione. vedo le tue proposte che consenso raccolgono….

        Solo preciso che io non propongo nessuna censura: ho solo detto che piuttosto di chiudere bottega meglio diminuire gli articoli se non si riesce a star dietro ai ritmi di ora. Prima di rispondere, vedi di capire cosa c’è scritto.

        • migotto sandro marco says:

          le mie proposte…raccolgono piu’ consensi delle Tue. Basta leggere quanto pubblicato da Te o dal Tuo Segretario in questo giornale ….i vostri articoli li leggono in tre . Le mie qualche migliaio. Le mie proposte, vedi sulla base del Referendum di Jesolo 2010 (quindi molto prima della creazione di quel mostro di Partito in cui militi…), fatto da gente con le palle e senza l’ausilio di media, hanno portato a firmare tale referendum a piu’ di 5000 persone su ventimila votanti… Vedi Tu che sai tutto. So che vi rompe i coglioni che il nostro sistema non ha bisogno di capetti come Te. Ma lo abbiamo ideato proprio per questo. Se vuoi, dove vuoi facciamo un incontro pubblico con i tuoi tesserati. vedrai come va a finire. Mi spiace che la butti sul personale…..Ma comprendo

    • Leonardo says:

      Il fatto che lei pensi che io usi questo giornale per lanciare FORZA EVASORI, dà la cifra della sua pochezza intellettuale.

      • Giacomo Mirto says:

        Io ho detto l’impressione avvertita da fuori. IMPRESSIONE. Sbagliata o giusta che sia è ciò che più di uno mi ha detto.

        Se non mi interessassi alla testata non starei di sicuro qua a perdere tempo dandovi personali e opinabili suggerimenti.

        • migotto sandro marco says:

          parla per Te… impressione da fuori… l’unico che e’ fuori sei Tu. Impegna il Tuo tempo in qualcosa di costruttivo, non credo che l’indipendenza abbia bisogno di tirapiedi come Te.

    • giulio mattu says:

      Condivido quasi in toto ciò che ha scritto Giacomo Mirto, e se personalmente, come tanti altri, non ho potuto versare un contributo, bisogna prima chiedersi il perchè, magari qualcuno di noi, compreso il sottoscritto è disoccupato da tempo.
      Certo che fare il consigliere comunale in un comune di 10.000 abitanti ( reddito annuo netto circa 150 euro) non è come fare il parlamentare europeo ( giusto Salvini e compagnia bella).
      Lo faccio solo per passione e perchè credo in ciò che faccio…….Poi il tempo ci dirà tutto, e vediamo se quello che penso di certi personaggi sarà confermato, nutro pochi dubbi.
      Un saluto a Leonardo Facco e ringrazio sempre per la sua disponibilità.
      BASTA LEGA NORD, BASTA ITALIA…BASTA VOLERLO.
      Giulio Mattu
      consigliere comunale
      pro Lombardia Indipendenza
      Roncadelle (BS)

      • migotto sandro says:

        150 euro x le migliaia di consigli comunali sparsi in Italia che non servono a un bel niente fanno una bella somma, uno dei tanti sprechi italiani. Se e’ disoccupato e le avanza tempo di decidere per le cose pubbliche mi preoccupa. espatri…se trovano lavoro qui gli albanesi significa che Lei non sa fare proprio un bel cazzo. Ma e’ consigliere comunale…

        • Marty says:

          Gesu cristo, ma come si fa a permettere questi interventi, tra l’altro in un posto dove metà della gente è senza lavoro… ? Qui si rasenta il ritardo mentale… rasenta da sotto però…

          • migotto sandro marco says:

            sig. Marty, se lo lasci dire…meta’ della gente e’ senza lavoro ed e’ vero e non e’ ancora finita. Mi spieghi perche’ questa gente non si incazza…la mia e’ evidente era una provocazione…negli anni 70 sono scoppiate bombe per molto meno. Due milioni di lettori e ovviamente il Direttore non li chiede ai disoccupati… le storie da libro cuore mi fanno ridere, anche perche’ firmate come gruppo politico. Le parla uno che da giovane se ne e’ andato all’estero per lavorare, come peraltro aveva gia’ fatto mio padre. Australia, germania, francia e svizzera. Il ritardo mentale… lasci perdere.

  25. mauro giubellini says:

    Caro Gianluca,
    non intendo commentare il progetto politico che, in quanto tale, considero un valore aggiunto all’architettura democratica del Paese. Uno Stato rovinato dagli uomini, dalla loro ingordigia, dall’immoralità e dall’amoralità, e non certo dai solidi pilastri costruiti con il sangue ed i sacrifici dei nostri padri che ci garantiscono ancora oggi, seppur parzialmente compromessi, i valori cardine della civiltà democratica. Nel tuo ragionamento hai colto due aspetti importanti: l’immobilismo che attanaglia milioni di cittadini in perenne attesa di un messia che risolva i problemi sopperendo alla mancanza di coraggio e alla volontà di mettersi in gioco; la difficoltà di far decollare progetti editoriali seri senza il contributo dello Stato o senza vedersi al miglior offerente (ammesso che ne sia rimasto qualcuno…). Esprimo a te e all’amico Leo, grande uomo e straordinario giornalista, la mia più sincera solidarietà e vicinanza. Ho provato sulla mia pelle cosa significa venir tradito ed emarginato, costretto a vivere di collaborazioni. E devo ringraziare una persona che, per motivi del tutto comprensibili, non si è avuto il coraggio di denunciare dalle colonne dell’Indipendenza. I grandi ideali faranno grandi le forze, ma riuscire a sopravvivere giorno dopo giorno è una battaglia. Che ci spinge a compromessi al ribasso. Per questo mai nulla cambierà. E’ questa la forza del sistema.
    Mauro Giubellini

  26. migotto sandro marco says:

    caro Gianluca,
    come hai potuto osservare e ne abbiamo anche parlato, da qualche tempo non scrivo piu’ nulla, non mi sono eclissato, semplicemente sono sfiduciato dai conpagni di viaggio indipendentisti. Come ben sai insieme ad altri ho scritto un appello affinche’ questo bellissimo giornale viva. Se non si comprende e’ inutile parlare di indipendenza. Poveri teste di cazzo di di milioni di lettori e articolisti, non siete in grado di contribuire con 5/10/50 euro all’anno per questa cosa? ma andate a fare in culo. Siete solo rivoluzionari parolai. Intanto, poveri coglioni avete, almeno la stragrande maggioranza di voi pagato l’IMU, il Canone RAI e chissa’ quali altri balzelli. E’ giusto che siate inculati dalla mattina alla sera. Ve lo scrive uno che spesso e’ stato ripreso ed attaccato (sui temi..ovvimente) sia da Marchi che da Facco.

    ma vergognatevi…cialtroni.

    • Corrado says:

      Io non ho lavoro da maggio, ma ho contribuito anche recentemente al sostegno della vostra iniziativa con 50€ che forse neppure avrei potuto permettermi di donare. Non sono uno scrittore e, a 55 anni, forse neppure un coraggioso combattente, ma a certi principi ci tengo. Come mi devo comportare?

  27. liugi II says:

    Mi dispiace, ma io non sono nelle condizioni di pagare nemmeno 5 euro al mese. Laureato con un voto alto, grazie a questo Stato pietoso che continua a cambiare (in peggio) le regole del mio settore lavorativo, sono disoccupato e non percepisco alcun reddito. Sicuramente, quando avrò messo via abbastanza per trasferirmi all’estero e troverò un lavoro senza essere vessato dagli strozzini, sarò lietissimo di mandarvi anche molto più di 5 euro.

    Sulla questione indipendentista posso dire che all’inizio dell’anno ero moderatamente ottimista su questo fronte, mentre ora, considerando il modus operandi degli indipendentisti e quel grande catalizzatore di energie indipendentiste che è la Lega Nord, sono fortemente pessimista. Chi rimarrà in Italia morirà certamente italiano e povero. Certo, potrà capitare qualche finestra favorevole nei prossimi decenni, ma a quel punto la secessione non avrebbe più molto senso: il processo di meridionalizzazione del Nord sarà infatti completato.
    Consiglio a tutti di emigrare al più presto. Non vale la pena di rimanere in Italia a lavorare per mantenere lo Stato e sprofondare nell’indigenza aspettando una improbabile svolta secessionista. Il mondo è grande e pieno di occasioni.

  28. Teresa Micheli UPA says:

    Scusami Gianluca ma mi piacerebbe che tu rispondessi a questa domanda.

    Come mai ti aspetti così tanto da chi si e’ organizzato di recente con fatica e soldi propri e meno da chi ha una macchina bellica e soldi e uomini pagati da noi per fare la rivoluzione e in trent’ anni non hannno fatto niente di rivoluzionario??

    Se la lega facesse disobbedienza fiscale attraverso i suoi sindaci,credi che noi indipendentisti non saremmo felici e non la sosteremmo??

  29. xyzxyz44 says:

    vi suggerisco di trasformare l’indipendenza da testata giornalistica on-line in un più modesto blog o meglio forum dove gli utenti possono confrontarsi e interagire tra loro sugli argomenti indipendentisti. E la gestione del forum richiede sicuramente meno tempo da parte dell’amministratore, perchè delega il lavoro di moderatore e post-moderazione ad altri utenti.

    E i blog o forum per quanto ne so riescono tranquillamente andare avanti senza sovvenzioni da parte degli utenti, al più con la pubblicità o con i Google AdWords.

    saluti

  30. Giovanni Birindelli says:

    Faccio una domanda banale: adesso che è stato raggiunto un grande volume di visite, perché non consentire la lettura del giornale solo con un abbonamento mensile di, poniamo, 5 euro? questo consentirebbe di più che raddoppiare la cifra indicata come necessaria (il che significa guadagnarci rispetto a ora anche se i 5 euro scoraggiassero la metà dei lettori) e di renderla stabile, senza dover ogni volta chiedere contributi volontari e senza che, passato del tempo, i lettori si dimentichino del contributo. 5 euro al mese, anche in periodo di crisi, sono una cifra abbordabile per quasi tutti. Immagino che ci abbiate già pensato e che ci sono valide ragioni per non farlo. MI chiedevo quali fossero. Saluti, Giovanni Birindelli

  31. Unione Cisalpina says:

    karo Marchi il rikatto a me non piace… nè sul lavoro nè nella vita…

    stando a ciò ke skrivi avresti aperto il giornale e cerkato lettori solo x rakkogliere konsenso da konvogliare verso la lekka nodde e suo nuovo korso il kuale (i tosi, Maroni e Salvini) visto il konsenso e buon lavoro svolto pro domo loro, t’avrebbero finanziato l’iniziativa e magari aperto la strada x migliori inkariki in kualke suo apparato … penso a laPadania…

    vero, verissimo ke non si può mantenere una famiglia kon 1500 € mese e gettare tempo prezioso della propria vita ke ben + profikuamente si potrebbe impiegare in altre intraprese…

    e xò, mi pare kiaro ke il primo rikatto viene proprio dai lekkisti di kuesta nuova gestione ke “elemosinano” l’aiuto a l’Indipendenza, non x finanziare una voce di libertà cisalpina autonoma ed indipendente appunto (anke da loro), ma solo se serva (serve) al loro inganno ke tentano di perpetuare… rikordati ke i soldi ke kuesti ladroni hanno sono kuelli di noi tutti, ke l’abbiamo votata… e kome sempre s’appropriano di ciò ke loro non è, kon arroganza ed immoralità… sono oggi gli stessi di ieri … nulla è kambiato nel loro atteggiamento morale nè socio_politiko…

    e dunkue, soluzioni !? … kiudere o kontinuare ? …

    direi di kontinuare x kui mi appello agli “interventisti” 😀 affinkè mettano mano al portafoglio e versino una kuota annuale pari almeno ad € 50,oo ke, visto l’andamento ekonomiko generale, non è nemmeno poko (x non alterare il badget familiare si tagli kualke altra spesa…)

    certo ke se siamo in 1000, 50.000 euro non sono poi molti …

    • gianluca says:

      Pubblico questo commento nonostante resti anonimo perché contiene anche una parte propositiva. Aggiungo una sola cosa: a me di tornare a dirigere la Padania non interessa, l’ho lasciata a 30 mila copie e quella mi voglio ricordare. Punto.
      gl marchi

      • Unione Cisalpina says:

        <b<xkè anonimo !? … le ricevute dei versamenti PayPal ke ho effettuato te le ho inviate integrali, fotokopiate… hai la mia mail, vera, ufficiale… pure il mio # di telefono
        komunkue mi kiamo ezio pellegrini …

  32. Teresa Micheli UPA says:

    Anch’io ho mandato una piccola somma,concordo con te Gianluca su tutto quello che hai scritto e le critiche mosse agli indipendentisti.
    Anch’io piu’ volte ho invitato altre persone a sostenere
    l’ Indipendenza almeno on-line e con una piccola cifra.

    Ieri ho scritto che puo’ darsi che non si possa e riesca a fare tutta la rivoluzione che abbiamo nella testa per manifesta incapacità di reazione di gente che ormai si sta trasformando in pecore,ma aggiungo anche che fare gli indipendentisti non e’ un gioco a costo zero!!

    Diverto da te Gianluca sul fatto che vorresti una
    Speedy-rivoluzione da chi si e’ organizzato solo negli ultimi tempi con pochissimi e modestissimi mezzi quando sul mercato c’ e’ la lega,un partito organizzato fino ai denti e foraggiatto da noi attraverso rimborsi elettorali,tutti abbiamo visto dove sono finiti e di rivoluzionario non si e’ mai visto un bel fico secco, anzi!!

    Supponiamo che siamo incapaci di ribellarci,ma allora perché votare o sostenere la Lega?

    Comunque ne scrivere giornali ne fare rivoluzione e’ gratis, anzi,spesso ci si rimette soldi e parecchi,come nel nostro caso.

    Con stima

    Teresa.

  33. Domenico Galluzzo says:

    Purtroppo l’analisi non fa una grinza. La “base” indipendentista si è rivelata purtroppo una galassia di quaquaraqua. Ed anche i “vertici” dei tanti movimentini raramente raggiungono un livello superiore. Tanto che non si è arrivati nemmeno a rinunziare a 2 € al mese per tenere aperto questo giornale che è stato, ed è, l’unico spiraglio di speranza dopo la delusione della Lega. Con gente di questa levatura non si va purtroppo da nessuna parte.

  34. Giacomo says:

    Condivido le critiche espresse da Gianluca Marchi: anch’io sono un indipendentista della domenica, non mi sottraggo a questa definizione pur avendo versato 50€ (voi?). Lo sono perché negli altri giorni lavoro come un somaro, anche se temo che non durerà a lungo.
    1) Credo che falliremo per i limiti che ereditiamo in linea diretta dal movimento leghista, un movimento BECERO-NAZIONALISTA di estrema destra. Un movimento siffatto non ha NÉ HA MAI AVUTO le caratteristiche per raccogliere il consenso di ciò che di buono è rimasto nelle regioni del nord.
    2) la litigiosità e i particolarismi hanno vinto un’altra volta. In Lombardia ci sono una dozzina di micromovimenti indipendentisti, tutti (meno uno) oltranzisti e non disponibili ad andare oltre sé stessi. In Veneto penso ce ne siano almeno venti. Ridicolo.
    3) Jesolo è stato un punto di partenza ma l’unica strada sarebbe stata costituire aggregazioni locali e far convergere su costituenti locali i pochissimi mezzi a nostra disposizione (sbaglio o in tutto il nord solo Bernardelli ha sostenuto l’indipendentismo con soldi propri?)
    4) L’ottimo Leo Facco continua a commettere un errore: sostiene che non ci può essere libertà politica senza libertà economica, ma non dice che non può esistere libertà economica nel contesto di una tirannia politica. Prima un disegno INCLUSIVO, NON SETTARIO di affrancamento politico dall’italia, poi il resto. Non sono quattro gatti velleitari (me compreso) nel mirino di iniquitalia a poter cambiare le cose.
    5) la Lega ha la credibilità di Wanna Marchi. Maroni è forse il meno peggio di un partito composto quasi per intero da gente culturalmente inadeguata e selezionata a suo tempo IN QUANTO TALE. Mi spiace ma non ci credo fino ad un’improbabile prova contraria.

    Moriremo italiani. Solo colpa nostra. Siamo l’unico territorio ad alta produttività e ad alto contenuto tecnologico colonizzato dalle forze di occupazione di una repubblica delle banane africana. Questo credo la dica lunga sulla statura civile dei “padani”, schiavi per vocazione che hanno lasciato che tutto questo accadesse senza profferire parola.

    Giacomo Consalez

  35. Antonino Trunfio says:

    Egregio Gianluca,
    avevo già inviato un modesto contributo ancora nell’inverno scorso. Mi impegno a inviare la quota citata nell’articolo anche subito. Sono per nulla indipendentista, nel senso che il cuore del problema per me è ancora + radicale se posso permettermi : la libertà. E questa non dipende se sto a roma, o Palermo o a Venezia.
    Al partito forza evasori non ho aderito, per il semplice motivo che non intendo essere un evasore, se per evasore si intende colui che non paga quello che lo stato e la sua borbonica burocrazia gli fornisce, nel bene e nel male. Io voglio essere libero di tenermi quello che produco, e di pagare solo quello che mi serve, nella quantità e qualità che solo io so stabilire per me e la mia famiglia, e da chi mi pare, fosse anche lo stato o la Rossi spa, o la Pinco & Pallo srl.
    Conosco Leo e credo che la sua forza di provocazione sia enorme, pertanto comprendo anche il senso del nome del partito nascente.
    Credo tuttavia che sia solo autolesionistico pensare di raccogliere adesioni in chi come me chiede solo di riavere indietro una libertà che ci hanno sottratto non so più da quando, che è quella economica, che Einaudi diceva essere la libertà da cui discendono tutte le altre.
    Quindi potremmo davvero riunuire un numero enorme di persone se solo si spiegasse che desideriamo tenerci i frutti della ricchezza prodotta, senza sottrarre nulla a nessuno, e senza (come raccontano parassiti e paraculi) usufruire di servizi che ci pagheremo da chi vogliamo e quando ci pare.
    Antonino Trunfio

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