Fronte catalano, c’è chi chiede elezioni entro tre mesi

di REDAZIONEcatalani2

E’ meno compatto il fronte indipendentista catalano, dopo che la Corte costituzionale, su richiesta del governo di Madrid, ha bocciato il referendum per l’indipendenza che il presidente della regione, Artur Mas, aveva indetto per il 9 novembre. Mas vuole tenere nello stesso giorno un referendum alternativo, consultivo e non vincolante, ma alcuni partiti e associazioni del fronte indipendentista sono contrari e premono invece per elezioni anticipate, che per loro avrebbero valore di plebiscito “Spagna si’ – Spagna no”. “La facolta’ di convocare elezioni e’ di esclusiva e non delegabile competenza del presidente della Generalitat (il governo regionale della Catalogna, n.d.r)”. Così il portavoce dell’ente locale catalano, Francesc Homs, ha risposto  in conferenza stampa alla richiesta di elezioni anticipate entro i prossimi tre mesi, avanzata  da due associazioni indipendentiste, Assemblea nazionale catalana e Omnium Culturale, durante una manifestazione a Barcellona. Homs ha confermato che il governo catalano valuta l’ipotesi di elezioni anticipate, ma non ha indicato la data. L’esecutivo di Mas ha sottoscritto un accordo fra i partiti favorevoli al referendum (i democristiani di CiU, la Cup, i repubblicani di Erc e gli eco-socialisti di Icv) per garantire l’attuazione di un referendum ‘alternativo’ il prossimo 9 novembre. Tuttavia, secondo la stampa catalana, sembra difficile che il fronte indipendentista possa ricompattarsi, soprattutto dopo che il leader degli eco-socialisti, Juan Herrera, ha sfidato Mas a dire chiaramente che la votazione del 9 Novembre non si può considerare un referendum.

Il portavoce della Generalitat si è detto ottimista sul fatto che il voto alternativo non sarà impugnato dal governo centrale. “I passi che abbiamo fatto sono sufficientemente blindati per non essere impugnati”, ha assicurato.

 

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