Indipendentisti e federalisti, nasce il Comitato “FAI per il NO”, contro il referendum di Renzi

ARRIGHINIdi GIULIO ARRIGHINI – E’ contro quel minimo sindacale che abbiamo, cioè le regioni incompiute. E’ contro le autonomie locali, il cui smantellamento è in corso da anni,. E’ contro l’autonomia fiscale del Comuni, diventati esattori di tasse e non più erogatori di servizi.

E’ contro le competenze che spettano ai territori, per riportare tutto in capo a Roma. Il referendum che andremo ad affrontare a ottobre di riforma di una Costituzione di sicuro da rivoltare come un calzino, ma non nel peggior modo possibile, è un referendum tra la libertà e il totalitarismo “democratico”. Tra un margine di trattativa per l’indipendenza e l’autodeterminazione e la clausura definitiva.

I partiti dicono sì o no facendone una questione di maggioranza e opposizione, gli indipendentisti ne devono fare una questione di libertà. A questo punto mi chiedo: esiste un margine, una possibilità di riunire le forze almeno in questa occasione per costituire un fronte del No, comune, tra chi agita come noi di Indipendenza Lombarda, il vessillo dell’emancipazione delle nostre terre dall’occupazione abusiva di Roma, oppure va bene così madama la marchesa?

Ecco perché nasce il comitato federalista/indipendentista per il NO alla riforma costituzionale più centralista della storia dello Stato Italiano. I Savoia, lo Stato liberale ottocentesco e il ventennio fascista nel loro delirio centralista prevedevano le Provincie come avamposti della loro occupazione, oggi siamo di fronte alla cancellazione fittizia delle competenze di Provincie e prossimamente, se passerà la riforma, del Senato, lasciando inalterata l’architettura istituzionale ma privando i popoli del diritto di voto e del legittimo diritto della rappresentanza attraverso l’elezione diretta dei loro rappresentanti. Si riducono inoltre i poteri legislativi regionali, l’autonomia finanziaria degli enti territoriali, si inaspriscono i controlli dello Stato centrale su i conti pubblici degli enti locali, si introduce la “clausola di supremazia” e si reintroduce la clausola di “interesse nazionale” attraverso il quale lo stato può far prevalere l’imperio su ogni scelta e decisione legittima delle regioni. Abbastanza per una “nuova Resistenza”.

Aderisci anche tu a v”FAI per il NO”, il comitato di Federalisti, Autonomisti, indipendentisti per il NO.  Il bergamasco Fabio Suardi sarà il Presidente del comitato. Il dibattito è aperto. Lanciamo il sasso.

 

*Segretario Indipendenza Lombarda

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4 Commenti

  1. radetsky says:

    Bravo Robin Hood…

    Solo un popolo di peacottari come gli italioti può bersi le rriforme derrenzi come tali. Sono solo fuffa… che cavolo ce ne frega di star lì a litigare per ridurre il numero dei parlamentari ed altro – di quello che riconosco come IL problema: la Repubblica (?) Itagliana.

    Renzi forse sa (?) che la vera riforma itagliana sarebbe quanto segue: mandare a casa almeno 2/5 degli statali e parastatali assolati, e utilizzare i risparmi pubblici così ottenuti per tagliare l’aliquota fiiscale media di x punti.
    Questo sarebbe ovviamente solo un primo passo… Ma non lo faranno mai, chè statali e affini sono il tessuto sociale dal Po in giù, e quelli che allignano a Nodde del sacro fiume sono solo northeners di “importazione”.

  2. Aurelio Galli says:

    Sono assolutissimamente per il NO a questa pseudo riforma. Giulio, a chi ci si deve rivolgere per aderire?

  3. lombardi-cerri says:

    Renzi e soci, al dilà di ogni altra considerazione, si sono dimostrati e si dimostrano assolutamente incapaci, non avendo mai lavorato .
    A loro non darei da gestire un pollaio di tre galline, perchè le farebbero morire tutte in brevissimo tempo.
    Invece di affrontare seriamente i grossi problemi che ci affliggono, svolazzano come farfalle.
    La cosiddetta nuova Costituzione è un esempio lampante.
    Voterò NO perchè tolga il disturbo il più rapidamente possibile.

  4. robin hood says:

    È una riforma che interessa solo la casta ed è stata attuata dai prestanome di alcuni discendenti dei Soviet. Alla gente interessano le riforme che creano occupazione e benessere, non le riforme delle istituzioni che privilegiano l’oligarchia del potere. Tutte le categorie della società civile devono dire NO a questa riforma abusiva e inutile creata da soggetti non legittimato dalla volontà popolare.

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