Indipendentismo veneto verso un percorso comune. Conferenza stampa giovedì 12 di Siamo Veneto e Indipendenza Veneta

guadagniniGiovedì 12 luglio alle ore 12, i Movimenti “Indipendenza Veneta” e “Siamo Veneto” convocano una conferenza stampa presso il Consiglio Regionale del Veneto per comunicare l’intenzione di avviare un percorso comune che porti l’indipendentismo a centrare i prossimi obiettivi con coralità e collaborazione.


Dalla società veneta proviene infatti la forte richiesta che i diversi movimenti politici che hanno per obiettivo l’indipendenza del Popolo veneto trovino maggiori momenti di collaborazione tra loro. Dai risultati elettorali delle liste indipendentiste presenti elezioni regionali 2015, è emersa la chiara necessità di dar vita ad un soggetto politico che lavori esclusivamente in Veneto per gli interessi dei veneti con la prospettiva di portare il nostro territorio alla totale indipendenza dallo Stato centrale. Tutto questo in un momento storico in cui in Europa le istanze indipendentiste sono sempre più forti, sintomo della crescente necessità di rinnovamento interno del “Vecchio Continente” dal quale il Veneto non può rimanerne escluso.


Per queste ragioni le due principali realtà politiche indipendentiste in Veneto hanno deciso di avviare un percorso comune nei modi e termini che saranno illustrati nel corso della conferenza stampa.


Antonio Guadagnini, Consigliere Regionale di Siamo Veneto afferma come: “I tempi sono maturi per costruire una casa comune per tutti coloro che aspirano a ridare al Veneto una prospettiva globale uscendo dal provincialismo a cui ci ha relegati lo Stato nazionale chiamato Italia. i veneti hanno tutte le carte in regola per avere l’indipendenza e vivere felicemente creando rete con i Paesi più competitivi al mondo. Ma per farlo serve dare loro un soggetto politico forte, autorevole, serio e che li accompagni in questo percorso. Da oggi iniziamo a lavorare, insieme, per questo.”


Juri De Luca, Portavoce di Indipendenza Veneta “Il nostro percorso fin qui è stato condito da Coerenza, Chiarezza e Credibilità, ora stiamo aggiungendo la Concretezza che serve per portare a casa i risultati di cui il Veneto necessita. L’indipendentismo Veneto è una cosa seria, non è folklore, protesta o estremismo fine a se stesso, è invece una proposta seria, un progetto politico definito che valorizzerà e sottolineerà le qualità di una terra che è da millenni esempio di buon governo”.

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One Comment

  1. Luciano Spiazzi says:

    Trovo molto appropriato, in proposito, quanto scritto in calce a questo articolo:
    http://www.lindipendenzanuova.com/politica-non-viviamo-in-uno-stato-di-diritto-stato-e-partiti-si-prendono-tutto/
    “Come constatazione finale si può rilevare che una nuova classe dirigente nasce quando si affermano nuove idee, o quando la storia imbocca nuove vie. Ai giorni nostri quelli che attendono di sostituire i predecessori, prendendone il posto, non sono una nuova classe dirigente anche quando parlano e straparlano di democrazia diretta o addirittura d’indipendenza, ma la continuazione della precedente. Il senso di vuoto che si vive in molte parti d’Italia lo si deve al non identificare nulla di nuovo, di efficiente ed efficace per l’esercizio facile e tempestivo della democrazia diretta.”
    I principali promotori di questa iniziativa sono persone dal preciso passato politico: uno è un ex democristiano, l’altro è un ex legista. Ambedue queste proposte politiche hanno fatto il loro corso. Tuttavia la cultura politica che esprimono è quella da cui provengono.
    Da un lato quindi, se ottenessimo l’indipendenza per merito loro avremmo un’Italia in forma ridotta, ma pur sempre con gli stessi difetti. Infatti, mentre uno quando è stato Consigliere regionale nulla ha fatto per la democrazia diretta, ed ancor meno per il federalismo che professava (non avendo un suo progetto), l’altro pur attualmente in carica, è latitante sugli stessi temi. Essi ora NON si uniscono su un preciso progetto politico innovativo; ma genericamente si propongono l’unione (che per loro fa la forza, e che comunque elettoralmente è sempre stata una forza da prefisso telefonico) per essere eletti in Regione Veneto.
    Ora, checche se ne dica, allo stato attuale l’esperienza catalana insegna che non è quella una via efficace e risolutiva, malgrado le leggi e il diritto internazionale. Di più: i catalani hanno goduto di un trentennio circa, di giornali e Tv in lingua catalana, un’università catalana, la polizia catalana (i Mossos d’Esquadra), centinaia di Consiglieri eletti nella Generalitat de Catalunya), molti anni di governo della stessa Generalitat de Catalunya, l’avvallo e il sostegno di milioni di catalani, e tanto altro ancora.
    Costoro non hanno nulla di tutto ciò, a parte la loro personale ambizione al potere e a vivere di politica.

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