Indipendentismo, serve più ironia per non soccombere

Venezuela, Indios Yanomami, Ironavi Tribdi MARIO DI MAIO – Nel corso del convegno di Milano al Cavalieri i direttori dei giornali indipendentisti sono stati amichevolmente “imputati” di autoreferenzialità. Era vero, ma nella fattispecie, credo, positivo, perché operano in un’area che nel solo Veneto conta ben 8 partiti “diversamente autonomisti ” ben lontani dal cercare una sintesi tra loro. Dovrà quindi trovarla qualcun altro con il sostegno della stampa specializzata. D’altra parte un direttore di qualsiasi testata che non sia autoreferenziale “q.b.” non incide a sufficienza sui collaboratori e sui lettori. Anche la Chiesa era stata accusata di autoreferenzialità dogmatica, e così si è passati dall’ecumenismo della dottrina all’ecumenismo del dialogo, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Al convegno è stata rilevata anche una certa “pesantezza” della comunicazione indipendentista, auspicandone un “alleggerimento” . In realtà non si potrà fare granché la problematica è pallosa di suo.

È comunque da sottolineare infine che con Renzi il contesto generale è peggiorato di molto e che con l’abolizione del senato è stata votata l’abolizione del residuo di competenze regionali di cui al “compianto” titolo quinto della costituzione. Praticamente a Roma, in piena armonia con Bruxelles, si vuole far sparire ogni traccia di autogoverno locale dalla normativa italiana. Se potessero, sopprimerebbero anche le autonomie speciali. In compenso anche “nell’oltre oltre oltre Po”si fa strada il dubbio atroce che sia l’unità che affossa tutta la Penisola.

 

Rispondo all’amico prezioso e nostro collaboratore instancabile, Mario di Maio, sul convegno (del quale daremo presto conto ai lettori con gli interventi dei relatori), per dire semplicemente che la buona riuscita di questo primo incontro ha fatto emergere la necessità di prendere a volte un po’ meno sul serio la gravità e la grevità con cui lo Stato ci ammorba tutti i giorni. L’osservazione emersa durante la giornata di sabato 16 aprile va presa davvero sul serio, per non morire quotidianamente sotto il peso delle macerie. 

Dal prossimo incontro culturale del Cavalieri modificheremo anche la tipologia del dibattito, passando dalla forma convegno a quella del think tank. Più dibattito aperto, meno relazioni. stefania piazzo

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