Indipendenti dalle spese. Il caso Guadagnini in Veneto

guadagnini_ridottadi ALDA VANZAN – «Il doppio incarico ce l’ha anche Jacopo Berti. E comunque io non userò doppie stanze nè doppio personale». Colpito e piccato, così Antonio Guadagnini di “Indipendenza Noi Veneto con Zaia” risponde a Jacopo Berti del Movimento 5 Stelle che dalle colonne del Gazzettino l’altro giorno ha tirato in ballo il caso dei monogruppi in consiglio regionale del Veneto con duplici incarichi. Che poi sono solo due: Antonio Guadagnini e Sergio Berlato.guadagnini

Guadagnini è l’unico consigliere regionale eletto per la lista Indipendenza che appoggiava Zaia e che sta in maggioranza – quindi capogruppo di se stesso – ma è stato anche eletto dal consiglio regionale membro dell’ufficio di presidenza. Come capogruppo ha diritto a uffici e tre dipendenti, come consigliere segretario¹ ha diritto ad altri uffici (peraltro più di prestigio) e ad altri due dipendenti.

Ma sono benefit di cui Guadagnini non intende avvalersi. Dice: «Terrò solo gli uffici che mi spettano come consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza. Le due caselle riguardanti il personale che spetta al consigliere segretario le ho già riempite: Arianna Barocco che fa la responsabile e Rosanna Rado. Per quanto riguarda i tre dipendenti che spettano al gruppo, prendo solo Ettore Beggiato con l’incarico di responsabile. Gli altri due dipendenti non li prendo. Rinuncio anche alle stanze». Ma Beggiato dove lavorerà? «All’interno dei locali che utilizzo come consigliere segretario. E se ci sarà bisogno, le altre due dipendenti gli daranno una mano». Ma non si rischia una commistione di ruoli, visto che quello di consigliere segretario è un ruolo istituzionale mentre la segreteria del capogruppo è più politica? «Ma no – dice Guadagnini – si daranno una mano».

consiglio regionaleIl capogruppo dei “Indipendenza Noi Veneto con Zaia”, inoltre, non trova nulla di singolare nell’aver assegnato l’incarico di responsabile del gruppo a Beggiato che, in quanto ex consigliere regionale  per tre mandati (quarta, quinta e sesta legislatura), prende già il vitalizio di oltre 3.700 euro al mese: «Avevo bisogno di una persona di fiducia e competente».

Il capogruppo di Indipendenza non esclude, invece, se la norma glielo consentirà, di “monetizzare” il risparmio del mancato impiego degli altri due dipendenti per avvalersi di consulenti: «Ad esempio, sulla riduzione delle Ulss e sull’Azienda Zero voglio capire bene».

A Berti, infine, dice da che pulpito arriva la predica: «Berti è già capogruppo del M5S, la vicepresidenza della commissione Sanità l’ha avuta grazie ai voti della Lega, sennò andava al PD. Quel posto poteva lasciarlo a uno dei suoi visto che sono in cinque»

La risposta del consiglier Guadagnini fa seguito all’attacco di Berti (M5S) sui consiglieri unici con doppi incarichi.

(dal Gazzettino)

Print Friendly

Recent Posts

One Comment

  1. caterina says:

    sempre polemiche interne di spartizione di potere e spartizione di soldi pubblici e careghe…
    comunque lodevole se si mira alla gestione oculata delle finanze… va segnalata per pretendere altrettanto alle macrostrutture centrali, che continuano a sfregarsi le mani se nella periferie si risparmia…così ce n’è di più per loro!
    per il popolo sfruttatto non cambia niente purtroppo… ci vuole ben altro!

Leave a Comment