Independentista, l’altra faccia del Nord che non si rassegna. Uscito il libro di Luca Polo

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Pubblichiamo di seguito la prefazione del direttore de lindipendenzanuova.com al libro di Luca Polo, Independentista.

di Stefania Piazzo – L’indipendentismo non è una moda, ma lo è stato. Per un quarto di secolo di storia del Paese, ha vestito anche i panni della provocazione politica.
Sul tema dell’indipendenza dei territori, siamo passati infatti da uno stato di insonnia, di tensione morale e civile, di vigile veglia, ad uno stato di torpore, di incosciente deambulazione verso il nulla. In una parola, sonnambulismo.

E’ un male antico, che ha colpito in diverse forme l’Europa che oggi ci ritroviamo, divisa e nazionalista, nata e morta con la prima guerra mondiale, in cui gli stati già allora sonnambuli non avevano capito dove si stessero andando ad infilare mortalmente, con ricadute che un secolo dopo ancora paghiamo.

E’ un male antico che vide cadere anche Costantinopoli, quando i giannizzeri entrarono per una distrazione dei difensori dell’occidente, da una porta pedonale secondaria lasciata incautamente incustodita.

E’ lo stesso male che colpisce la scuola, in cui si elimina la prova di storia dalla maturità. Caduti i confini dell’ignoranza, si possono anche eliminare i compleanni che hanno cambiato la faccia della Terra. Via la geografia alle superiori e ora via la prova di storia all’esame di maturità.

Sapere da dove si arriva e in che tempo si vive non è poi così importante. Per farsene una idea basta andare sul web e vedere cosa ne pensano gli altri. Se quello che leggi è approssimativamente l’idea della maggioranza, ti sei formato una coscienza critica digitale. Quella richiesta per stare al mondo senza poter decidere.

Cade il valore della democrazia rappresentativa, a riempirla ci mettono la nuova generazione di nativi digitali che pensano come un pc, che scrivono mutilando la parola, che agiscono secondo le viscere dei like. I politici lo sanno bene. E pescano lì il consenso.
Il dramma contemporaneo è proprio la negazione delle verità storiche, dove si può insinuare la menzogna e, come nei Gulag, la dissimulazione, l’annientamento della vittima.

Oggi la vittima è l’autodeterminazione dei popoli. Ti fanno credere che non serva e sia una cosa superata.
E’ il disegno per arrivare alla società del silenzio. Senza argomenti non ci sono risposte, non ci sono strategie di difesa, ma solo insinuazioni. Spariscono le categorie bene-male. Esiste solo il non sapere che non può opporsi più a nulla.

Non esiste a queste condizioni una società non solo della conoscenza ma della resistenza.

Le negligenze, principalmente culturali, si pagano care, così come anche i travestimenti autonomisti, principalmente elettorali, con tutti i loro colori e le loro rivendicazioni di autodeterminazione. Non sincere.

E siccome occorreva eliminare anche la casta dei giornali (cosa fatta, tagliando i contributi all’editoria, tanto c’è la rete…), gli stupidi oggi possono prendere il potere facilmente e avere il controllo dei grandi mezzi di comunicazione di massa.

Non ci resta che l’Europa, che è il quadro culturale di riferimento, è e resta la patria per un indipendentista così come per un autentico federalista. Ma non lo sarà mai per un nazionalista, che divide dopo aver omologato.

Un esempio, su tutti. Gli scozzesi non vogliono Londra, ma vogliono trattare da uomini e donne liberi con Bruxelles.
E’ l’altra Europa. Quella che ho conosciuto e apprezzato quando ho incontrato Luca Polo.
Accadde anni fa, la prima volta ad un convegno organizzato dal Centro Studi l’Insorgente sulla figura dell’attivista irlandese Bobby Sands a Varese. In quell’occasione lo sentii dire ad Umberto Bossi, che sedeva in prima fila, che aveva commesso un grave errore confondendo le rivendicazioni economiche con la dignità culturale delle nazioni, l’etnia con l’identità, ovvero con la scelta consapevole personale dell’individuo di appartenere ed identificarsi in una determinata cultura.
I due, alla fine, si strinsero la mano.

Ma questa interpretazione politica delle istanze identitarie aveva iniziato a tenere la Lega lontana, aliena, ai moderni movimenti di autodeterminazione europei, quelli che in Catalogna, in Scozia, nei Paesi Baschi, nelle Fiandre, in Tirolo, in Irlanda, in Galles, in Corsica.

Quando presi poi la direzione del quotidiano lindipendenzanuova, chiamai Luca. Il secondo nostro incontro divenne collaborazione giornalistica che si sviluppò sui temi sui quali lui “è forte”. Ha collaborato per anni con i principali movimenti di autodeterminazione in Europa, soprattutto grazie alla struttura di coordinamento internazionale per l’esercizio del diritto di autodeterminazione che è l’ICEC (International Commission of European Citizens) che ha contribuito a fondare qualche anno fa a Bruxelles. E’ in Europa!

Io non sono certa, come lui, che il Veneto tornerà presto ad autogovernarsi, ad essere protagonista sullo scenario politico internazionale, come lo è stato nella sua storia.

“L’indipendenza del Veneto farà bene alla comunità internazionale, prima ancora che ai Veneti”, mi ha ripetuto spesso. Sì, ma proprio perché la sua rubrica sul quotidiano si titolava “L’altra Europa”, oggi servono “altri politici”. Non sono quelli che oggi declamano l’Europa come persistente nemico esterno per fare la guerra a Parigi o Berlino, per uscire un giorno sì e l’altro no dalla moneta unica.
Non servono né destre né sinistre ma questioni da risolvere, in cui le differenze sociali, culturali e di conseguenza economiche, tra le diverse aree del Paese siano affrontate, risolte. Oggi non c’è né la volontà politica né la classe politica dotata di mezzi culturali per affrontare la realtà di un Paese duale.

La modestia della politica italiana, che spaccia per gigantismo politico il dare voce solo alla pancia della gente, non mi fa intravedere cambiamenti prossimi. La democrazia è diventata oligarchia mascherata e marketing elettorale. Compromessi al ribasso, mai ai rialzo.

Conforta però sapere che esistono minoranze rivoluzionarie, pacifiche, operose.
Tempo fa scrivevo che mi venisse concesso di essere con Peppino Prisco, come ricordava un mio amato direttore di quotidiano, attenta al fatto che “nella vita, come nello sport e nella norma, occorre stare sempre a favore di tutti gli arbitri e stare sempre contro tutti gli arbitrìi. In fondo è tutta una questione di accento”.
Oggi l’accento sono i limiti della democrazia, il cui consenso scaturisce più di ieri da flussi elettorali la cui coscienza e conoscenza si forma alla scuola della scarsa competenza, questo è il vero problema del terzo millennio. Occorrerebbe prima autodeterminarsi dall’ignoranza sovrana.

 

www.independentista.eu

Stefania Piazzo
giornalista

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    A QUANDO I PROSSIMI LIBRI ????
    MI RACCOMANDO INFORMARE TUTTI TRAMITE QUESTO GIORNALE ON LINE. GRAZIE !!!!!!!!
    WSM

  2. giancarlo RODEGHER says:

    Un libro che mi ha talvolta commosso leggendo le varie parti di cui è composto.
    Un libro che merita di essere letto.
    Un libro che spiega molte cose utili per chi voglia capire l’indipendentismo.
    Noi siamo i veri INNOVATORI, non coloro che continuano a tenere in vita e non voler riformare uno stato ottocentesco ormai fallito e che purtroppo continua ad essere alimentato con feroci tasse e balzelli e che alla fine non potrà che portarci al disastro finale, anche se con esso avremo la libertà tanto perseguita.
    Ma perché bisogna arrivare a tanto quando ci sono gli strumenti per evitarlo ?
    Senza autonomie vere, serie questo paese è già finito. Lo possono puntellare quanto vogliono, alla fine crollerà come un castello di carte, è inevitabile per chi vuole vedere. Chi invece fa finta di niente…..sono i macellai che stanno ancora squartando la bestia immonda di cui facciamo ancora parte.
    Stiamo lottando per il bene nostro ma anche degli altri…eppure non ci ascoltano, non ci sentono, non ci credono che potremo finire male. Bene ad ognuno le proprie responsabilità.
    Spero ardentemente di essere smentito, caso contrario so già adesso che il mio sogno di un Veneto libero ed indipendente si avvererà.
    WSM

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