INDEPENDENTISTA, I SENTIERI DELLA LIBERTA’, il libro di LUCA POLO. Prefazione di Stefania Piazzo

COVER BLU front

“Questo non è il mio libro. Questo è il nostro libro. E’ il libro di una comunità di persone eccezionali che in Veneto, in Catalogna, in Scozia, nei Paesi Baschi, nelle Fiandre, in Sud Tirolo, in Corsica, in Sardegna, nel Galles, in Irlanda, in Baviera, in Galizia e in ogni remoto angolo del vecchio continente stanno lottando per costruire un’Europa migliore, e con essa un mondo migliore”luca polo

INDEPENDENTISTA, I SENTIERI DELLA LIBERTA’
(primo libro della trilogia INDEPENDENTISTA)
Ho voluto chiamare questo libro “INDEPENDENTISTA”, con quella “E” al posto della “I” che sembra una piccola differenza e che invece cambia tutto; perché così si dice e si scrive indipendentista in lingua veneta e catalana. Ma anche in inglese, francese, spagnolo, portoghese, rumeno… E non serve certo essere veneti, catalani, baschi, sardi, scozzesi, irlandesi, corsi, sud tirolesi, gallesi, fiamminghi o bretoni per capire che la volontà di autogoverno di queste comunità è soprattutto una questione di giustizia, di concreto esercizio dei diritti umani e di democrazia. E’ una questione che dovrebbe toccare tutte le persone coerentemente e sinceramente democratiche.

IL LIBRO: Storie di donne e uomini sui sentieri della libertà. Un viaggio nelle menti e nei cuori, in Veneto ed in Europa, dentro il fenomeno politico e sociale continentale dell’indipendentismo moderno europeo. Un sentimento, prima che una ideologia, che attraversa ed abbraccia l’Europa da Venezia a Barcellona, da Bilbao ad Edimburgo, passando per Bolzano e Bruxelles. Il racconto di una trasformazione intima, individuale, di una conquistata consapevolezza, di un cambiamento irreversibile personale da cui scaturisce una visione della società e della nuova Europa dei popoli che vogliono costruire. Questo libro racconta l’indipendentismo moderno europeo e soprattutto, dentro di esso, le persone, gli indipendentisti. Ventuno persone ci raccontano la loro personale intima maturazione indipendentista. Perché gli indipendentisti, in modo pacifico e democratico, stanno combattendo una guerra in tutta Europa. Ed è una guerra che hanno tutta l’intenzione di vincere.

PREFAZIONE a cura della giornalista Stefania Piazzo, già direttrice La Padania. Oggi dirige il quotidiano online lindipendenzanuova sul quale l’autore Luca Polo ha tenuto per alcuni anni la rubrica settimanale “L’Altra Europa”.LOGO POLO

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DEDICA in lingua veneta (traduzione a cura della Academia de ła Bona Creansa – Academia de ła Łengua Veneta)

CONTRIBUTI SCRITTI DI:

Aamer Anwar, Rettore della University of Glasgow
Ettore Beggiato, saggista, ex Assessore regionale
Antonio Guadagnini, Consigliere regionale e Segretario del C.R.Veneto
Andrea Favaro, Professore Filosofia del Diritto e Antropologia Giuridica presso la Facoltà di Diritto Canonico “San Pio X” di Venezia
Renzo Fogliata, Professore di Procedura Penale presso la Scuola di specializzazione di Medicina Legale Università di Padova, avvocato del Foro di Venezia, difensore dei Serenissimi, Presidente Asenblea Veneta
Davide Lovat, saggista, attivista politico
Alessio Morosin, Avvocato, candidato Presidente elezioni regionali 2015 con Indipendenza Veneta
Lucio Chiavegato, imprenditore, attivista, ex presidente LIFE, leader Gruppo Chiavegato, indagato TANKO2
Iñigo Jago Arrizabalaga, ex esule politico basco
Lodovico Pizzati, professore economia presso South California University, attivista politico, già Presidente Veneto Stato e Indipendenza Veneta
Silvia Lidia Fancello, Commissaria Pari Opportunità Regione Sardegna
Patrik Riondato, imprenditore, attivista politico e sociale
Gabriele Perucca, attivista indipendentista, Comitato di Liberazione Nazionale Veneto, indagato TANKO2
Alberto Montagner, attivista promozione storia e cultura veneta, Presidente associazione Raixe Venete – Veneto Nostro
Anna Arquè, portavoce ICEC Paesi Catalani, responsabile internazionale della Universidad Catalana d’Estiu
Steven Vergawuen, storico attivista fiammingo, Segretatio ICEC Ngo
Andrea Maroso, candidato Sindaco a Vicenza scorse elezioni per l’area indipendentista
Ruggero Zigliotto, attivista indipendentista, candidato Sindaco area indipendentista scorse amministrative Montecchio Maggiore (VI), Presidente associazione Yes Podemo
Ilaria Brunelli, attivista indipendentista, Consigliere comunale Bassano
Andrea Mion, Segretario partito Sanca Veneta
Giacomo Mirto, attivista indipendentista, portavoce Partito dei Veneti, autore del libro “Il Veneto che vorrei”

AUTORE: LUCA POLO
Veneto, vicentino. Per oltre vent’anni si è occupato di creazione, sviluppo e gestione di reti distributive internazionali in oltre quaranta paesi in tutto il mondo. Sposato, due figli, oggi gestisce un ristorante a Thiene (VI). Per alcuni anni ha collaborato con diverse entità pro-autodeterminazione in Veneto e in tutta Europa. E’ co-fondatore della organizzazione non governativa internazionale I.C.E.C. Ngo (International Commission of European Citizens) di Brussels, organizzazione che si occupa dell’esercizio dei diritti umani nella UE, di cui è stato per cinque anni membro del consiglio direttivo e portavoce per il Veneto. Con ICEC ha collaborato all’ideazione e organizzazione dei primi tre simposi internazionali al Parlamento Europeo per l’esercizio del diritto di autodeterminazione in Europa. E’ stato responsabile degli osservatori internazionali della delegazione veneta per il referendum per l’indipendenza della Catalogna del 1 ottobre 2017. Editorialista di giornali online per alcuni anni, nel 2016 collabora alla realizzazione della sezione internazionale del libro “Il Rischio della Libertà” (D. Lovat – R. Ciambetti). Ritirato dal 2018 dall’attivismo politico si dedica al volontariato e fonda l’associazione Leone Blu per dare supporto alle famiglie con bambini affetti da disturbo dello spettro autistico. I SENTIERI DELLA LIBERTA’ è il suo primo libro, ed è il primo volume della trilogia INDEPENDENTISTA.

PROGETTO GRAFICO: Gianfranco Barco

FOTOGRAFIA/VIDEO: Ph. Ruggero Zigliotto

WEB: www.independentista.eu @independentistaX

ESTRATTI DAI CONTRIBUTI:

“Nella notte fra l’8 e il 9 maggio 1997 otto patrioti veneti, otto Serenissimi, occuparono il Campanile di San Marco facendo sventolare da lassù la bandiera veneta: tutta la nostra gente era pronta quella mattina a correre a Venezia ma fu bloccata da Bossi che parlò di operazione dei servizi segreti”
ETTORE BEGGIATO

“La condizione necessaria per difendere le istanze dei veneti è un partito dei veneti. Come un partito italiano ha la missione difendere gli interessi degli italiani così un partito veneto avrà la missione difendere gli interessi dei veneti. Pensare che un partito italiano possa tutelare le istanze dei veneti è prima di tutto illogico”
ANTONIO GUADAGNINI

“Non so se, dopo la Repubblica Serenissima e dopo l’effimera ed eroica Repubblica di San Marco, io ce la farò a veder nascere la terza Repubblica Veneta; so di certo che combatterò per essa fino all’ultimo dei miei respiri e battiti del cuore e so che i veneti, un giorno non troppo lontano, la vedranno”
DAVIDE LOVAT

“Il Popolo Veneto è portatore di propri valori di solidarietà, laboriosità, identità, che giustificano la volontà di una sua diretta gestione del governo della nostra Comunità. Il Veneto è capace e titolato a darsi proprie leggi, proprie regole”
ALESSIO MOROSIN

“Io parlo di qualità della vita, parlo di ecologia, strade, piste ciclabili, sicurezza, regole e leggi che noi da sempre rispettiamo, mentre in altre parti della penisola vengono ignorate ma fatte rispettare a noi dagli stessi provenienti da quelle zone. Dobbiamo reagire ora perché non saranno gli altri ad adeguarsi al nostro sistema, ma saremo noi, purtroppo, ad italianizzarci sempre più con il degrado e una civiltà che non fa parte del nostro DNA culturale”
LUCIO CHIAVEGATO

“La risposta dell’oppresso è un fenomeno naturale, se ti soffocano e non ti lasciano respirare, dovresti cercare condizioni migliori per sopravvivere e devi promuovere il disimpegno con quello Stato opprimente”
IÑIGO JACA ARRIZABALAGA

“Dopo vent’anni di esperienze, la cosa più importante che ho imparato è che la libertà non è gratis, e i catalani oggi anche su questo ci sono di esempio. I veneti oggi hanno i mezzi, i numeri e la possibilità di autodeterminarsi, è solo questione di consapevolezza e di volontà”
PATRIK RIONDATO

“Purtroppo i veneti rimangono inspiegabilmente succubi del doppiogioco leghista che sfoggia un patriottismo italo-nazionalista con di contorno una politica economica protezionista e statalista in stile prima metà del ‘900, mentre allo stesso tempo si fa promotore delle istanze territoriali che richiederebbero una politica opposta: libero commercio con i partner europei, meno stato nella vita dei cittadini, e sussidiarietà amministrativa”
LODOVICO PIZZATI

“Con entusiasmo, macinando chilometri da Bergamo all’Istria, un demone patriottico mi faceva parlare ai veneti, in sale gremite all’inverosimile, riguardo la libertà della nostra terra occupata illegalmente ed illegittimamente prima dei Francesi, poi dagli Austriaci ed ora degli Italiani”
GABRIELE PERUCCA

“La mia bramosia di sapere, stimolata dai racconti di nonno e padre, mi ha aiutato a riscoprire la mia identità. La mia coscienza poi si è forgiata sulle pietre e sui libri di storia della città. Ed il tempo passa e tu cresci ed arriva il momento delle scelte”
ALBERTO MONTAGNER

“Affascinato da quella pietra, rimasi ad ascoltare lo zio che mi spiegava come il leone alato fosse il simbolo della millenaria Repubblica di Venezia, i cui confini erano marcati proprio da quello che lui chiamò ‘el Leòn de San Marco’, e la prima parola scolpita sul suo libro fosse la cosa più preziosa che abbiamo: PAX”
ANDREA MAROSO

“Se riusciamo a combattere una comune lotta non violenta all’interno di un contesto europeo e nel rispetto dei diritti umani, allora possiamo trascinare noi stessi, ma anche gli altri, oltre il ‘confine dello Stato’. Con mezzi democratici ognuno di noi ha il compito di convincere la maggioranza all’interno della propria comunità della fattibilità dell’autodeterminazione”
STEVEN VERGAUWEN

“E così che si affaccia la consapevolezza che l’autodeterminazione sia l’unica strada percorribile, perché i modelli astratti di un’Italia nata forzosamente dall’ideologismo risorgimentale, non possono funzionare e non funzionano nella realtà”
SILVIA LIDIA FANCELLO

“Per me l’indipendenza è un mezzo, e non un fine, per migliorare la nostra società, per combattere la povertà rispettando la libertà e la democrazia”
ANDREA MION, Segretario di Sanca Veneta

“Ora ho più ragioni per essere indipendentista, il fatto che la Spagna violi i diritti fondamentali al fine di prevenire l’indipendenza della Catalogna è uno dei più importanti ”
ELISENDA PALUZIE – Presidente Assemblea Nacional Catalana

“Penso che il passo che le catalane e i catalani hanno compiuto nel 21 ° secolo non sia stato quello di diventare indipendentisti, ma di verbalizzare senza complessi il fatto di esserlo”
ANNA ARQUE’

“Perché i valori di indipendenza sono anche valori che prendo della mia storia personale e politica. Nato in Argentina, sono l’erede di una democrazia che è riuscita a superare l’oscurità della repressione e la violenza di una dura dittatura. Senza la lotta per un mondo migliore e per lasciarci alle spalle la colonizzazione di territori e popoli non sarà mai possibile la libertà o il pieno esercizio dei nostri diritti civili, sociali e nazionali come comunità. In breve, combatto per i diritti umani in un paese chiamato Catalogna”.
MARIO SORIA AGUILAR – Architetto argentino

“Siamo gli eredi di una storia millenaria, di un passato senza eguali al mondo, di generazioni di veneti che hanno reso grande questa terra e di cui dobbiamo onorare la memoria garantendone un futuro”
GIACOMO MIRTO

“Se questo è accaduto a me, può succedere anche a te. Leggilo anche tu, il giuramento di Perasto. Nulla sarà come prima”
ILARIA BRUNELLI

“In realtà, ho difficoltà a comprendere come molti contemporanei non colgano che, almeno da quando è sorto il pensiero occidentale nelle viscere della penisola greca, uno dei cardini fondamentali della convivenza tra esseri umani è stato (e dovrebbe essere tuttora) il principio di autodeterminazione di ogni persona”
ANDREA FAVARO

“Fin da piccolo volevo combattere per la Regina ed il Paese unendomi alla Royal Air Force e l’idea che qualche decennio dopo avrei cambiato squadra sarebbe stata ritenuta una eresia da mio padre. È una decisione di cui non mi pentirò mai, ma le mie ragioni per farlo non sono perché sono diventato un nazionalista, anzi, al contrario, perché ho rinunciato al nazionalismo britannico per l’internazionalismo. La strada per l’indipendenza è stata una grande cosa per me. La strada per l’indipendenza non fu una improvvisa grande illuminazione, ma ebbe molti momenti lungo la strada come delle schegge, il che inizialmente mi fece dubitare ma alla fine mi portò a credere che una Scozia che controllava il proprio destino fosse l’unica via da percorrere.”
AAMER ANWAR

“Quando vidi sventolare la bandiera di S.Marco dal campanile compresi il significato degli occhi di mio nonno, del libro di Lussu, del disagio provato negli anni di militare, di quel senso di ingiustizia che provavo ogni volta che mi avvicinavo a una istituzione italiana. Fu realmente una folgorazione, una cosa dalla quale non si può più tornare indietro”
RUGGERO ZIGLIOTTO

“Una vergogna tutta fascista mascherata da democrazia, ma che tuttora permea la mentalità profonda e socialmente troglodita di una moltitudine di italiani. Una presunta democrazia ed una Costituzione che negano il diritto di autodeterminazione. Io sono erede di tutt’altro. Di una civiltà colorata e cosmopolita, ricca e tollerante, nella quale risuonavano lo slavo, il greco, l’albanese, il bergamasco, il friulano, dalle Dolomiti al Corno d’Oro, aperta, piena di respiro, ossigeno, boschi e mare.”
RENZO FOGLIATA

CONTATTI: Luca Polo
lucapolomail@gmail.com
tel. +39 348 3914333

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Beh Veneti volemo stò libro nela nostra bibioteca assolutamente !
    WSM

  2. caterina says:

    mi domando come mai con tanti nomi e scritti e impegno profuso non si è mai costituito un fronte unitario che potesse imporsi all’opinione pubblica italiana e a Roma con la forza delle parole dal momento che si rifiuta a priori la forza delle armi fuori moda al giorno d’oggi… e tuttavia esiste anche la forza dell’economia che non è solo lavoro e danè ma dovrebbe essere la forza di una classe, quella dell’imprenditoria, che invece tace o è silente, non si espone… perché pensa solo agli affari suoi?…e questa è la vera debolezza del Veneto!

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