GIANLUCA PINI: INDAGINI CHIUSE, SI VA VERSO IL PROCESSO

di REDAZIONE

Indagine chiusa. Vuol dire che per Gianluca Pini — forlivese, deputato leghista, fumantino patròn di una società di calcio dilettantistica, imprenditore nell’import-export, maroniano di ferro, firmatario della legge sulla responsabilità civile dei giudici — è vicina la richiesta di rinvio a giudizio. È accusato, Pini, di millantato credito, articolo 346 del codice penale (pena prevista dall’ordinamento, da due a sei anni di reclusione). Per la procura di Forlì avrebbe incassato un assegno di 15mila euro da un avvocato forlivese (la somma, secondo le carte dell’accusa, sarebbe stata sarebbe stata versata tra il dicembre 2007 e il gennaio 2008). Perché?

TRA IL 2006 e il 2007 Pini — in una cena a due in un ristorante del centro della città —avrebbe promesso al giovane legale di darsi da fare per la sua promozione all’esame di abilitazione notarile. Stando all’inchiesta del capo della procura Sergio Sottani e del sostituto Fabio Di Vizio, Pini al candidato notaio avrebbe promesso: «Non ti preoccupare, parlerò con Alfonso Papa (deputato pidiellino poi finito in carcere a Napoli nel luglio 2011 per l’inchiesta sulla P4, ndr) e Gino Capotosti (onorevole dell’Udeur, ndr). Li conosco bene… E se non basta vado pure da Alfano (allora ministro della Giustizia del Pdl, ndr)…».

IL SIGILLO alle indagini è stato formalizzato nei giorni scorsi. Ora si attendono — come vuole il codice di procedura penale — le controdeduzioni di Pini, assistito dall’avvocato Carlo Nannini. Non solo. C’è un altro ostacolo che dovrà superare la procura: l’immunità parlamentare. Per processare Pini gli inquirenti dovranno prima ottenere l’autorizzazione a procedere del Parlamento (a meno che Pini, con un atto di volontà, non rinunci al legittimo ‘scudo’ di Montecitorio).

Ma adesso — adesso che i giochi sono fatti — emerge anche il moviere primo di questa storia. Colui che per primo ha dato notizia di questi fatti alla procura di Forlì. Quell’uomo è Francesco Aprigliano. Che pochi giorni prima era stato espulso — da Pini — dalla Lega in consiglio comunale.

VEDIAMO allora cos’è successo. Domenica 22 gennaio. Aprigliano avverte un agente di polizia di avere in mano materiale scottante contro Pini. L’agente lo invita a presentarsi a palazzo di giustizia il giorno dopo. L’appuntamento si concretizza martedì 24, alle 16.30. Aprigliano ha un nastro. Una registrazione telefonica, in cui spicca la voce del giovane legale forlivese. Voce alterata. Sì perché in realtà la promessa di Pini non è mai andata in porto. Perlomeno, i risultati non si son mai visti. «Ma quindi tu glieli hai dati questi soldi?…» chiede Aprigliano… «Sì sì certo…». Tutto registrato.

SI APRE un fascicolo. Scattano le indagini. Bisogna studiare la strategia. Le ore passano febbrili. Tutto si consuma in breve, brevissimo, tempo. Il reato per cui si procede non è corruzione ma millantato credito: «Chiunque — sostiene il codice penale —, millantando un credito presso un pubblico ufficiale, o presso un pubblico impiegato che presti servizio pubblico, riceve o fa dare o fa promettere, a sé o ad altri, denaro od altra utilità, come prezzo della propria mediazione, è punito con la reclusione da due a sei anni di reclusione….». I riscontri investigativi si consumano in pochi giorni. Viene sentito in procura il giovane legale, mancato notaio. Poi viene chiamato Pini. Che però declina l’invito (sulla vicenda il deputato leghista ha parlato con un laconico comunicato, dicendo, nella sostanza: «Non c’entro nulla»). Ultimo atto, l’interrogatorio di Papa e Capotosti, sentiti a Roma, per rogatoria. Il puzzle è completo. Per la procura — per il capo Sottani e il pm Di Vizio — le prove ci sarebbero tutte. L’ultimo atto è inevitabile: chiusura delle indagini, preludio alla richiesta del rinvio a giudizio della procura. A sua volta preludio del processo. Ma prima c’è il Parlamento. Prima c’è l’autorizzazione a procedere. A meno che Pini non dica: «Rinuncio».

FONTE ORIGINALE: http://www.ilrestodelcarlino.it/forli/cronaca/2012/04/13/696475-gianluca-pini-millantato-credito-concorso-notarile-candidato-lage-nord-forli-processo.shtml

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One Comment

  1. Roberto amici says:

    Altro che barbaro sognante. Un perfetto asino ragliante!

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