Indagine Maroni: Ciriello atteso dai pm. Spuntano le intercettazioni?

 di IRENE FRANCESCONI GALLICrozza-imita-Maroni-Bossi-650x359

Giravolta di notizie sulla vicenda dei contratti Expo ed Eupolis che vedono indagato Maroni e il capo della sua segreteria. In tarda mattinata era circolata voc che Giacomo Ciriello  avesse preferito non rispondere alle domande dei pm di Busto Arsizio nell’inchiesta che lo vede indagato per induzione indebita, assieme al presidente del Pirellone, per presunte pressioni per far ottenere 2 contratti di collaborazione a due ex collaboratrici di Maroni che lavoravano con quest’ultimo quando era ministro. Il funzionario  invece, come ha poi fatto sapere il legale, Domenico Aiello, “non era atteso per oggi dai pm. L’avvocato l’avvocato inoltre ha spiegato che “concorderà” con la Procura una possibile data nei prossimi giorni per l’interrogatorio.

Vedi anche: http://www.lindipendenzanuova.com/ciriello-chi-viminale-inail-lombardia/

Per il pomeriggio di mercoledì stata convocata una delle due donne, Maria Grazia Paturzo, oggetto di uno dei contratti finiti nel mirino dei controlli della procura di Busto Arsizio, all’interno a quanto pare di un filone di interrogatori che riguardavano la vicenda Finmeccanica.

Per il pomeriggio i pm hanno convocato come testimone Paturzo, la quale, stando agli atti dell’indagine, avrebbe ottenuto indebitamente un contratto di collaborazione per 2 anni con Expoper un compenso di oltre 5mila euro al mese. Ieri, invece, è stata ascoltata l’altra donna, Mara Carluccio, che ha ottenuto un contratto da Eupolis, ente di RegioneLombardia, per 1 anno e per un totale di 29.500 euro. Ieri sono stati convocati come testi anche l’Ad di Expo Giuseppe Sala e 2 funzionari della società.

Ora c’è un’altra attesa, perché secondo le fonti, gi inquirenti avrebbero intenzione di convocare per l’interrogatorio Roberto Maroni, il quale ieri, tramite il legale Domenico Aiello, ha depositato un’istanza per il trasferimento degli atti dell’indagine da Busto Arsizio per incompetenza territoriale.

Vedi anche: http://www.lindipendenzanuova.com/maroni-indagini-aiello-spostare-inchiesta-da-busto/

Tra le presunte prove che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Busto Arsizio di Roberto Maroni con l’accusa di induzione indebita ci sarebbero numerose telefonate, fatte dal capo della sua segreteria Giacomo Ciriello, con presunte pressioni esercitate su funzionari di Expo 2015 Spa e di Eupolis in relazione a due contratti e su mandato, secondo l’accusa, del governatore lombardo. Da quanto si e’ saputo, sono in corso anche verifiche sulla presunta fittizietà dei contratti.

 

Nell’inchiesta, condotta dai carabinieri del Noe e coordinati dai pm Eugenio Fusco e Pasquale Addesso, ci sarebbe una serie di conversazioni intercettate tra Ciriello e alcuni funzionari delle due società nelle quali lo stretto collaboratore di Maroni avrebbe pressato gli interlocutori per far assegnare i due contratti, agendo, secondo l’accusa, per conto e su mandato del governatore. Da quanto si è appreso, inoltre, il contratto di collaborazione con Expo assegnato a Maria Grazia Paturzo riporta come data di inizio il 21 novembre del 2013 (durata due anni). Più o meno nello stesso periodo un’altra ex collaboratrice di Maroni, Mara Carluccio, avrebbe ottenuto un contratto da parte di Eupolis. In relazione a quest’ultimo contratto, gli inquirenti avrebbero accertato anche un accordo tra piu’ soggetti. Verifiche sono in corso da parte degli investigatori per capire se le due persone assunte effettivamente esercitassero le prestazioni indicate nei contratti. Gli inquirenti, dopo aver accertato lo scorso 4 luglio il presunto reato e aver iscritto Maroni e Ciriello nel registro degli indagati, hanno disposto due giorni fa perquisizioni a Roma e Milano e stanno procedendo alla convocazione di indagati e testimoni. Poi gli atti dell’inchiesta, nella quale si stanno valutando anche altri ipotesi di reato, potrebbero essere trasferiti per competenza territoriale una parte a Milano e una parte a Roma. 

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One Comment

  1. lorenzo says:

    Dunque, proviamo a ricapitolare la vicenda:

    I pm della procura di Milano Eugenio FUSCO e PASQUALE ADESSO (cognomi non esattamente padani), stanno indagando per l’ennesima volta su rappresentanti politici in Regione Lombardia. Questa volta a finirci di mezzo è Maroni (e quindi la Lega) per via di pressioni che sarebbero state fatte da tale Giacomo CIRIELLO, (altro non padano) raccomandato a Maroni da una certa Isabella VOTINO, (beneventana) per far assumere con mansioni dirigenziali in vista dell’Expo 2 donne, tali MARIA GRAZIA PATURZO e Mara CARLUCCIO (anche qui, cognomi e provenienza: non padane). IL CIRIELLO darà modo di lavorare al legale DOMENICO AIELLO (nome dalle chiare origini non padane), scelto come avvocato difensore, il quale è tra l’altro marito della Paturzo.
    Beh direi che basta questa cronaca per avere conferma di come questo sia un paese da operetta e da tragicommedia napoletana. Ma direi anche che basta questa cronaca per avere la conferma non tanto che la Lega abbia fallito nella sua battaglia storica, ma che in questo paese settenrionali si sono divisi ruoli e compiti: ai meridionali, spettano contemporaneamente la parte delle guardie e dei ladri, (“guardie e ladri”), ai settentrionali, spettano contemporaneamente la parte dei “cornuti e mazziati..”.
    Avanti così, sino alla fine… (E che la fine arrivi presto…)

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