Inchiesta Bossi: giallo su Parlamento non informato come parte offesa. I pm: sapevate

di REDAZIONETACCA - LEGA NORD: UMBERTO BOSSI SI DIMETTE

Giallone padano.  L’Ispettorato generale del Ministero della Giustizia ha scritto al Tribunale di Milano e al presidente della Corte d’Appello, Giovanni Canzio, per
verificare se a Camera e Senato sia mai stato notificato l’atto in qualita’ di persone offese nel procedimento a carico dell’ex leader della Lega Nord Umberto Bossi e di altre persone per la presunta truffa sui rimborsi elettorali da circa 40 milioni di euro.
Da quanto si e’ saputo, gli ispettori del Ministero della Giustizia, anche a seguito di un articolo pubblicato il 14 novembre scorso sul sito web di ‘Repubblica’ e dal titolo ‘Processo a Bossi, la Camera non si costituisce parte civile. ‘Non ne sapevamo nulla”, hanno chiesto ai vertici del Palazzo di Giustizia milanese se e’ vero che il Parlamento non ha ricevuto le notifiche dovute come persona offesa. Camera e Senato avrebbero potuto, infatti, costituirsi come parti civili il 10 ottobre scorso nell’udienza preliminare davanti al gup di Milano, cosa che invece non e’ avvenuta. Nel frattempo il filone di inchiesta sulla presunta truffa e’ stato trasmesso a Genova per competenza territoriale su decisione del gup. A Milano e’ rimasta un’altra tranche del procedimento sui fondi del Carroccio.
Da quanto si e’ saputo, il procuratore aggiunto Alfredo Robledo, titolare dell’inchiesta, ha raccolto documentazione per spiegare che le notifiche dovute a Camera e Senato sono state effettuate, anche da parte dell’ufficio gip. L’ispettorato generale del Ministero, che svolge compiti di controllo sugli
uffici giudiziari, ha chiesto chiarimenti sulla vicenda.

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    La legge si applica contro il nemiko e si ignora se riguarda l’amiko: diritto romano.

    Saluti

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