In Turchia vince Erdogan. In Francia avanza la destra

di REDAZIONE

Recep Tayyip Erdogan e’ riuscito nell’impresa giudicata impossibile da tutti gli analisti di sovvertire le previsioni e vincere nettamente le elezioni municipali turche. Voto – funestato da 8 morti – vissuto dalla Turchia come un referendum sul suo premier e le sue chance di proseguire la sua carriera politica, in vista delle presidenziali del 2 agosto. I turchi hanno dimostrato scarso interesse alle polemiche per la sanguinosa repressione lo scorso anno della rivolta di Gezi Park a Istanbul e la tangentopoli sul Bosforo, che ha visto familiari e suoi ministri chiamati in causa, Recep Tayyip Erdogan ha vinto le elezioni municipali. L’Akp di Erdogan, che nel 2009 alle precedenti amministrative aveva ottenuto il 39%, (con il 57% delle schede scrutinate) e al 46,3% a livello nazionale. In leggero arretramento solo rispetto al 49,8 delle politiche del 2011, politicamente un’era geologica fa, quando era l’incontrastato padrone della Turchia.

Nuovamente sconfitti i laici nazionalisti del Chp (eredi del fondatore della Turchia moderna, Mustafa Kemal Ataturk) sono al nettamente indietro 28. Lo stesso il Mhp (braccio politico dei Lupi Grigi) al 14,7%. Ad Istanbul, la citta’ piu’ grande della Turchia, con il 72% delle schede verificate il sindaco uscente dell’Akp, Kadi Topbas, e’ al 50,1% mentre lo sfidante del Chp, Mustafa Sarigul e’ nettamente indietro al 41%. Nella capitale Ankara (44% schede) l’Akp e’ al 45,5% seguito dal Chp al 42,7. In testa i laici del Chp nella loro roccaforte storica Smirne (45% schede), la terza citta, con il 51,2% contro il 35,4% dell’Akp.

Se i dati ufficiali saranno confermati, superato questo scoglio, la strada di Erdogan verso le elezioni presidenziali del 2 agosto sembra spianata mentre si fa quasi impossibile una riconferma di Abdullah Gul, che ultimamente aveva preso le distanze del suo ex amico. Sempre che non continui lo stillicidio di intercettazioni diffuso su internet, cui ha reagito da autentico sultano con la censura, prima provando a spegnere Twitter e poi YouTube e minacciando di fare altrettanto con Facebook. Erdogan si e’ difeso dalle accuse sostenendo di essere vittima di un complotto le cui fila sono tirate dal suo ex amico, l’imam Fetullah Gulen, autoesiliatosi negli Usa, a capo della potente movimento religioso islamico pragmatico, Hikmet.

E in Francia? Il secondo turno delle municipali francesi si conferma una debacle per i socialisti, che vedono diversi bastioni della sinistra passare a destra e si consolano con la conferma di Parigi, dove la socialista Anne Hidalgo ha battuto la sfidante dell’Ump, Natalie Kosciusko-Morizet, con il 54,5% dei voti. “Il primo partito in Francia e’ l’Ump” ha immediatamente esultato il leader conservatore, Jean-Francois Cope’, con i sondaggi che danno la formazione di destra al 49% a livello nazionale, contro il 42% dei socialisti e il 9% del Front National. Caso eclatante quello di Limoges, dal 1912 governato dalla sinistra, e passato a destra. Insieme a questa, ci sarebbero anche Saint-Etienne, Reims, Quimper, Nevers, Dunkerque, Angers, Tours e Amiens. La sinistra mantiene Metz, Rennes, Brest, Lens, Strasburgo e conquista Avignone. Ma i risultati mostrano comunque un quadro negativo, come ha sottolineato Segolene Royal, che ha parlato di “avvertimento molto grave che bisogna prendere seriamente”. Conferme sono arrivate dalla portavoce del governo, Najat Vallaud-Belkacem che ha parlato di “risultati negativi, deludenti per la sinistra”. “Abbiamo sentito il messaggio dei nostri elettori”, ha aggiunto, mentre gia’ e’ stato annunciato per domani un rimpasto dell’esecutivo.

Da parte sua, il movimento di estrema destra di Marine Le Pen – che ha presentato candidati in 600 su oltre 36.000 comuni – ha conquistato due grandi citta’, Frejus e Beziers, insieme alle minori Hayange, Vllers-Cotterets e Cogolin, totalizzandone sei, compresa Henin-Beaumont, guadagnata al primo turno. “Siamo passati ad un altro livello. C’e’ ora un terzo partito nel nostro Paese”, ha confermato orgogliosa la Le Pen. Il Front National manca pero’ il bersaglio sia a Forbach che a Perpignan, quest’ultima dove si era candidato il compagno della Le Pen, Louis Aliot. Vittoria anche per i Verdi che possono vantare la conquista di Grenoble. Resta il dato significativo dell’astensionismo: secondo le prime stime, al secondo turno la partecipazione si e’ fermata al 61,5%, mentre sono rimasti a casa il 38,5% degli aventi diritto, una cifra record per le amministrative, cresciuta rispetto al primo turno (36,45%). Il record tout court resta il 42,77 delle politiche del 2012.

 

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One Comment

  1. niki says:

    Amici in Turchia (turchi) mi parlano di interi seggi svuotati delle schede e riempiti con schede del partito di Erdogan… facile vincere così.

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