In tempo di crisi non si butta nulla: in aumento il lavoro dei calzolai

di CLAUDIO PREVOSTI

In tempi di crisi si fà quel che si può per risparmiare, e ad un paio di scarpe nuove si preferisce tirare fuori le care e vecchie calzature dell’anno precedente e rimetterle a nuovo grazie all’abilità dei calzolai che negli ultimi anni, nonostante la crisi economica, hanno visto il loro lavoro aumentare sempre di più. Soprattutto i così detti calzolai ‘riparatorì, quelli che tolgono le suole e i tacchi e li sostituiscono, ripuliscono le superfici, tagliano, incollano e infine lucidano facendo tornare le nostre scarpe come nuove. «Sono 25 anni che faccio questo lavoro -racconta all’Adnkronos Lorenzo Tutone, un noto calzolaio di Firenze nord- e devo ammettere che con la crisi le riparazioni sono aumentato moltissimo. Le riparazioni più richieste sono quelle ai tacchi delle donne e degli uomini e nell’ultimo periodo c’è stato un aumento di richieste anche per la sostituzione delle suole delle scarpe». «Per noi la crisi è stata in un certo senso positiva -sottolinea- ma la sentiamo comunque perchè lavoriamo di più e guadagnamo di meno a causa delle spese e dell’aumento del costo della vita». Tra le spese maggiori, precisa Tutone, «c’è quello delle materie prime per le calzature».

Ma il calzolaio ‘riparatorè ha anche un vantaggio in più: quello di poter ‘rattopparè anche altri oggetti in cuoio come borse o pantaloni, come spiega Tutone: «Io come molti dei miei colleghi, riparo un pò di tutto e questo chiaramente mi permette di guadagnare di più. È tantissima la gente che ricorre a questo tipo di lavori, soprattutto in questo periodo». Secondo i dati di Confartigianato, nel I semestre del 2012 il numero di imprese di calzature in Italia è di 4.556 con un incremento del +0,7% rispetto all’anno precedente. «Il lavoro è aumentato sicuramente anche per la crisi, ma non solo», dice il veronese Paride Geroli, presidente regionale di confartigianato e presidente dell’Associazione Nazionale 2.0. «Ci sono sempre meno calzolai e la gente chiede sempre più riparazioni -prosegue il calzolaio di Verona- perciò il lavoro è cresciuto». In particolare sono aumentate, racconta Geroli, le richieste di ‘riparazionì a scarpe di poco valore, come quelle comperate al mercato o le calzature «provenienti dalla Cina fatte con materiali di poca qualità -sottolinea- e che varrebbe la pena di buttare».

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4 Comments

  1. Lorenzo s. says:

    Il lavoro me lo faccio fare senza scontrino: il “non si butta via nulla” deve riguardare non solo le scarpe ma anche i soldi estorti dallo stato.

  2. Albert Nextein says:

    Sono molto aumentati anche i riparatori di biciclette, e le sarte che riparano abbigliamento.

  3. eridanio says:

    Anche le sartine e le acconciatrici a domicilio ed altri servizi alla persona o piccole riparazioni hanno da far andar le mani sempre più.
    7° arrangiarsi 8° farla franca e 5° chi ha i soldi in tasca ha vinto.

    Questi si sono già indipendenti. Questi almeno combinano qualche cosa di buono.

    Possono portargli l’iva anche al 50%, loro sono immuni e son contento per loro.

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