In Svizzera i politici si dimettono in fretta. Istruzioni per mollare la poltrona

di REDAZIONEEXPO 2015.Posa della prima pietra al cantiere  di Rho Fiera

Scorrendo le notizie sul quotidiano il Corriere del Ticino, ci si imbatte in pezzi davvero singolari. Pezzi di una rarità unica rispetto al mondo cronachistico della politica italiana. I senatori a vita resistono a qualsiasi riforma e abbattimento del Senato, i politici indagati altrettanto, tanto ci pensa la giunta per le autorizzazioni a procedere. In Svizzera, invece, la politica non si fa per mestiere, non è un lavoro a vita.

Ecco cosa si leggeva infatti sul quotidiano ticinese: Undici partenze in tre anni-Bellinzona: dall’inizio della legislatura oltre un quinto dei consiglieri comunali ha lasciato la carica.

E andiamo avanti: BELLINZONA – Undici in poco meno di tre anni. Tanti sono i consiglieri comunali di Bellinzona che hanno rassegnato le dimissioni nel corso dell’attuale legislatura iniziata con la seduta costitutiva del 2 maggio 2012. Il numero delle defezioni sale a dodici se si conta anche quella del già sindaco Brenno Martignoni che, seppure eletto in seno al Legislativo cittadino, ha fin da subito rinunciato a ricoprire la carica lasciando il suo posto sui banchi del Noce a Fabio Cagni.

Non entriamo nel merito delle vicende elvetiche, sono problemi loro, ma l’approccio alla politica e al governo della cosa pubblica è avanti anni luce rispetto alle nostre modeste improvvisazioni federaliste. Imparare, osservare e, per chi ne ha il coraggio, copiare.

 

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