In Italia comanda il partito unico dello statalismo

di GIUSEPPE ISIDORO VIO

L’Italia è un paese poco liberale, poco democratico e poco socialista ma soprattutto profondamente e inguaribilmente statalista. Infatti, se per liberalismo politico s’intende lo Stato di Diritto (uguaglianza formale dei cittadini e diritti civili) in teoria siamo quasi tutti liberali in Italia. Tutti possono essere intercettati telefonicamente, eppure qualcuno ritiene che Napolitano non potesse esserlo.

Se l’evoluzione dello Stato di Diritto è la democrazia (pluralismo dei partiti, libere elezioni a suffragio universale) in teoria siamo quasi tutti democratici in Italia. Infatti, noi non siamo come quei paesi tipo la Cina, la Corea del Nord o l’Arabia Saudita, dove esistono partiti unici, monarchi o dittatori. Eppure, anche nell’Italia democratica, Monti ha governato senza essere stato eletto.

Se l’evoluzione delle democrazie sono le social-democrazie di cui quelle nord europee rappresentano il modello di riferimento e se per Stato sociale (welfare) s’intende, se non proprio l’uguaglianza economica, almeno i diritti sociali per i più poveri (istruzione, casa, sanità, pensione) in teoria siamo quasi tutti socialisti in Italia. Eppure in Italia ci sono ex-statali le cui pensioni sono 50 volte quella sociale di vecchiaia e presidenti di regioni il cui stipendio è superiore persino a quello di Obama, presidente di una democrazia per niente sociale e di uno stato notevolmente più grande e popoloso. Vendola, che ha firmato il patto di sottomissione con Bersani (che se l’è fagocitato rendendolo funzionale al sistema italiano) è quindi un falso socialista, un’ipocrita venduto al sistema.

Se per liberalismo economico (o liberismo) intendiamo economia di libero mercato globale, poco stato e poche tasse (una questione dove dovrebbero emergere le differenze tra destra e sinistra) ecco delinearsi invece l’appiattimento quasi generale sulle posizioni stataliste, a destra a causa dell’eredità fascista, a sinistra di quella comunista (incline al Capitalismo di Stato) e al centro perché è il luogo dove destra e sinistra sfumano incontrandosi. Di conseguenza, l’amara, implicita e per certi versi scontata verità è che in Italia esiste il partito unico, anche se ben sfaccettato, ossia il partito dello statalismo e che il liberismo non s’è mai visto, facendo così dei liberisti una specie rara e di poco conto.

Il potere economico privato (sistema bancario, grande impresa) che dovrebbe essere in opposizione alla sinistra statalista in realtà ha quasi sempre inciuciato con essa (ovviamente al centro e con l’appoggio del sindacato che si distingue per il suo statalismo) per il controllo dello Stato (e dei contribuenti). Come non ricordare che la Banca d’Italia è privata pur svolgendo una funzione pubblica? Può bastare questo per dimostrare quanto lo stato e l’oligarchia economica privata siano interconnessi?

La vera anomalia del capitalismo privato italiano, oligarchico ed esclusivo è sempre stata quest’utilitarista commistione col capitalismo di stato che, sul piano politico, significò appoggiare la destra al tempo del fascismo e poi la sinistra con l’imporsi dei governi di centro-sinistra. Questa scelta partita dai salotti buoni del potere economico di appoggiare questi governi si è trasferita poi anche sul piano sociologico per cui, grazie anche al martellamento continuo della stampa assoldata, una parte cospicua della classe dei benestanti che prima stava a destra è stata spinta progressivamente sempre più a sinistra.

I salotti buoni del potere economico italiano che tendono la mano a sinistre e sindacato per spartirsi la torta (contributi) sono a numero chiuso. Berlusconi, per quanto abbia supplicato e sbattuto i pugni sul portone d’ingresso, ne è sempre rimasto fuori ed è dovuto scendere in campo per farsi, a carte scoperte, i suoi interessi con tutti i rischi connessi, mentre altri imprenditori (in primis De Benedetti) se ne stavano nell’ombra a tessere le loro fila e non è neppure ammesso defilarsi da questi salotti senza pagare dazio dopo averne goduto i privilegi (gli Agnelli, rappresentati da Marchionne, ne sanno qualcosa). Chi si oppone al sistema in nome del liberismo economico antistatalista o anche solo per cambiare, il sistema trova sempre il modo di farlo fuori o fagocitarlo.

Il male dell’Italia è lo statalismo, ma gli italiani, si sa, sono mammoni e lo Stato è la mamma universale. Tanti, troppi bamboccioni incapaci di badare a se stessi lo cercano e lo implorano e il sistema non vuole cederne il controllo e ridurne le funzioni perché lo Stato è una formidabile macchina per prelevare soldi da chi produce ricchezza che il sistema ridistribuisce poi a suo piacimento (apparati clientelari, partiti e macchine elettorali, imprenditoria connivente).

La “Cina è vicina” è il titolo di un datato film di Bellocchio ma oggi più che mai. Il modello cinese è, infatti, uno Stato totalitario, a partito-sindacato unico che persegue (a parole) l’ideale comunista dell’uguaglianza economica e sociale. Sull’altare di questo ideale sono pretestuosamente sacrificati i diritti formali rendendolo con ciò uno stato assolutamente anti-liberale. Nel perseguire tali obiettivi la Cina si avvale dei meccanismi economici del libero mercato globale, con grande vantaggio del capitalismo di Stato (e della sua nomenklatura) ma garantendo anche quello privato. Un mix poco comprensibile per le schematiche menti anglo-occidentali, ma economicamente efficace e (mi si passi la provocazione, considerando cosa siamo ormai capaci di ingurgitare dal nostro piccolo orticello italiano) sicuramente un minestrone che condito con un po’ di salsa al pomodoro italiano sarebbe già ben digeribile per quasi tutti anche in Italia.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

3 Comments

  1. Dan says:

    L’italia non è una democrazia per una lunga serie di ragioni

    – Ras di partiti che scelgono chi entra ed esce da camera e senato

    – Posizioni privilegiate raggiungibili solo attraverso nomine non sottoposte ad alcun controllo popolare, in grado a loro volta di nominare coloro che li possono nominare, una vera e propria super casta.

    – Referendum spesso volentieri ignorati quando non sono direttamente invalidati per legge

    ma soprattutto, la cosa più importante

    – decine di milioni di pecore che non vogliono avere pensieri ne responsabilità quindi si limitano a mettere una croce su un pezzo di carta ogni tanto, gettando nel cesso la loro fetta di sovranità popolare

  2. Anthony Ceresa says:

    lunedì 21 gennaio 2013
    Anthony Ceresa: “Ora è tempo di Spiritualità Laica”

    Le religioni e le ideologie hanno superato il loro tempo senza alcun apporto tangibile alla Società…. Ora è tempo di Spiritualità Laica
    Poems and Reflections
    Lo spirito o spiritualità, ossia il modo di essere della materia vivente, rappresentata dall’Anima che è la vita e la Coscienza che ci guida nei comportamenti di socializzazione per fraternizzare, amare, ragionare, e formare una condotta Etica individuale verso il rispetto collettivo nel corso dell’esistenza.
    Prendo come riferimento di partenza sull’argomento un commento di Paolo D’arpini, scrittore, filosofo e critico per eccellenza, su un pensiero importante, che condiziona la vita dell’uomo nel bene e nel male, in conseguenza delle diverse visioni del Credere nella confusione esercitata dalle infinite Filosofie Religiose esistenti a livello Planetario, impostate sul surrealismo come risultato psichico del ragionamento dentro e fuori al mondo dell’inconscio, spesso interpretate con gravi danni provocati da estremismi, rispetto a ciò che dovrebbe essere la realtà rappresentativa del vivere abbracciati gli uni agli altri per tanta ricchezza gratuita offerta da Madre Natura.
    Paolo D’arpini in un commento sul Giornaletto di Saul fa una precisazione sul concetto di Spiritualità Laica:
    “Prima delle religioni e delle filosofie, l’uomo ha percepito l’anelito spontaneo della coscienza a scoprire la sua origine. Questa stessa ricerca immessa nel quotidiano dei nostri giorni può essere meglio definita (vivendo in un mondo fortemente ideologizzato) ispirandoci maggiormente sulla “Spiritualità Laica”.
    Accolgo questo termine come un aggiustamento linguistico per descrivere la ricerca spirituale in termini di libera espressione individuale subordinata al concetto di Giustizia Sociale. Le filosofie sono gabbie schematiche, e l’anelito verso l’autoconoscenza non ha bisogno di alcun concetto od ideologia….”
    Prosegue Anthony Ceresa –
    La “Spiritualità Laica”, intesa come realtà dell’essere e di comportarsi rispetto alle diverse posizioni ideologiche e contrastanti presenti all’interno della società universale, per assicurare una condotta più realistica dell’individuo, rifacendosi con maggiore concretezza sui Diritti e Doveri dell’uomo in modo etico, di fronte al pluralismo delle opinioni filosofiche Religiose che creano disuguaglianze, rivendicazioni e guerre.
    Anzi direi che il fine della Spiritualità Laica è proprio quello di liberare l’uomo da tali ideologie, separando la realtà della vita, dalla libertà fantasiosa delle Credenze sopranaturali senza riscontri positivi.
    L’insistenza nelle filosofie o ideologie astratte meglio definite come frutto delle proprie visioni e del proprio pensiero, o del pensiero di gruppo, si possono giustamente catalogare come gabbie schematiche per creare confusione nel vivere dell’uomo in tutti i tempi.
    Un uomo si ferma in una piazza affollata e guarda con insistenza verso l’alto, verso il cielo. Di li a poco un maggior numero di presenti imitano l’uomo guardando verso l’alto. Ad un certo momento qualcuno fra la folla di curiosi, indica un punto per una visione particolare e da li nasce sempre maggiore interesse della piazza a guardare verso l’alto, suscitando il richiamo dell’immaginazione visionaria.
    La scienza riconosce nella filosofia e nelle immaginazioni personali (il brain storming), il gioco creativo di idee promotrici del pensiero rivolto al migliorarci, sottoponendolo allo studio attraverso la ricerca della verità scientifica, tanto ribattuta da Socrate (Atene 469/399 a.C.) che ci invita alla riflessione continua, al fine di esercitare una concreta applicazione per il miglioramento di noi stessi, tramite l’arricchimento del sapere e più in generale al miglioramento della Società per un avanzamento nella qualità della vita.
    Insistere su ideologie personali senza una dimostrazione tangibile, ragionata, palpabile o comprovante, ci guida ad un aforisma molto usato da oltre due mila anni “Errare è umano ma insistere e diabolico”, attribuito in origine a Lucio Anneo Seneca, nato a Cordova Spagna nel 55 a.C. e morto a Roma nel 40 d.C. di cui il tempo ha cancellato ogni traccia dell’autore per attribuire ad altri il senso del significato.
    In Italia gli umanoidi evoluti o androidi umanizzati da interessi superiori di parte, sono limitatamente a conoscenza della Spiritualità filosofica della Fede Cristiana e dei suoi cambiamenti che si distanziano dagli insegnamenti originali, benché nella realtà dei comportamenti di alcuni Ecclesiastici a differenza di altre Fedi, c’è di mezzo un oceano di fatti e colpe impunite che denigrano totalmente il Credo, ma pochissimi sono a conoscenza dei valori offerti dall’applicazione della “Spiritualità Laica”, per una maggiore consapevolezza delle nostre azioni e quelle di alcuni Governanti parassiti, per un avanzato comportamento individuale e una guida più realistica della Società civile, piuttosto che affondare in filosofie astratte.
    La non applicazione della “Spiritualità Laica” come concetto di base nella Pubblica Amministrazione, ha trasformato gli individui verso soluzioni di interessi di parte, deprivandoli della vergogna, con risultati grotteschi verso il declino dei Costumi, del rispetto verso il prossimo, accrescendo l’egoismo, l’inganno e la appropriazione formulata sul Potere ai danni dei più deboli.
    Siamo nell’era in cui la reputazione e la mancanza di vergogna, ha ceduto il passo alla notorietà. Vale a dire che tutti vogliono essere visti e conosciuti come individui fuori dalle righe, sfidando i regolamenti etici, considerandosi miti prediletti appartenenti al popolo dei beati.
    La crisi di entità e di comportamento, la mancanza di etica da parte di individui preposti al Comando nei piani alti dei Governi e Istituzioni, si traducono in una crisi di Civiltà colpendo la Società dei più deboli, distruggendo l’Economia, soffocando l’Informazione e il Diritto, guidando il mondo verso una crisi ben più grave che si ripercuote nelle coscienze.
    Si sono persi di vista i beni della natura e il loro significato. Sgozziamo selvaggiamente esseri appartenenti al regno animale per nutrirci di carne rendendo l’uomo allo stato primitivo, mentre oggi disponiamo abbondantemente di sostanze vegetali che annullerebbero la trasmissione di molte malattie.
    In un Isola non distante dal Giappone, gli isolani campano oltre i 100 anni in ottima salute, nutrendosi esclusivamente di frutta e vegetali. E’ anche vero che la mancanza di inquinamento permette una crescita più sana della popolazione.
    Si rincorre ciò che mette in mostra lo stare al disopra degli altri pur non avendo titolo.
    Si è persa la cognizione nell’uso del tempo, accrescendo i pensieri e il malessere della Società, modificando progressivamente il modo di essere, uomini fuori ma selvaggi dentro.
    Andiamo alla ricerca di bisogni secondari, generati prevalentemente da vizi e dall’egoismo ormai fuori controllo.
    Tutto diventa indispensabile, collegando al Dio soldo tutte le soddisfazioni e passioni impostate sul consumismo, materialismo e i piaceri eccessivi della vita per apparire e suscitare apprezzamenti illusori.
    La mancanza di vergogna è stata cancellata dalle virtù di saggezza con la tendenza ad apparire dove i valori dell’uomo sono stati sostituiti da vizi impropri appartenenti ad alcune specie nel regno animale.
    La parola d’ordine per non precipitare del tutto nell’arretramento della Civiltà, rende estremamente necessaria una seria riflessione sulle reali ed attuali condizioni del Paese, per programmare la strada che intendiamo proseguire per il bene delle generazioni presenti e future.
    Le Religioni hanno superato il loro tempo senza alcun apporto tangibile alla Società.
    Guerre e guerriglie continuano incessanti dove tutti pretendono di combattere in nome di Dio per la pace nel mondo o per la scoperta di formule magiche del buon vivere.
    Il Santo Padre Paolo secondo ha avuto il coraggio di chiedere perdono per i gravi errori passati commessi dalla Chiesa, ma dopo la sua morte la situazione é precipitata peggio di prima e tutte quelle riforme correttive auspicate dal Santo Padre sono divenute cosa morta.
    Il Potere continua a manovrare gli esseri come greggi di capre senza diritti.
    I danni della mala politica vengono riversati senza alcuna vergogna sulla Collettività.
    La Politica del minga continua ad emettere Leggi anti umane e a distanza di tempo si rendono conto che tali leggi sono anti Costituzionali.
    Un colpo di Stato programmato dall’alto della Repubblica disautorando i voleri del Popolo e del Parlamento, riportando l’Italia ai tempi degli orrori di Josif Stalin e Lavrentiy Beria, con immani sofferenze e suicidi, dando origine alla formazione di un Governo Tecnico formato da Professori descritti come super dotati nel nulla, per riordinare la Politica Nazionale, in seguito ai tanti danni commessi da gruppi di araffoni nel corso dei tempi, ed invece di correggere, si sono bestialmente accaniti contro i cittadini, con gravi ripercussioni sul futuro della Nazione. I Professori verranno ricordati come gli autori dei mali del secolo.
    Non si riesce a capire perché il nuovo esecutivo impostato su One Man Decision senza esperienza, ha preferito salvare le Banche già formulate su un sistema speculativo e dispersivo, sopprimendo il Paese, facendo fuggire i capitali, anziché pagare i debiti dello Stato per servizi resi da Imprese Private, aiutare le imprese in difficoltà, ridurre la disoccupazione, mantenere il livello di vivibilità e del movimento Economico nel Paese, punire la corruzione Istituzionalizzata, organizzare concorsi pubblici per lo sviluppo dell’economia, del lavoro, eliminare i Monopoli dello Stato, mettere ordine nelle Istituzioni, rivedere la Costituzione apparentemente formulata di notte, ridurre il peso della Globalizzazione, liberare il Paese dallo strozzinaggio dell’Euro, ridurre i costi della Politica, ridurre l’inquinamento che pesa maledettamente sulla Sanità Nazionale, ecc., tantissime cose da fare, trascurate o impostate alla rovescia per mancanza di buon senso.
    Si rende alquanto importante per la salvezza del Paese la necessità di introdurre con adeguata severità lo sviluppo della “Spiritualità Laica” impostandola fermamente sull’Etica della Politica, per salvare la Nazione da un ulteriore decadimento di Civiltà, ridurre il numero dei Partiti Politici ad un tetto del 20%, per eliminare le bucce di banana e relative conseguenze, ridurre gli infiniti eserciti di Consiglieri di parte inutili al Paese, eliminare i finanziamenti ai Partiti e servirsi della collaborazione gratuita dei cittadini, attraverso sistemi referendari, per impostare programmi e necessità con la collaborazione di tutti, rispettando il significato di Democrazia.
    Anthony Ceresa
    Pubblicato da Paolo D’Arpini a 11:34
    Nessun commento:

  3. Lo scontro tra il popolo dei produttori privati e quello dei parassiti-mantenuti di Stato è improcrastinabile.
    Però alla condizione di accorgersi di appartenere alla categoria dei produttori!

Leave a Comment