In calo le denunce di stalking. Donne rassegnate a subire. Gli stalker restano impuniti

donne2di ANGELO VALENTINO – Sono uomini che fanno violenza e sono ancora uomini quelli che raccolgono le denunce e sono uomini quelli che infliggono pene miti. Inconsistenti. Lo stalker resta impunito, si sente forte, e uccide. Vale la pena denunciare? I dati dicono che tanto non cambia nulla, tanto vale subire. Sono state infatti 8.480 nel periodo tra gennaio e settembre 2017 le denunce per stalking, di cui oltre il 72% in danno di donne, in calo del 15,76% rispetto alle 10.067 nello stesso periodo del 2016; i maltrattamenti in famiglia (di cui circa il 79 % in danno delle donne) sono stati 9.818 a fronte di 10.876 nello stesso periodo del 2016 (- 9,73 %); le violenze sessuali (di cui oltre il 90% in danno delle donne) 3.059 a fronte di 3.095 nello stesso periodo del 2106 (- 1,16 %). Si tratta di quelli che la Polizia considera ‘reati spia’ e “indici importanti di un rapporto uomo-donna malato, che può pericolosamente degenerare”.

Ma possiamo anche aggiungere che il calo delle denunce non è il calo dei reati vili e agghiaccianti.

Certo, a sostegno delle donne, per incoraggiarle a parlarne, la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato ha attivato il progetto Camper, con un team multidisciplinari di funzionari di polizia, medici, psicologi, rappresentanti di centri antiviolenza e ad altre istituzioni e associazioni impegnate su questi temi. Ma non basta se la legge non fa la sua parte.

La campagna, nel corso di un anno, ha portato ad oltre 45.000 contatti che in 450 casi si sono tradotti in segnalazioni all’autorità giudiziaria. Inoltre, da un punto di vista strettamente operativo, in tutte le Questure d’Italia è stato adottato dall’inizio dell’anno il protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite), che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e consente di inserire nella banca dati delle forze di polizia – indipendentemente dalla proposizione di una denuncia o querela – una serie di informazioni utili a ricostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. Il protocollo E.V.A. ha consentito finora di gestire ed analizzare 3.607 segnalazioni portando in 62 casi all’arresto in flagranza ed in 104 casi alla denuncia. E’ un importante passo avanti, ma occorre che si faccia maggiormente sistema tra la vittima, chi ne accoglie il dolore e chi deve giudicare il criminale. Troppo spesso sottovalutato. Lo dicono questi numeri che mostrano la rassegnazione delle donne.

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One Comment

  1. FIL DE FER says:

    Se le cose stanno così, e stanno così, stiamo vivendo in un paese incivile soprattutto per le sue leggi che tutelano i delinquenti e non le vittime.
    Così è anche per i furti, la legittima difesa e tanto ancora. Mi chiedo se i politici quando studiano in commissione le leggi e poi le portano all’approvazione si rendano conto di quali responsabilità si stanno caricando sulle loro spalle e sulla loro coscienza.
    Ma forse sto esagerando, sono così abituati a masturbarsi il cervello che quando fanno le leggi sono già arrivati alla frutta ed il buon senso e la logica e l’etica per loro non esistono più.
    Si può dire di tutto ma che facciano leggi giuste, corrette e soprattutto “oneste” questo non si può assolutamente dirlo. I fatti dimostrano ogni giorno che ci troviamo difronte a legislatori incapaci, incompetenti e soprattutto disonesti intellettualmente poiché è inammissibile che i delinquenti la facciano sempre franca con pene irrisorie o scarcerati quasi subito e le vittime quasi sempre lasciate a sé stesse, o inascoltate o addirittura condannate a risarcimenti folli.
    E’ ora di cambiare le persone che governano il paese…..speriamo !!!!
    WSM

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