In attesa che il Tar bocci anche la benedizione pasquale

di MARCELLO RICCIpasque

La dobbiamo conoscere e non dimenticare l’insegnante pasdaran dell’ateismo, postai alla testa di ubn gruppetto di antireligiosi che ha proposto ricorso al Tar per bloccare una delibera del consiglio di un istituto di Bologna che, a stragrande maggioranza, ha autorizzato la benedizione pasquale.

Il “danno” sarebbe grave e irreparabile tanto da richiedere la sospensiva in attesa del giudizio di merito.
A parte le ovvie origini cristiane di questa civiltà, a cui l’insegnante non appartiene, ebbene, proprio lei stessa non si è posta la domanda se l’educazione delle famiglie che frequentano la chiesa, che pregano, in contrasto con una scuola agnostica possa essere causa di incertezze e dilemmi in giovani che nell’età evolutiva non traggono profitto da dilemmi e contrasti.

La benedizione pasquale per i credenti è importante, mentre gli atei possono considerarla un rito senza particolare significato, comunque per loro non nocivo. I giovani hanno bisogno di credere, poi da adulti potranno dubitare, discutere, essere scettici, il loro libero arbitrio è anche libertà delle coscienze. La Chiesa ha avuto comportamenti opinabili, ha chiesto scusa, ma questo non deve essere motivo per trasferire le colpe degli uomini su Dio. Né portare a criminalizzare il rito della benedizione pasquale. La Pasqua arriva per tutti, anche per la pasdaran del Tar.

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2 Comments

  1. marco preioni says:

    Vittorio Filippo Melano Arcivescovo, Vescovo della diocesi di Novara, con circolare diretta ai Cittadini Parrochi nelle Comuni del Dipartimento novarese del 9 Piovoso anno settimo Repubblicano (28 gennaio 1799):
    “Invitato da quest’ Amministrazione Municipale e Centrale di Novara, vi esorto, Cittadini Parrochi, cui per ufficio s’ appartiene l’ obbligo di pascere il rispettivo Gregge colla dottrina pura Evangelica, a compiere nella vicina Quaresima per voi stessi, o per mezzo de’ vostri coadiutori, compatibilmente agli altri vostri impegni a questo sacro dovere inseparabile dalla qualità di Parroco, e di chi ne fa le veci; senza causare, a questo riguardo spese alle rispettive vostre Comuni, e senza servirvi d’ altri Predicatori estranei, non ostante la destinazione di essi al solito tempo da me pubblicata, e la distribuzione già seguita di alcune Patenti, le quali in virtù della presente si avranno per rivocate. SALUTE, E FRATELLANZA”.

  2. Dan says:

    Vale lo stesso discorso fatto per i prefetti: dalla gente, dal Popolo Sovrano vero detentore della democrazia devono partire concrete azioni di delegittimazione nei confronti di coloro che cercano di sovvertire l’ordine naturale e sociale delle cose.

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