In Africa Ebola, in Sardegna analfabetismo

di NINO LOIsardegna

Notizia fresca di stampa, come si usa dire: in Sardegna il record assoluto di abbandono scolastico alle superiori, 32%. In Africa Ebola, in Sardegna analfabetismo. Difronte ad una tragedia tanto distruttiva il Consiglio Regionale della Sardegna approva ordini del giorno, inutili, in commissione è impegnatissimo ad approvare l’ aumento del numero delle ASL. Il dibattito politico più in generale, dopo oltre 60 anni di anti autonomia e di anti autogoverno, scopre improvvisamente il “sovranismo” lasciando marcire nell’ignoranza i cittadini; alimenta cioè la dipendenza. Un paradosso. Questo dato fortemente negativo del 32% la dice lunga sulla/e priorità da affrontare in Sardegna. La vera ricchezza di un popolo è costituita dal capitale umano, è il presupposto fondamentale di qualsiasi progetto che persegua la libertà nella sua accezione più ampia, eppure la priorità è il finanziamento, di nuovo, ai gruppi consiliari. Capite la disarmonia tra esigenza reale e di casta. Valorizzazione del capitale umano in prima linea quindi, e quando gli esempi sono buoni non si abbia vergogna a copiare (altro è copiare bovinamente le dichiarazioni programmatiche in qualità di Presidente della Giunta). La Ca’ Foscari di Venezia ha istituito un corso di “International Management”, da tenere in inglese, con l’obiettivo di internazionalizzare la classe dirigente, proprio perché le sfide sono globali ed il futuro si scrive portando il confronto fuori dal proprio tancato.

Da sardista vorrei che una delle due nostre Università approfondisca lo strumento adottato dalla Ca’ Foscari, la Regione ne faccia un obiettivo da raggiungere, da subito, e si preoccupi di trovare le risorse, togliendole, se necessario, ai corsi di formazione per pizzaioli, cuochi e pasticceri, di cui peraltro aprezzo le magie. Da sardista vorrei anche spostare in alto l’asticella sul tema lingua. Se vogliamo l’internazionalizzazione, e non può essere diversamente, bisogna necessariamente condannare i sardi ad essere trilingui, a partire dalle scuole materne. Anche qui non può essere altrimenti, pena il declino e la subordinazione a vita.

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