In 200 mila rischiano di perdere il posto di lavoro nei prossimi mesi

di GIORGIO CALABRESI

Oltre 200.000 lavoratori potrebbero perdere il loro posto di lavoro nei prossimi mesi se non ripartiranno l’economia e i consumi. L’allarme è arrivato ieri dalla Cisl che sulla base dei dati Inps per il 2013 ha calcolato in oltre 208.000 lavoratori equivalenti a tempo pieno coloro che sono in cassa straordinaria e in deroga (e quindi a maggiore rischio di essere licenziati mentre quelli in cassa ordinaria sono fermi solo per ragioni temporanee di mercato). Il dato riferito al 2013 sulla base di un tiraggio di circa il 56% delle ore di cig autorizzate, in lieve calo rispetto al 2012, si affianca alla crescita registrata nei primi 11 mesi dell’anno per le domande di disoccupazione con 1,95 milioni di richieste arrivate all’Inps (+32,5%). Resta complicata inoltre la situazione industriale del Paese con quasi 160 vertenze aperte al ministero dello Sviluppo economico con 120.000 lavoratori complessivamente coinvolti. «In questo inizio del 2014- sottolinea il segretario confederale della Cisl Luigi Sbarra – dopo un biennio terribile per l’economia (la recessione del 2012-2013 ha causato una contrazione complessiva del pil del 4,2%), l’orizzonte è passato dalla recessione aperta ad una sorta di stagnazione, in cui s’intravedono solo piccole luci di una possibile ripresa, messa in discussione dalla debolezza della situazione economica nell’area europea».

La cassa integrazione nel 2013 ha nuovamente superato il miliardo di ore autorizzate, viaggiando a ritmi di circa 90 milioni di ore al mese nonostante la frenata delle autorizzazioni per la cassa integrazione in deroga, quella per la quale sono necessari finanziamenti da parte del Governo (per la cigo e la cigs le risorse arrivano dai contributi di imprese e lavoratori). «Quel che è ancora più preoccupante – dice Sbarra – è che si è accentuato il passaggio da cassa integrazione a disoccupazione: nei primi 11 mesi del 2013 sono arrivati circa 1,95 milioni di domande di Aspi e mobilità con un aumento del 32,5% rispetto alle domande di disoccupazione presentate nello stesso periodo del 2012. »Tutti ci auguriamo – dice il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano – che, nel 2014 la cassa integrazione diminuisca e che questi lavoratori possano tornare in attività. Questo dimostra l’importanza di avere uno strumento di tutela come la cassa integrazione che mantiene il rapporto di lavoro nella previsione del superamento di una crisi o della positiva soluzione di un processo di ristrutturazione. Noi vogliamo difendere questo strumento e pensiamo che debba essere esteso anche ai settori che non adottano questa tutela contro la disoccupazione. Per farlo bisogna che, come capita nel settore industriale, le imprese e i lavoratori finanzino la cassa integrazione in una logica di mutualità«.

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Egregio Calabresi, la vedo ottimista. Non è che ci sia il rischio.
    C’è la certezza.
    Quanto ai numeri, se va avanti così, cioè come vedo io tutti i santi giorni in giro per il mondo dei viventi comuni, penso che 200mila sia per difetto.
    Gente in cassa integrazione da mesi , in aziende che mai l’avevano fatta nei decenni trascorsi, gente che si aspetta il licenziamento.
    Negozi chiusi ovunque, ed altri sfitti nonostante ottime posizioni.
    Negozianti ed artigiani che chiedono importanti riduzioni del canone di locazione dei locali ove svolgono l’attività.
    Conti bancari di aziende sotto come palombari.
    E , noi qui lo sappiamo tutti, potrei continuare.
    Chi vive nell’empireo del privilegio rubato , dell’abuso pragmatico, e del furto sotto mentite spoglie, non vede e non capisce.
    Vendono parole e propositi privi di costrutto e futuro.
    Vendono veleno.

  2. FRANCO says:

    “l’importanza di avere uno strumento di tutela….” Non è importante ripristinare le condizioni di intrapresa, ma è importante “lo strumento”,, Ma va a ciapà i ratt.

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