Imu, la “puzza di truffa” ai danni dei Comuni del governo Monti

di SILVANO POLO*

La (mia) considerazione politica, davvero importante, è che – in estrema sintesi – oggi lo Stato non da più nulla ai Comuni, ma oltre a “derubare i cittadini”, continua a mantenere un controllo impositivo sugli enti locali – con leggi, regole e norme vessatorie e autoritarie (patto di stabilità, bilanci per cassa, vincoli di ogni genere ….) che non hanno più alcuna ragione di esistere se lo Stato non da più alcun soldo, perché , in tal caso, non ha più nemmeno titolo di mettere il naso nella gestione dei Comuni o almeno in quelli che non ricevono più alcun trasferimento, come il nostro.

Dalla tabella qui sotto si possono confrontare i valori che intendo commentarvi, precisando che i dati relativi a questo 2012 sono ancora presunti, ma molto attendibili.

Anno  2011

Anno  2012

3,2  m.ni €

ICI  incassata dal Comune

4,2  m.ni €

IMU quota incassata dal Comune

   2,7  m.ni €

Trasferimenti statali al Comune

1,3  m.ni €

Trasferimenti statali al Comune

5,9  m.ni €

Totale di queste due voci

5,5  m.ni €

Totale di queste due voci

2,8  m.ni €

IMU quota incassata dallo Stato

In pratica, il Governo Monti, molto astutamente, ha voluto incamerarsi parte di questa nuova tassa, però, rendendo suoi complici i Comuni, autorizzandoli ad aumentare le aliquote su rendite catastali, ulteriormente, aumentate da nuovi moltiplicatori, ma a cui, in ringraziamento, ha ridotto ancora i trasferimenti statali.

Il risultato è stato che i Cittadini di San Bonifacio  dovranno pagare 7 milioni di euro di IMU che è più del doppio dell’ ICI pagata in passato (3,2 milioni), di cui 2,8 milioni incamerati dallo Stato.

A questo punto, Vi invito ad una seconda riflessione e cioè che si è verificato un fatto di grandissima rilevanza “politica”, ossia, che lo Stato, nonostante tutte le tasse che già incassa (IRPEF – IRES – IVA – ACCISE SULLA BENZINA – BOLLI – ecc. ecc.) ci restituisce (come trasferimenti) solo 1,3 milioni di euro, che è ancora meno dei 2,8 milioni che ha incassato con l’ultimo balzello (IMU) inventato dal Governo Monti, in pratica, il Comune di San Bonifacio non riceve più nemmeno un euro dallo Stato !

Mi viene da sorridere se, ripenso ad uno dei “cavalli di battaglia” in campagna elettorale, dei partiti che governano oggi San Bonifacio, che diceva che “lo stesso colore in Provincia, in Regione e a Roma porterà vantaggi e benefici per il nostro comune”; questi ciarlatani non sono stati nemmeno capaci di farsi riconoscere la quota ICI sulla prima casa, che avevamo già tolto …. e adesso, in questo solo anno, veniamo depredati di ben 4,2 milioni di euro (2,8 milioni di euro di IMU incassata da Roma + 1,4 milioni di euro di riduzione dei trasferimenti). E non c’è alcuna speranza che le cose possano migliorare, perché questo Stato costerà sempre di più e quindi le tasse aumenteranno inevitabilmente. E ora, circola pure la notizia che Monti vorrebbe aumentare la tassa sulla casa…

L’unica speranza che ci resta è quella di diventare una nazione autonoma, uno stato indipendente, com’è la richiesta che viene fatta da tutti i popoli che non vogliono più essere governati da gente che si dimostra indegna, ogni giorno di più.

*Ex-sindaco di San Bonifacio

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14 Comments

  1. un veneto per un veneto libero says:

    SPERO PROPRIO CHE QUESTO PAESE FALLISCA IL PIU’ PRESTO POSSIBILE E VENGA COMMISSARIATO DA QUALCHE BASTARDO DELL’UE MAGARI TEDESCO, MAI DIRE MAI,
    E IN ARMONIA CON L’€PA STACCARSI DA QUESTO PAESE DETTO IT-AG-LIA, ORMAI IN PUTREFAZIONE.

    W SAN MARCO PER UN VENETO STATO LIBERO

  2. alessandro P says:

    Prima di tutto ci converrebbe diventare nazione autonoma dall’Europa e dalle banche che ci stanno spolpando miliardi di euro senza che nessuno dica nulla: MES fiscal compact sovranità monetaria….

  3. Mia madre ha lavorato con lei nel periodo in cui era sindaco di S. Bonifacio e mi descriveva spesso il rigore che era penetrato nelle “mura comunali” sotto il suo mandato, sono certo che se l’idea l’avesse avuta allora sarebbe stato di certo in prima linea.

  4. Silvano says:

    Non possono essere i cittadini a fare il primo passo per una rivoluzione fiscale.
    Devono essere gli amministratori che abbiamo eletto.
    I cittadini rischiano del loro (casa, attività)
    I sindaci devono fare 2/3 assemblee pubbliche dove informare per bene le situazioni dei comuni,
    e fare un accordo sottoscritto con la cittadinanza.
    I cittadini pagano tutta l’imu ai comuni e il comune se la mantiene tutta!!! su mandato dei cittadini.
    Il cittadino firma e sottoscrive questo mandato.
    Fatto questo, quando Equitalia o l’ufficiale giudiziario, o il
    ministro verrà a chiedere i soldi, dovrà rispondere alla folla radunata davanti al Comune.
    Se questi non mollano, e pignorano il comune o bloccano i trasferimenti, in seguito, il comune tratterà l’irpef dei dipendenti e altro patto con la cittadinanza per versare l’intera IRPEF al comune e non a Roma,
    Dovranno venire con i carri armati a prenderseli.

    Bisogna vedere se i Sindaci hanno le palle.

    Fino adesso abbiamo visto solo parole.

    La rivolta deve partire solo dalle istituzioni Locali
    con l’appoggio di tutta la cittadinanza.
    Tutti appoggerebbero il sindaco a prescindere che sia
    Celeste Rosso o Verde.

    Aprite una discussione su come organizzare questa battaglia, e penso ne vedremo delle belle!!!!!!!!!

    Slogan: Il comune e i schèi sono nostri e li difenderemo ad oltranza

    Saluti a tutti

    • Dan says:

      L’idea di fondo non è sbagliata però ti svelerò un piccolo segreto: la secessione parte dal cittadino che non si sente più tale.

      Attualmente abbiamo una costituzione che fornisce ai cittadini tutta una serie di diritti che vengono sistematicamente ignorati tra i quali c’è il diritto al lavoro che è fondamento portante di tutta la baracca: dello stato come entità, delle leggi (tutte), dell’autorità generale dei funzionari.

      Il cittadino deve farsi coraggio e rifiutare, disconoscere qualsiasi forma di autorità legata allo stato italiano perchè lo stato italiano viola e sconfessa la base legale che lo legittima.

      Per base legale non intendo la costituzione attuale che può essere modificata in un amen ma quella originale nata dopo la guerra, di fatto la più bilanciata perchè prodotto recente di uno shock totalitario nato proprio perchè ai tempi c’era una fortissima miseria esattamente come sta avvenendo adesso.

      Se gli ex cittadini prendono coscienza di questo, qualsiasi forma di rivolta diventa possibile perchè non esiste più un’autorità da rispettare ma solo una congrega di briganti e predoni come se fossimo tornati nel far west.

      Un accordo comuni-cittadini potrebbe anche starci, ma se non ci fosse non cambierebbe assolutamente niente.

      La gente deve disconoscere qualsiasi autorità da parte dello stato italiano e suoi alleati e se questi provano ad imporre qualcosa reagire con tutta la violenza possibile fino al ristabilimento certo della nostra QUOTA DOVUTA di diritti.

      Questo è il primo passo da compiere. Senza, il resto sono solo piazzate campali tipo Pratone

      • gigi ragagnin says:

        la costituzione , oltre ad essere antiquata, è sbagliata.
        non esiste alcun diritto al lavoro (chi paga ?).
        le due camere le hanno messe per evitare quanto possibile l’avvento di una nuova dittatura.
        sono stati messi i partiti ad interpretare le libertà dei cittadini e i partiti hanno rapidamente copiato il modo di operare del partito fascista (erano stati tutti fascisti e hanno visto bene come si fa).

        • Dan says:

          Leggiti l’articolo 4 per favore. Anzi te lo riporto qua.

          “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. ”

          Lo stato non deve dare lavoro ma semplicemente lasciare la libertà ad altri di poterlo creare.
          Troppe tasse cozzano con questo articolo e di riflesso vanno a colpire l’art. 1 della costituzione che da un punto di vista booleano pongono a base di tutto il sistema democrazia (scomparsa di fatto da decenni e cancellata di peso con la nomina di monti, roba degna di Benito) e lavoro.
          Già solo la mancanza di una di queste due cose fa decadere i diritti dello stato italiano, figuriamoci entrambe.

      • Culitto Salvatore says:

        come ha detto la fornero (grande lavoratrice)…il lavoro non è un diritto…è un rovescio??

        • Dan says:

          Chi l’ha detto che rubare non è un lavoro.
          Questa ha semplicemente rubato la pensione a tutti gli italiani.
          Le cose bisogne farle bene altrimenti che gusto c’è

  5. Dan says:

    Se i piccoli stanno in crisi a causa di Monti gli sta solo bene.

  6. Borderline Keroro says:

    “L’unica speranza che ci resta è quella di diventare una nazione autonoma, uno stato indipendente, com’è la richiesta che viene fatta da tutti i popoli che non vogliono più essere governati da gente che si dimostra indegna, ogni giorno di più.”

    Si potrebbe anche essere d’accordo, a patto che non ci siano indegni locali a governarci.
    Qui il sindaco del mio Comune, ha scritto a suo tempo una lettera ai cittadini dicendo che è costretto ad aumentare le aliquote IMU altrimenti non gli resta una piotta.
    E poi ha enumerato tutte le buone cose che il suo Comune fa per chi è poverello.
    Ebbene, non essendo io ricco e riuscendo a malapena a far quadrare i conti, pensavo che il mio contributo fosse già importante: non andare a rompere i coglioni a chicchessia per aiuti di qualsiasi natura, ma al limite tagliare anche alcune cose necessarie.
    E invece mi sbagliavo.
    D’ora in poi farò il questuante in Comune per farmi pagare anche l’acqua che bevo, almeno entrerò tra i non abbienti e magari mi faranno pure lo sconto sulle tasse.
    E perché dovete sapere che conosco un paio di signore la cui occupazione era esattamente quella di andare a sfracellare i marroni in Comune: hanno ottenuto?
    Certo, quantomeno per togliersele dalle palle gli amministratori cedevano. Ho visto io l’espressione di un tecnico del Comune alla vista di una delle due. In un momento di sconforto mi ha sussurrato “Oh, questa viene due volte alla a chiedere delle cose che… veramente non posso. Non dovrò mica andare dentro per farla contenta…” una è riuscita a piazzare la figliola in un ente pubblico, l’altra ad avere aiuti pubblici per non meglio precisate opere.
    E non è che stiano peggio di me, ‘ste puttane.
    Chiaramente simpatizzano per una particolare idea politica, quella che dice che i soldi (altrui) sono cacca.
    Per cui, signori, facciamo come i reclusi dei gulag sovietici: inondiamo gli enti locali di domande, anche le più infondate, e mandiamoli in crisi!

    Dimenticavo: per quanto poi riguardante i Sindaci che non possono fare a meno di aumentarci le tasse, si sbagliano.
    Una cosa possono farla per aiutare i cittadini: dimettersi.

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