Imprese: costa 2,5 miliardi il ritardo nei pagamenti del settore pubblico

di REDAZIONE

Alle imprese il ritardo con cui la Pa salda i propri debiti rispetto ai 30 giorni stabiliti dalla nuova legge costa 2,5 miliardi di maggiori oneri finanziari. E’ quanto emerge da un rapporto presentato da Confartigianato che rivela che la Pubblica Amministrazione ha accumulato debiti commerciali per 79 miliardi nei confronti dei fornitori di beni e servizi. Di questi, 35,6 miliardi, si legge, si riferiscono a debiti verso fornitori del Servizio Sanitario Nazionale, che comprende Asl, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie e Irccs. Il rapporto di Confartigianato mette in evidenza che nel 2011 la Pubblica Amministrazione ha acquistato beni, servizi e investimenti fissi per 167,9 miliardi, pari al 10,6% del pil. Piu’ dei tre quarti (78,3%) degli acquisti della Pa per un valore di 131,5 mld, e’ determinato dalle amministrazioni locali, seguono le amministrazioni centrali con acquisti per 34 mld (20,3% del totale della Pa) e gli Enti previdenziali con 2,4 mld (1,4%). A livello regionale, dei 146,3 miliardi di euro di spesa, 98,1 mld sono assorbiti dal Centro-Nord (67%) e 48,3 mld dal Mezzogiorno (33%).Tra il 2001 e il 2011 gli acquisti della P.A. sono saliti del 34,9%, con una incidenza sul pil che passa dal 9,9% al 10,6%, con un incremento di 0,7 punti del pil. A seguito delle recenti manovre di correzione dei conti pubblici si inverte la tendenza rilevata negli ultimi dieci anni e nei prossimi anni si prevede una riduzione sensibile del peso sul pil della spesa per acquisti della Pa che passera’ dal 10,9% del 2010 al 9,5% nel 2015. e’ sempre piu’ lenta a pagare le imprese fornitrici di beni e servizi: nel 2012 il tempo medio e’ salito a 193 giorni. Tra maggio e novembre 2012 il ritardo con cui gli Enti pubblici hanno saldato le fatture alle imprese e’ ulteriormente aumentato di ben 54 giorni. Lo rileva un rapporto Confartigianato. Alle imprese il ritardo con cui la P.A. salda i propri debiti rispetto ai 30 giorni stabiliti dalla nuova legge, in vigore da un mese, costa 2,5 miliardi di maggiori oneri finanziari.

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