SVIZZERA SODDISFATTA: I NOSTRI IMPIANTI NUCLEARI SICURI ED EFFICIENTI

di REDAZIONE

Tutti gli impianti nucleari svizzeri sono stati gestiti in modo sicuro l’anno scorso. Il 2011 è stato caratterizzato dall’incidente al reattore nucleare giapponese di Fukushima e dai relativi controlli e dalle misure che hanno interessato anche la Svizzera, sottolinea l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (Ifsn) in un rapporto pubblicato ieri. ”Tutti gli impianti nucleari svizzeri si trovano in buono stato dal punto di vista della sicurezza e rispettano standard elevati anche nel confronto internazionale”, sostiene il vicedirettore della Ifsn, Georg Schwarz, citato in una nota.

Secondo una statistica già resa nota in gennaio, nel 2011 le cinque centrali nucleari svizzere e gli altri impianti nucleari hanno registrato 31 incidenti minori, un quarto in meno rispetto al 2010. Undici di questi, senza conseguenze per la sicurezza della popolazione, hanno interessato la centrale di Leibstadt, altri sette i reattori 1 e 2 di Beznau, cinque Gosgen e altri quattro Muhleberg. Nella centrale bernese si è registrato l’unico evento di grado 1 sulla scala internazionale Ines che va dallo 0 al 7. In seguito alla catastrofe di Fukushima, l’attività della centrale è stata sospesa cinque settimane prima della data normalmente prevista per la revisione annuale. La società elettrica bernese Bkw è quindi stata obbligata a fornire le prove che l’approvvigionamento dell’acqua di raffreddamento e’ garantita anche in caso di esondazione del fiume Aare.

La centrale di Muhleberg è stata riattivata alla fine di settembre, dopo gli interventi del caso. Il rapporto dell’Ifsn elenca pure tre incidenti minori che hanno interessato gli impianti dell’Istituto Paul Scherrer a Villigen e uno al reattore di ricerca del Politecnico federale di Losanna. La radioprotezione del personale degli impianti e della popolazione è sempre stata garantita.

Dalle misurazioni effettuate risulta inoltre che il rilascio di materiale nucleare nell’ambiente attraverso le acque di raffreddamento e l’aria è stato nettamente inferiore ai limiti autorizzati: le sonde di misurazione non hanno registrato nessuna emissione ‘non autorizzata’ di sostanze radioattive.

Nel rapporto vengono inoltre analizzati gli interventi e le misure decise in seguito alla catastrofe di Fukushima. Dopo le prime analisi, l’Ifsn è arrivato alla conclusione che non sussiste nessun pericolo immediato per la popolazione e che nessuna centrale nucleare doveva essere disattivata. Nonostante questo sono state decise diverse misure: le più importanti sono già state realizzate ed altre fanno parte di un piano d’azione che si estende fino al 2015.

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