Impariamo il Federalismo dalla Germania. Altro che abbasso Merkel!

giornali-tedeschiGià nello nome dello Stato Repub-blica federale di Germania si ma-nifesta la struttura federale dello Stato tedesco. La Repubblica fe-derale di Germania è formata dai “Länder” federali che sono stati  in parte rifondati e in parte creati dopo il
1945, ma sono nati tutti prima del “Bund”, la Federazione. Non sono semplici province, bensì Stati con propri poteri statali. Ogni Land ha una propria Costituzione che deve corrispondere ai principi dello Stato di diritto repubblicano, democratico e sociale in aderenza alla legge fondamen-tale. Per il resto i Länder sono liberi nella formulazione della loro Costituzione.
TRADIZIONI TEDESCHE
La struttura federativa è un’antica tradizione costituzionale tedesca in-terrotta solo dal regime hitleriano a partire dal 1933. Il Federalismo tedesco, pur avendo profonde radici storiche, è stato in passato considerato spesso espressione di spezzettamento della nazione se non addirittura sciagura nazionale (ahimè!). Oggi si costata che la struttura federale del Paese comporta grandi vantaggi, consentendo di rispettare o soddisfare ampiamente aspirazioni, usanze e peculiarità regionali.
In numerosi Stati la concentrazione delle funzioni amministrative, dell’attività economica e delle istituzioni culturali nella capitale o in pochi grandi centri si è rivelato uno svantaggio e fonte di difficoltà; per cui la richiesta di regionalizzazione, sem-pre più insistente, si è estesa su scala mondiale. Il tradizionale Federalismo tedesco ha contribuito a risparmiare alla Repubblica federale quelle difficoltà. Ma anche le tendenze centrifughe, spesso indicate come risvolto negativo del Federalismo, non si sono quasi manifestate nella Germania federale. La sua popolazione è più omogenea che non in molti altri Stati.

Le differenze etniche, una volta piuttosto marcate, sono state stemperate dai grandi spostamenti della popola-zione nel dopoguerra e dall’eleva-ta mobilità imposta dalla moderna vita economica. Perché il Federalismo? Pertan-to oggi, pur potendo sembrare un paradosso, nel caso della Germania federale il senso del Federalismo va vi-sto in prevalenza sotto un aspetto generale dello Stato. La democrazia acquista maggiora concretezza quando il cittadino
confrontato con esigenze e problemi che ovviamente può meglio seguire nel più ristretto ambito del suo “Land” (Stato confedera-to), può col suo voto, partecipare più consapevolmente al processo democratico.
La pubblica amministrazione, operando in un “Land” federale con maggiore aderenza alla realtà locale, riscuote presso il cittadino, che le è anche più vicino, maggiore fiducia che non le autorità insediate nella spesso lontana capitale federale. L’amministrazione del “Land”, potendosi giovare della conoscenza delle condizioni regionale, può contribuire alla cura e conservazione di valori culturali e costumi locali nelle loro molteplici forme. Nell’am-bito della sua autonomia un “Land” potrebbe anche sperimentare nuove iniziati-ve in determinati settori, per esempio in quella dell’istruzione, fornendo modelli per adeguate riforme.
Si dà non di rado il caso che partiti politici, che a livello federale stanno all’opposizione, in alcuni “Länder” siano invece al governo. Così tutti i partiti hanno la possibilità di assumersi democraticamente responsabilità di governo e di dimostrare la
loro capacità di governare.

Ma i “Länder” possono soprattutto co-stituire, specialmente con la loro parteci-pazione all’attività legislativa attraverso il Bundesrat (Consiglio federale), un utile elemento di equilibrio del potere. Infatti la Legge Fondamentale considera di
tale importanza la struttura federale in “Bund” (Federazione) e “Länder” (Stati confederati), e il concorso di questi alla legislazione federale, che queste due norme sono state sottratte a qualsiasi modifica anche costituzionale.

LE COMPETENZE DEI“LÄNDER”
L’attività maggiore dei “Länder” si esplica nell’amministrazione. Se si eccettuano le poche autorità di vertice federale con base amministrativa propria (ad esempio, l’amministrazione delle dogane o delle forze armate), la fase
esecutiva delle leggi federale è devoluta interamente alle autorità dei ”Länder”, rispettando in ciò la tradizione tedesca. I “Länder” attuano le leggi federali con ampia autonomia e senza specifiche diret-tive del Bund. Il Governo tedesco si limita
a vigilare che l’esecuzione delle leggi federali avvenga in aderenza al diritto vigente. Solamente alcune funzioni amministrative espressamente indi-cate nella legge fondamentale vengono esercitate dai “Länder” su delega del “Bund”. In questi casi i “Länder” sono soggetti alle direttive del Governo federale non solo sotto il profilo del controllo giuridico degli atti amministrativi, ma anche sotto quello della loro discrezionalità.

Tra i settori alla facoltà legi-slativa dei “Länder” figura-no il diritto comunale, alcu-ni aspetti di ecologia e la maggior parte dell’ordina-mento di polizia. Ma è nel campo culturale che le leggi dei “Länder” hanno mag-giore rilevanza. La scuola dell’obbligo, le scuole tecniche, i ginnasi, i licei e le scuole speciali (per gli handicappati) sono rego-late da leggi regionali, ossia dei “Länder”, come lo è pure l’istruzione degli adulti.
Anche gli aspetti essenziali delle scuole professionali e del perfezionamento, nonché degli studi universitari, sono regolati da leggi dei “Länder”, con competenza parziale del legislatore federale.
AUTONOMIA AMMINISTRATIVA COMUNALE
L’autonomia amministrativa co-munale come espressione della libertà dei cittadini ha in Germa-nia un’antica e salda tradizione, che si può forse ricondurre ai privilegi delle città libere del medioevo, allorché il diritto civile comu-nale sciolse gli individui dalle catene della feudale servitù della gleba. Questa tradizione di libertà civica si mani-festa nell’autonomia amministrativa delle città, dei comuni e delle province, libertà esplicitamente garantite dalla legge fondamentale e da tutte
le Costituzioni dei “Länder”.
La legge fondamentale stabilisce due principi diversi: i “Länder” devono garantire ai Comuni la facoltà di gestire sotto propria responsabilità -nell’ambito della leg-ge – tutte le questioni della comunità locale; tutte le città, i Co-muni e le Province debbono essere orga-nizzate democraticamente. Per motivi storici gli statuti comunali si differenziano fortemente da “Land” a “Land”, sebbene la prassi amministrativa comunale fosse ovunque largamente omogenea.

Fra questi rientrano specialmente i trasporti pubblici urbani e vicinali, la costruzione di strade locali, l’approvvigionamento idrico, elettrico, del gas, l’edilizia abitativa, la costruzione e manutenzione di scuole elementari, medie, ginnasi, teatri e musei, di ospedali e impianti sportivi e di piscine, l’istruzione  degli adulti e la cultura dei giovani.

In questo “ambito opperativo proprio” le amministrazioni comunali sono soggette solo a un controllo  di legalità. Lo Stato cioè, può solo vigilare  sull’osservanza delle leggi; ogni comune  opera secondo un proprio potere discrezionale. Molti dei compiti elencati superano talvolta le possibilità ecomiche ed organizzave dei comuni e piccoli centri; essi possono allora venire assolti dalla provincia (Landkkreis), l’ente territoriale superiore, anche essa organo dell’autonoma locale, il cui Consiglio (Kreistag) risulta dalle elezioni provinciali a suffragio diretto. In molti casi i Comuni e le Province operano anche da organi esecutivi di leggi regionali e federali. In questi casi le ammi-nistrazioni comunali sono soggette non
solo ad un controllo di legalità, ma ricevo-no a volte al riguardo dalle autorità regio-nali precise e dettagliate direttive.

FINANZIAMENTO DELL’AUTONOMIA AMMINISTRATIVA
L’ autonomia e l’autogestione co-munale si atrofizzano se ai Co-muni mancano i fondi di cui  hanno bisogno per l’espleta-mento dei loro compiti. Le più importanti fonti d’entrata dei Comuni sono le imposte. I Comuni hanno
un diritto costituzionalmente garantito di riscuotere determinate imposte. Tra que-ste rientrano in prima luogo l’imposto sull’industria e i commerci e l’imposta immobiliare, come altre imposte minori tipo quelle sulle bevande: Inoltre i comuni
ricevono dallo Stato e dai “Länder” fede-rali quote di altre entrate tributarie, ad esempio quelle sui salari e sui redditi. In cambio i comuni devono versare allo Sta-to e ai “Länder” federali una parte delle loro entrate dall’imposta sulle industrie e i
commerci.

Si è d’accordo sul fatto che l’autogestione comunale va mantenuta e rafforzata. Essa fornisce al cittadino, in modo semplice, la possibilità di cooperazione e di controllo, ad esempio attraverso il colloquio con i consiglieri comunali, attraverso la presa in visione dei piani urbanistici o di bilanciodel proprio comune. In questo modo città e comuni sono in un certo senso le più piccole celle politiche dello Stato, il cui funzionamento autonomo e democratico è un premessa dell’esistenza della libertà e del diritto nello stato e nella società.

I PICCOLI PARTITI E LA CLAUSOLA DEL 5 PER CENTO
Un numero oscillante di piccoli partiti ha sempre cercato di entrare nel Parlamento federale e nei parlamenti regionali. Alle prime elezioni per il “Bundestag” (Dieta federale) nel 1949, questi piccoli partiti ottennero insieme il 27,9% dei
voti; nel 1987, alle votazioni per l’11ª legislatura, hanno ottenuto insieme solo l’1,3%. Questo vistoso regresso è dovuto non per ultimo alla clausola di sbarramento del 5 %, contenuta nella legge elettorale federale ed in quelle di tutti i “Länder”. Essa stabilisce che possono inviare deputati in parlamento solo quei partiti che nel relativo territorio abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti. La Corte Costituzionale federale ha espressamente dichiarato la conformità di questa clausola alla Legge Fondamentale. Solo poche volte partiti di estrema destra o di estrema sinistra sono riusciti superare questa clausola di sbarramento. Il Partito Comunista di Germania (Kpd) è stato rappresentato al “Bundestag” solo una volta: dal 1949 al 1953 con 15 deputati. Tra i partiti di estrema destra, solo il “Deutsche Reichspartei” ebbe dal 1949 al 1953 con cinque deputati una esigua rappresentanza al “Bundestag”. Dopo l’introduzione della clausola del 5% i partiti radicali di destra non sono mai più riusciti a superare questo ostacolo alle elezioni per il “Bundestag”.

Per la rappresentanza di minoranze etniche si rinuncia alla clausola del 5%. Per questo il “Südschleswigsche Wählerver-band”, che raccoglie la locale minoranza danese, è rappresentata al Parlamento re-gionale dello “Schleswig-Holstein”, seb-bene ottenga meno del 5% dei voti. Le elezioni comunali offrono talvolta un’immagine molto diversa dalle elezioni per il “Bundestag” e per i Parlamenti regionali. A livello comunale spessosvolgono un ruolo importante i cosiddetti “partiti municipali”, cioè raggrup-pamenti elettorali indipendenti al di fuori dei partiti affermati.
IL DIVIETO DI PARTITI
“I  partiti che per le loro finalità o per il comportamento dei loro aderenti tentano di pregiudicare o abbattere l’ordinamento fonda-mentale democratico e liberale o di minacciare l’esistenza della Re-pubblica Federale di Germania” (art. 21
secondo comma della Legge Fondamenta-le) possono essere dichiarati incostituzionali dalla Corte Costituzionale federale e di conseguenza venire sciolti. In base a queste disposizioni fu vietato, già nel 1952, il “Sozialistische Reichspartei”, senza dub-bio il partito di destra più estremista del dopoguerra. Nel 1956 fu dichiarato incosti-tuzionale anche il Partito Comunista di Germania (Kpd); ne ha raccolto l’eredità il Partito Comunista tedesco (Dkp), fondata
nel 1968, senza tuttavia raggiungere la consistenza del precedente Kpd. Né il Go-verno federale né il “Bundestag” o il “Bun-desrat” (consiglio federale) hanno fatto uso della loro facoltà di chiedere alla Corte
costituzionale federale il divieto del Dkp (nota personale: tanto in Germania i comu-nisti non costituiscono una minaccia).

IL SISTEMA ELETTORALE
Le elezioni per tutte le rappresen-tanze popolari sono per principio generali, dirette, libere uguali e segrete. È elettore ed è eleggibile ogni tedesco che abbia compiuto il 18° anno di età. Nella Repubbli-ca Federale di Germania non esistono
elezioni preliminari. I candidati per le elezioni vengono designati dagli iscritti ai partiti (e solo da questi). Il sistema elettorale per le elezioni al “Bundestag” è complesso, è un cosiddetto “sistema pro-porzionale-personale. 248 deputati, ossia la metà dei membri del “Bundestag”, vengono eletti in collegi elettorali secondo il sistema della maggioranza relativa. Gli altri 248 deputati ven-gono eletti attraverso le liste regionali dei partiti. Ma il conto di tutti i voti avviene in modo che il “Bundestag” risulta com-posto in misura quasi pro-porzionale alla distribuzio-ne dei voti (con la limitazione della clau-sola di sbarramento del 5 per cento illu-strata prima). Il partito che ha ottenuto nella circoscrizione elettorale più mandati
di quanti gliene spetterebbero in base alla percentuale dei suoi voti nella lista regio-nale, può conservare questi cosiddetti “Überhangsmandate” (mandati in eccedenza). Il tal caso il “Bundestag” ha più di 496 membri con pieno diritto di voto.
(a cura di Veronika Holzner) da Il Federalismo, direttore responsabile Stefania Piazzo

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4 Comments

  1. Castagno 12 says:

    Quando un fotografo dilettante, che ottiene risultati insoddisfacenti, incontra un professionista che realizza ottime immagini, di solito gli rivolge la solita domanda INUTILE: ” Lei che macchina usa ? “.
    Lo sprovveduto è convinto che, utilizzando la stessa macchina e gli stessi obiettivi, potrà conseguire ottimi risultati pure lui.
    Ora tanti parlano di Federalismo, è di moda.
    Ma non è difficile capire che l’omogeneità che esiste fra i vari Lander della Germania, è INESISTENTE FRA LE REGIONI ITALIANE, come pure FRA I VARI PAESI EUROPEI, ora ingabbiati nell’Ue che traballa FIN DALL’INIZIO DELLA SUA REALZZAZIONE.
    Ecco perchè ora, in tanti, sostengono che l’Ue VA RIFONDATA, sapendo benisimo che si tratta di UNA MISSIONE IMPOSSIBILE.
    Ma i BABBEI CI CREDONO.
    Dove sta scritto che il Federalismo, applicato in Germania dalla Merkel Mondialista, potrebbe funzionare e risolvere i problemi dell’italia e dell’Ue ?
    Chi tanto ostinatamente caldeggia e sostiene questa DUPLICE soluzione non ha ancora capito che si tratta di SICURE E PERNICIOSE PASTRUGNATE.
    Per favore, cercate altre soluzioni, GOVERNO MONDIALE PERMETTENDO.

  2. caterina says:

    Se pensiamo allo stravolgimento degli Stati preunitari dell’Italia che si videro di botto rivoluzionati i loro ordinamenti con l’imposizione di quello piemontese e le barbare oppressioni che ne seguirono e le spogliazioni delle casse di tutti i comuni per le esigenze e i debiti accumulati dallo stato oppressore sabaudo, si rivolteranno nelle tombe i carbonari delle società segrete e loro paladini da Mazzini a Garibaldi… ma ormai il danno era fatto…Cavour artefice non fece neppure in tempo ad accorgersene fino in fondo perché morte lo incolse… dieci anni di applicazione della legge Pica repressero atrocemente gli oppositore chiamati briganti.. e i popoli che hanno per secoli arricchito questa penisola chiamata Italia si trovaroni depauperati delle loro collaudate leggi e prerogative per diventare alla fine “schiavi di roma” come sempre peggio siamo diventati tutti, nonostante la beffa del riconoscimento delle Regioni, che altro non sono che esecutrici di ordini centrali fino ai comini, che alla fine per sopravvivere hanno solo la possibilità di inventare multe, cioè vessare ancora di più i poveri italiani uniti… ovviamente chiamati in continuazione a inneggiare il tricolore…
    Basta!!! riprendiamoci la nostra libertà! fummo Comuni, fummo CItta’, fummo Stati diversi… dobbiamo recuperare storia e dignità …

    • Castagno 12 says:

      Le cose da fare le conosciamo.
      Ci dovresti dire, per favore, cosa dovremmo fare per “RECUPERARE STORIA E DIGNITA'”
      Grazie.

  3. giorgio says:

    La testa della Merkel sta al federalismo come io musicalmente sto a Beethoven, è tutta roba che viene da lontano, da molto lontano …..per fortuna

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