Immunità e impunità. La barbarie del potere che ancora non molla i privilegi

giustiziadi CASSANDRA – Gridano alla barbarie. Ma quale barbarie? Gridano al giustizialismo. Ma quale giustizialismo?

Il sì o no della Camera ad un arresto,  è un atto dovuto di rispetto  o almeno di pari opportunità verso i cittadini? Per loro, i cittadini, quando giustamente o ingiustamente scatta un arresto, non si riunisce l’assemblea di condominio o il consiglio di fabbrica né il consiglio scolastico o il consiglio di amministrazione dell’azienda per decidere se quel cittadino abbia il dovere di andare in tribunale passando per le sbarre e rispondere delle accuse o se invece i vicini di casa possano stabilire che non deve rispondere ai giudici di corruzione.

La politica, ancora una volta, dimostra di sentirsi un metro sopra di noi. Qualche forza politica, come fosse Dio in terra, decide.

E’ oggi ancora meno onorevole non avere immunità, e infatti non hanno appellativi simili, i pezzenti come noi che per un nulla devono difendersi dalla malasorte giudiziaria. Persino Andreotti rinunciò all’immunità. Era però un re di Roma. Per un doge, che regole vigono?

Ma il dibattito è monco se non si apre lo sguardo a tutto il creato. E nel creato non sbaglia solo il cittadino e il politico padreterno. Sbagliano anche i magistrati. Ma qui il gioco si ferma. Per una casta che decide sul futuro del castaiolo poco casto, un’altra casta non passa per quei filtri che lei stessa impone a chi giudica. Se sbaglia, e distrugge una vita, al massimo viene trasferita. Il problema è religioso, dunque, perché il potere di vita e di morte è assoluto. Alcuni andrebbero processati perché santoni, altri perché “santoli” di qualcuno. Due casi, politici e giudici, derivanti forse dalla statolatria, dalla fede cieca del potere che viene dallo Stato, dalle sue leggi fatte da chi deve schivare le leggi. Finché il vulcano non chiede il sacrificio di qualcuno. Si tacitano per un po’ le coscienze, e per un po’ si tira avanti. Dato in pasto al pubblico il gladiatore e la fiera, l’imperatore torna a sedersi più forte di prima.

IMMUNITA’-COSA ACCADE FUORI DALL’ITALIA

Gran Bretagna, attenuate le protezioni. Si prevede l’immunità per gli atti parlamentari e i voti espressi fin dal 1689. Una storia lunghissima confermata dalla prassi parlamentare e dalle convenzioni costituzionali. Nel passato il divieto di intrusione nella sfera parlamentare era tanto assoluto che non si poteva accedere neanche ai lavori preparatori per procedere all’interpretazione legislativa. Una rigidità superata all’inizio degli Anni ’90, da quando cioè si permette la citazione in giudizio del parlamentare per le cause di diffamazione, e per estensione anche per altri reati comuni. I parlamentari non possono comunque essere arrestati, ma sono sottoposti a i poteri sanzionatori della Camera di appartenenza. La regina è insindacabile e gode di immunità assoluta. Non è così per i membri del governo che possono essere chiamati a rispondere civilmente e penalmente anche degli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.

Francia, per i ministri niente barriera. La Costituzione francese prevede, nell’articolo 26, che un parlamentare non è responsabile “per opinioni o voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni”. L’immunità vale sia in sede civile sia in sede penale. Sono esclusi però tutti gli atti e le dichiarazioni che non hanno un nesso diretto con l’attività parlamentare. Dunque non sono coperti dall’immunità articoli sui giornali, dichiarazioni fatte in riunioni private o pubbliche. Restano fuori dall’immunità anche atti compiuti per incarico del governo. Non è necessaria autorizzazione della Camera per l’esercizio dell’azione penale – modifica costituzionale del 1995 – ma l’assemblea può sospenderla, come per l’arresto, per la sessione in corso. Il presidente della Repubblica è totalmente irresponsabile, ma Chirac ha creato una commissione ad hoc per studiare modifiche. I ministri possono essere indagati qualsiasi momento.

Germania, politici uguali ai funzionari. A Berlino i parlamentari godono dell’immunità per tutto quello che fanno nella loro veste di deputati. Non possono essere arrestati o privati in altro modo della libertà senza l’autorizzazione del Bundestag. E il Bundestag si deve pronunciare anche in merito ad ogni procedimento penale che interessi un parlamentare. Il Cancelliere e i suoi ministri sono sottoposti alla normativa generale dei funzionari pubblici. Per i loro atti di governo non godono quindi di immunità, ma sono sottoposti al diritto comune dei funzionari. E per gli atti estranei all’attività di governo non godono di alcuna forma di immunità. Il presidente della Repubblica tedesca è perseguibile solo per violazione premeditata della Legge Fondamentale. Neanche i giudici della Corte costituzionale godono di immunità e anche loro sono sottoposti al regime dei dipendenti pubblici.

Usa, comitati etici per gli eletti. Gli Stati Uniti prevedono l’immunità per tutti i voti e le dichiarazioni politiche dei parlamentari. Senatori e deputati non possono essere quindi arrestati a meno che per “alto tradimento, reato grave e violazione dell’ordine pubblico”. I parlamentari possono essere però perseguiti dai comitati etici di Camera dei rappresentanti e Senato per violazione dei codici etici dei due rami del Congresso. La Costituzione americana non prevede immunità particolare per il presidente e gli altri membri del governo. La Corte suprema ha stabilito però che il presidente gode di un’ampia immunità funzionale legata alla sua doppia carica di capo dello Stato e di capo dell’esecutivo. Nonostante questo negli ultimi 30 anni magistrati e autorità indipendenti hanno aperto inchieste contro i presidenti Nixon, costretto poi alle dimissioni per il Watergate, Reagan e Clinton.

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