Immigrazione S.P.A. o la tratta degli schiavi

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di MARCELLO RICCI – Premessa: il continente africano ha immense risorse e criticità. Risorse: minerali, giacimenti, foreste, fauna, pesca, ecc. Criticità: mancanza di acqua, conflitti tribali, stati canaglia. Da una parte di questo continente c’è l’esodo costante e ingravescente di quote consistenti della popolazione. Di certo i fuggiaschi non dispongono (eccettuati i profughi siriani e simili) dei mezzi economici per pagarsi il viaggio. Se disponessero dei duemila dollari o più da dare agli scafisti li impiegherebbero in attività redditizie nella loro patria.

Chi paga per loro? Sono quelle multinazionali che estraggono preziose materie prime per utilizzarle altrove, che li reclutano, li stivano per trasferirli nel continente europeo? Fatto noto, sbarcano ogni giorno e la cecità di altri collabora al nefasto progetto sfruttando il mercato dell’accoglienza. Cui prodest? Il colonialismo mutante e mutato ha convenienza a riproporre il commercio degli schiavi come nella Roma antica. Poco è cambiato, dall’impiego nella rete del piacere (prostituzione), al traffico di organi per i trapianti e ogni altro redditizio uso anche se immorale. La filiera è ampia e variegata. Associazioni apparentemente senza fine di lucro, ma sovvenzionate che pagano addetti, dipendenti e cooperanti , tutti stipendiati o rimborsati?

Quello del migrante è un mestiere e quello di assisterlo un business. Per disincentivare questi non edificanti mercati servono dei correttivi. Assegnare loro non un albergo, ma un lavoro socialmente utile o un terreno da coltivare e togliere ogni sussidio, rimborso, contributo a chi intende dedicarsi ad assisterli. Chi sente il dovere di essere caritatevole non deve ricevere alcuna remunerazione e quanto gli necessita per realizzare il progetto lo deve tirar fuori dalla propria tasca senza mai chiedere nulla, a qualsiasi titolo agli altri. La carità è virtù individuale, non collettiva e di essa nessuno deve farsi usbergo per assicurarsi una retribuzione.

La seconda parte del problema è nell’obbligare le multinazionali a fare almeno una fase lavorativa in loco, progetto realizzabile con l’aiuto dei governi locali che lo pretendono e di quelli occidentali che possono rifiutare materie prime totalmente grezze. Ovviamente, per evitare come scusanti, le criticità devono essere superate. Le fonti idriche devono essere reperite e ottimizzate. Le tecniche moderne lo consentono e Israele lo ha ampiamente dimostrato. I conflitti tribali devono essere sedati dai Caschi Blu e gli stati canaglia possono essere contrastati da provvedimenti come l’embargo o altre sanzioni economiche. Chi avrà la voglia e la forza di seguire questa via? Di certo se questo programma, forse utopico, divenisse realtà, quelle terre da paesi di emigrazione, diverrebbero paesi d’immigrazione. Il continente nero ha già realtà che esprimono benessere e paesi come il Sudafrica ove in qualche modo una linea di equilibrio possibile si è trovata.

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One Comment

  1. giancarlo says:

    Finalmente un articolo giornalistico degno di questo nome !!!!

    Infatti da tempo ci si chiede come fanno gli immigrati che partono dalle coste Libiche e non ad avere così tanti soldi da pagarsi il viaggio in italia.
    Si va attualmente dai 500 euro ai 3.000 a seconda. Tempo addietro il minimo era di 1.000 euro.
    Con questi soldi gli africani ci possono campare a casa loro da un minimo di 1 anno a 3 anni a seconda della cifra. Ma se ci vengono a dire che non hanno di che mangiare o scappano dalle guerre o dai loro governi corrotti, mi chiedo e ci chiediamo chi da loro questi soldi ?!?!?!?
    Questa è diventata una vera tratta degli schiavi con i quali si ottengono due scopi, abbassare le paghe occidentali ed avere manodopera a bassissimo costo per sfruttarli a dovere. Altro che antica roma, qui si è messo in piedi una porcheria inaudita di dimensioni vergognose.
    Qui a Verona circa 6 anni or sono vi era un caseggiato con diversi appartamenti. Bene i proprietari avevano affittato questi appartamenti a più persone, esattamente dalle 8 alle 12 persone a seconda della grandezza dei locali e questi immigrati facevano a turno per andare a dormire, quindi c’era un via vai a tutte le ore del giorno e naturalmente non gratis ma dai 200 ai 350 euro a testa a seconda delle loro capacità.
    Capacità che venivano loro fornite o da lavoro precario o da sovvenzioni innominate, o da spaccio di droga o prostituzione o ruberie nelle vicinanze e non. Bene dopo che i residenti fecero una grande marcia protestando a tutti i livelli e dopo che si insediò il sindaco Tosi, si arrivò addirittura alla confisca di questi appartamenti ai legittimi proprietari. Gente benevola che dava loro un tetto e che guadagnavano in nero dai 2.000 ai 3.000 euro al mese per stanza. Infatti in una stanza dormivano a turno come già detto dalle 8 alle 12 persone…….ergo l’immigrazione è un affare sporco che frutta a molti e questi molti hanno nomi e cognomi, ma il Governo non li conosce molto bene perché persino al suo interno né ha qualcuno, ma non ci crede o fa finta di non saperlo.
    Cosa si aspetti a fare i famosi campi per rifugiati in Libia lo sanno solo i famosi grandi del mondo.
    Da quando Gesù Cristo è venuto sulla terra nulla è cambiato, anzi stante i nostri tempi in cui qualcosa in più abbiamo capito e recepito, è ancor più grave e scandaloso. Ecco perché a da venì !!!! C’è lo ha promesso che sarebbe ritornato a giudicare i vivi e i morti. Ebbene da povero cristiano lo prego tutti i giorni
    affinché si decida a porre fine a questo mondo retto dai grandi del mondo che di grande hanno solo il loro portafogli e i conti in banca e una grande faccia tosta da puri delinquenti non comuni !!!!
    WSM

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