Immigrazione, nazionalismo… Tutta colpa del compagno Lenin

marx lenindi SERGIO BIANCHINI –  “Il proletariato- non ha nazione- lotta- continua- per la rivoluzione!” Questo era lo slogan preferito da Avanguardia Operaia, il secondo movimento politico nato nelle università Milanesi nel ‘68 con base principale nelle facoltà scientifiche della statale di Milano a Città Studi. Il primato tra gli studenti a Milano era però del MS della statale con sede principale in via Festa del Perdono.

Il MS invece che simpatie per il trotzkismo, molto amato in AO, aveva simpatie per lo stalinismo a cui lo legava la vicinanza con un filone forte, anche se perdente, del comunismo milanese. Entrambe le forze erano “maoiste”, ciascuna a modo suo e probabilmente distante dalla comprensione vera del maoismo stesso e della lotta politica in corso a quei tempi in Cina dietro il mito delle guardie rosse.

Nei settimanali cortei milanesi,  dove tutti i rivoluzionari spesso convergevano,partiva lo slogan suddetto e subito il militante stalinista si inferociva dicendo” “trotzkisti di merda non capiscono niente..!” Si riferivano proprio al micidiale scontro tra Stalin e Trotzki sul tema della nazione.

Per chi non era interno ai movimenti risulta incomprensibile la violenza con cui si scontravano le varie componenti della sinistra extraparlamentare arrivando anche a scontri fisici violentissimi.

Tra l’altro il gruppo dirigente di AO era in gran parte cattolico o di origini cattoliche,(Biorcio,Cereda) ma anche nel MS i capi “cattolici” non mancavano, basti pensare a Capanna.

Nella cultura profonda italiana e cattolica il nazionalismo è sempre stato minoritario. L’Italia è stata fatta da una minoranza prevalentemente anticattolica. In Italia abbiamo avuto il più grande partito comunista dei paesi democratici seguito dal PC francese e da quello spagnolo, tutti paesi “cattolici”.

Quindi il basamento mondialista (universalista) nell’alta cultura italiana e anche nel sentire popolare  di massa è molto forte.

Ma  l’interesse nazionale non può essere eliminato e riaffìora  proprio dove meno lo si aspetta.  Nella storia Europea il nazionalismo è stato rilegittimato proprio dalla terza internazionale, quel filone dei partiti socialisti internazionalisti  guidato da Lenin che dette vita all’esperienza sovietica ed anche al PCI Italiano.

Il tema della NAZIONE nella storia del movimento operaio (e del mondo)è davvero cruciale. Già a fine 800 nella prima internazionale molto influenzata da Marx ed Engels, lassalle, Bakunin,  si coglievano forti divergenze sul tema.  Ricordo di aver letto che nel corso di una riunione del vertice della prima internazionale  Lassalle propose di fare un manifesto in cui dichiarare la fine delle nazioni. E Marx ,col solito caustico umorismo, rispose-” ma in che lingua lo facciamo?”.

Su questo tema avvenne la originale elaborazione di Lenin e del partito bolscevico che affermarono l’importanza della valorizzazione dell’ indipendenza nazionale. Lenin si riferiva alla necessità di unire forze contro lo ZAR e lo zarismo caratterizzato dal predominio gran russo su una miriade di popoli sottomessi.

Stalin e Togliatti nel 1934, dopo la vittoria elettorale in Germania del nazionalsocialismo, elaborarono la teoria dei fronti  di liberazione nazionale nei paesi sottomessi e dei fronti popolari in Europa. La teoria chiamata in seguito delle”vie nazionali al socialismo”.

In quella fase lo scontro tra stalinisti e trotzkisti raggiunse l’acme e proprio sulla visione delle tappe del processo rivoluzionario mondiale si posizionava la divergenza teorica e pratica fondamentale.

La linea di Stalin e Togliatti veniva giudicata da trotzkisti ed altri comunisti mondialisti (es.Bordiga)come un cedimento ed un abbandono della rivoluzione che doveva avere invece un soffio internazionalista.

Lo stalinismo vinse totalmente sia contro il trotzkismo che (nel dopoguerra) contro l’imperialismo Inglese , Francese ed Americano allargando fino al 1980(Angola, Mozambico, Afganistan) la parte di mondo egemonizzata dall’URSS. Il successo più clamoroso della strategia staliniana fu proprio la vittoria comunista in Cina nel ’49 e poi in Vietnam nel ‘75.

Curiosamente,e in modo inatteso da tutti gli esperti, 14 anni dopo la vittoria clamorosa in Vietnam la spinta socialista sovietica ha collassato ed è nata la nuova situazione mondiale.

Nel PCI il nazionalismo in parte ha vissuto perchè il peso dello stalinismo era forte e così la linea bifronte , nazional  mondialista, delle “vie nazionali al socialismo” è stata applicata fruttuosamente(per il PCI) nella turbolenta realtà italiana consentendo al PCI di riciclarsi e di raggiungere, proprio dopo il crollo dell’URSS, i massimi successi fino ad ottenere  un proprio dirigente ai vertici della Repubblica.

Ebbene, ancora oggi a livello mondiale le forze che percepiscono come un problema le sovranità nazionali e vogliono annientare le nazioni sono attivissime. Ma la morte delle nazioni non è ancora scritta ed anzi le repubbliche ex sovietiche ci tengono molto all’identità ed all’indipendenza nazionale per decenni sacrificate alla “ solidarietà socialista”.

Il centro del nuovo mondialismo, della lotta ai “confini nazionali”, a “tutti i muri e a tutte le barriere”  è l’affarismo USA. Il corrispettivo umano del mondialismo politico è la creazione del “cittadino del mondo”.

Proprio negli USA Kerry (cattolico segretario di stato USA) ha dichiarato che l’America è” allineata con il papa circa le priorità della democrazia”. Che USA e papato siano allineati sulla politica mondiale appare evidente. Dubito che gli USA possano essersi allineati al papato. Mi sembra più probabile e preoccupante il contrario.Sta di fatto che questa convergenza totale, a mio parere disastrosa per l’Europa e l’Italia, durerà a lungo e quindi formerà per anni  lo sfondo geopolitico delle vicende che ci toccano quotidianamente.

Ma le nazioni non vogliono morire.  Si trasformano, si uniscono, si dividono ma non scompaiono e le popolazioni  le appoggiano con determinazione crescente.

Se la furia annientatrice del mondialismo aumenterà sono prevedibili conseguenze sanguinose di amplissima portata. Speriamo bene.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment