Immigrazione, Merkel: il nostro modello è la Svizzera

di REDAZIONEmerkel

È quanto ha dichiarato a Berna la cancelliera tedesca Angela Merkel in occasione della sua seconda visita ufficiale: La Svizzera potrebbe fungere da esempio nel campo dell’asilo, sia per la ripartizione dei rifugiati sia per le procedure accelerate. E le esperienze della Confederazione potrebbero essere un modello di riferimento per le discussioni in seno all’Unione europea sulla gestione dei migranti”. È quanto ha dichiarato  a Berna la cancelliera tedesca Angela Merkel in occasione della sua seconda visita ufficiale in Svizzera.

Dopo essere stata ricevuta con gli onori militari sulla Münsterplatz, la cancelliera tedesca ha avuto colloqui al Bernerhof con la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e i suoi colleghi di governo Johann Schneider-Ammann, Doris Leuthard e Didier Burkhalter. Al centro delle discussioni – oltre alla politica di asilo – vi sono state le relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea, la cooperazione internazionale, nonché i dossier bilaterali su energia e trasporti.

Durante i colloqui la Sommaruga ha sottolineato che negli ultimi anni le relazioni tra la Svizzera e la Germania – tradizionalmente amichevoli – si sono notevolmente intensificate. I due Paesi sono legati da un corpus di 200 trattati. A metà del 2015 circa 300’000 cittadini tedeschi vivevano in Svizzera e 60’000 frontalieri vi lavoravano. Anche il numero di cittadini elvetici residenti in Germania è aumentato: a fine 2014 erano circa 85’000.

Relazioni Svizzera-UE

La presidente della Confederazione ha dichiarato che la Svizzera e la Germania sono legate da valori politici, economici e culturali comuni. In seguito alla votazione del 9 febbraio 2014, il Consiglio federale ha spiegato alla cancelliera tedesca che Berna persegue l’obiettivo di gestire autonomamente l’immigrazione e di mantenere e consolidare la via bilaterale con l’UE.

Dal canto suo, la Merkel è rimasta piuttosto vaga sull’eventuale sostegno di Berlino alle consultazioni bilaterali tra Berna e Bruxelles. La cancelliera ha rilevato che il governo tedesco “accompagnerà in modo costruttivo” il dialogo in corso e che “spesso da situazioni di partenza difficili si arriva a soluzioni condivise”.

Asilo: Svizzera potrebbe fungere da esempio

I colloqui si sono inoltre incentrati sulle attuali sfide nel settore della migrazione, con particolare riferimento alla forte crescita di domande di asilo in tutta Europa. La presidente della Confederazione ha affermato che “la Svizzera sostiene una politica dell’asilo comune e solidale in ambito europeo”. La consigliera federale ha aggiunto che il modello elvetico di ripartizione dei rifugiati tra 26 cantoni potrebbe essere adottato dall’UE per suddividere i migranti tra i vari Stati membri.

Dal canto suo, la Merkel si è detta convinta che le esperienze della Confederazione potrebbero essere un modello di riferimento per le discussioni in seno all’Unione europea sulla gestione dei richiedenti l’asilo.

Davanti ai giornalisti la Sommaruga ha voluto “ringraziare sinceramente” la cancelliera tedesca per le sue recenti posizioni di condanna del razzismo. “Considero anch’io inaccettabili talune reazioni”, ha detto la consigliera federale. In merito all’accoglienza dei rifugiati, la Merkel ha dichiarato che “la Germania fa quanto è moralmente e giuridicamente doveroso fare, niente di più niente di meno”.

Dottore honoris causa dell’Università di Berna

Le due delegazioni hanno inoltre valutato positivamente la stretta collaborazione tra i due Paesi nella ricerca di soluzioni alla crisi ucraina. Durante le discussioni sono state affrontate anche diverse questioni di politica climatica, energetica e dei trasporti. La cancelliera tedesca ha tra l’altro ricevuto l’invito a partecipare alla cerimonia di apertura della galleria di base del San Gottardo, che si terrà a giugno del prossimo anno.

Al termine della parte ufficiale la Merkel si è trasferita all’Università di Berna, dove ha ritirato il titolo di dottore honoris causa assegnatole dall’ateneo nel 2009 per le sue politiche in favore del dialogo, dell’ambiente, del processo d’integrazione europea e dei diritti umani.

Quella odierna è stata la seconda visita ufficiale della cancelliera tedesca dopo quella dell’aprile 2008. In quell’occasione fu ricevuta dall’allora presidente della Confederazione Pascal Couchepin. Ma la Merkel è comunque ospite regolare della Svizzera: quasi ogni anno partecipa infatti al Forum Economico Mondiale (WEF) di Davos.

(fonte: Cdt.ch)

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