Immigrazione: il flop di Mare Nostrum, operazione da 9 milioni al mese

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La Lega Nord ne chiede l’immediata sospensione, Forza Italia vuole un’indagine conoscitiva per chiarirne le finalità e il governo ha deciso di verificarla e aggiornarla. L’Operazione Mare Nostrum, varata nell’ottobre scorso dalla Marina Militare per far fronte all’emergenza immigrati illegali dalla Libia sembra giunta al capolinea, travolta dai suoi stessi limiti per così dire “strutturali” già ben evidenti sei mesi or sono.

L’impiego delle navi militari (fregate, corvette, navi da sbarco) al fianco dei mezzi più leggeri della capitaneria di porto venne messo a punto dal governo Letta sull’onda emotiva degli oltre 300 morti tra i naufraghi di un barcone rovesciatosi al largo di Lampedusa. Gli obiettivi perseguiti con l’impiego massiccio (in media 5 navi mobilitate ogni giorno) della flotta erano di prevenire gli incidenti soccorrendo in alto mare gli immigrati in arrivo soprattutto dalla costa libica ma anche di costituire un deterrente contro i traffici di esseri umani e l’immigrazione illegale. Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, annunciando l’avvio di Mare Nostrum, parlò di rafforzamento «della protezione della frontiera» con la «deterrenza del pattugliamento e dell’intervento delle Procure».

L’allora titolare della Difesa, Mario Mauro riferì che i migranti raccolti in mare sarebbero stati trasferiti nel porto sicuro più vicino “non necessariamente italiano” e più tardi rese noto che i proventi incassati dai trafficanti finanziavano il terrorismo islamico.

Mare Nostrum è riuscita a evitare altre tragedie del mare ma la presenza navale italiana non ha impedito l’incremento dei flussi migratori illegali, garantendo di fatto l’arrivo in Italia a tutti coloro che si imbarcano sulle coste libiche. L’Italia oggi è l’unico Paese ad accogliere chiunque arrivi illegalmente davanti alle sue coste. I numeri parlano chiaro: i 43 mila arrivi del 2013 rappresentano il 70% degli immigrati giunti in Europa visa mare e sono il 224 % in più di quelli sbarcati nel 2012. Nei primi tre mesi e mezzo di quest’anno ne sono arrivati oltre 20 mila e si preannuncia un’altra estate “calda”. Specie tenendo conto che, come ha riferito il ministro Alfano, in Libia vi sono tra i 300 mila e 700 mila migranti in attesa di raggiungere l’Italia e l’Europa e altri ne arriveranno dalla Siria e dall’area del Sahel e subsahariana.

«Mare Nostrum è un intervento a tempo» ha detto il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti aggiungendo che «finché lo scenario libico resta instabile non possiamo sospenderlo» perché in Libia «non abbiamo interlocutori istituzionali stabili e non si possono ipotizzare accordi per bloccare il flusso migratorio in partenza».
Gli ultimi arrivi di massa hanno messo in crisi le strutture di accoglienza e centinaia di immigrati sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce determinando le polemiche politiche che hanno indotto Matteo Renzi a convocare per il 28 aprile una riunione con i vertici dei servizi segreti, i ministri degli Interni e della Difesa.

Difficile ipotizzare quali modifiche possano venire apportate a Mare Nostrum.
Nonostante la cattura di 88 scafisti e di un paio di navi-madri (per individuarle sono stati mobilitati anche droni e un sottomarino) la presenza navale ha fallito nella sua funzione di deterrenza favorendo indirettamente gli affari dei trafficanti. I limiti di Mare Nostrum non dipendono dalla Marina ma dall’impiego di potenti navi da guerra per operazioni di puro soccorso. Lo stesso dispositivo navale avrebbe potuto venire schierato a ridosso delle coste libiche per bloccare le partenze e riportare sulla costa i migranti attivando strutture internazionali di assistenza come agenzie dell’Onu e la missione che l’Unione europea schiera in Libia per il controllo delle frontiere.

L’assenza di supporto da parte dell’Unione per far fronte all’emergenza è stata denunciata più volte e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha recentemente evidenziato come l’agenzia europea Frontex abbia messo in campo 7 milioni di euro quando solo l’operazione Mare Nostrum costa all’Italia 9 milioni al mese. Cifra a cui vanno aggiunti decine di milioni al mese per l’assistenza agli immigrati per i quali la Legge di Stabilità stanziò nel novembre scorso 210 milioni.

Roma cerca da tempo un accordo con le autorità libiche per fermare i flussi migratori ma l’assenza di interlocutori stabili a Tripoli ha vanificato ogni sforzo. «L’attuale governo libico non ha il pieno controllo del territorio né può garantire il rispetto dei diritti umani dei migranti e questo rende impraticabile ogni ipotesi di collaborazione finalizzata al rimpatrio dei migranti verso tale Paese», ha detto l’8 aprile il ministro degli Esteri, Federica Mogherini. C’è però il sospetto che a Tripoli abbiano tutto l’interesse a lasciare sulle spalle di Roma la gestione del problema.

È vero che la Libia è nel caos e il Parlamento cerca di trovare un’intesa per nominare un nuovo governo, ma nelle scorse settimane le autorità sono state in grado di inviare l’esercito a presidiare due porti petroliferi della Cirenaica per consentire la ripresa del ricco export petrolifero. Perché non presidiano con le truppe anche i porti della Tripolitania da dove partono i migranti? Roma dovrebbe pretenderlo, considerato che i battaglioni di reclute libiche vengono addestrati anche dagli istruttori italiani a Tripoli e a Cassino.

da: www.ilsole24ore.com di Gianandrea Gaiani

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12 Comments

  1. Fabio says:

    toh, un’operazione pubblica costosissima che non funziona…. e dove sarebbe la novità?

    Le forze armate, le cui calotte dovrebbero essere solo licenziate in tronco oggi stesso, usano ed abusano della loro forza contro il dettato costituzionale…
    sprecare allegramente montagne di soldi per partorire topolini insignificanti…
    ..e dove sarebbe la novità?

    l’unica che vedo è che di fronte all’emigrazione di giovani bianchi diplomati e laureati con pieno diritto di cittadinanza e quindi di contestazione, si cerca di mettere una pezza facendo entrare migliaia di ragazzi negri e da formare da zero, quindi produttivi tra non prima di una generazione.

    Non è il colore della pelle, questo è solo un dato di fatto.
    Il problema sta nelle politiche assistenzialiste europee che gli darà l’idea che la manna arriverà senzabisogno di lavorare più di tanto. Avranno salario minimo sociale, una piccola casa popolare sociale, una piccola occupazione sociale, il centro sociale dove indottrinarli, il loro centro religioso che gli impedirà di amalgamarsi.

    il grosso vantaggio dello stato coi nuovi venuti, a fronte degli enormi problemi che porteranno, è che almeno potra far sfoggio di aggressività ed arroganza (per fare una cosa nuova) e dirgli a brutto muso ‘se non ti sta bene vattene!!’ , cosa che non può fare a concittadini senza prendersi del fascista.

  2. luigi bandiera says:

    Ma si, ma chi se ne frega. Qua siamo tutti MERIKANI E STRACOLMI DI DOLORI, no kax, intendevo dollari.

    Eppoi non ci sono mica i CRIMINALI DI PACE… pero’ bombardano ogni tanto in qua e in la’. Ma anche usa_no e gettano bombe intellighentis… eh ke kax, non sono mica polentoni loro..!!

    Dai, spendiamo e spaniamo che ce ne sono ancora da SCOVARE, intendo di evasori fiscali.

    Mi chiedo come fa un cittadino NORMALE a pagare le tasse con tanto entusiasmo. Per me e’ da come vengono spese, le sue tasse, che lo rende EVASORE.

    Ci stanno impoverendo e incattivendo: che kax mai arrivera’ a breve se continua sta solfa..??

    PSM
    WSM

  3. Rodolfo Piva says:

    Questi sono i risultati dell’aberrazione mentale catto-comunista. Questi idioti buonisti credono che si possa travasare l’Africa ed il Medio Oriente in Europa; anzi, per il momento solo nello scalcinato stato italiano. Sempre questi idioti buonisti avrebbero la pretesa che gli altri paesi europei si facciano avanti per portarseli a casa loro e non capiscono che gli altri paesi europei hanno il pieno diritto di avere posizioni del tutto contrarie nel senso che, magari, intendono fare entrare in casa loro solo chi a loro sta bene. Al buonismo aberrato c’è però rimedio: basta assegnare ad ogni buonista da strapazzo un clandestino con l’obbligo di nutrirlo, vestirlo ed accudirlo. Cominciamo anche dai grossi prelati, come il cardinal Bertone: pensate a quanti clandestini potrebbe ospitare nel suo appartamento romano di 700 metri quadrati, questo discepolo di Cristo.

  4. giuseppe sparatore says:

    Buon giorno,sig.ALBERT. Credo che lei,non abbia davanti al suo ragionar,il risultato dell’intervento,ipotizzato da Pelanda,e realizzato dai GRANDI “ESPORTATORI” DELLA DEMOCRAZIA NEL MONDO.L’ESEMPIO ULTIMO E’ LA LIBIA,OVE,PER COME RECITA L’ARTICOLO,A TUTT’OGGI NON C’E’ UN GOVERNO CREDIBILE,MA FANTOCCIO.FORSE NECESSITEREBBE UN’ALTRA “ESPORTAZIONE” DI DEMOCRAZIA!!!!

    • Albert Nextein says:

      Una forma di neocolonialismo su basi come sotto alla grossa delineate, potrebbe rivelarsi un’ottima possibilità di intraprendere per chi ne avesse la voglia e il coraggio.
      Invece di delocalizzare in altri paesi , lo si fa nelle neo-colonie.
      L’africa potrebbe essere un interessante laboratorio socio-economico.
      Ha risorse inesplorate e massicce.
      Ha gente che attende solo di esser avviata a un sistema di vita diverso da quello miserabile attuale.

      Tutto possibile.
      A patto che i locali rinuncino alla loro sovranità per almeno una trentina di anni.
      E che si facciano aiutare da chi ha i mezzi, la tecnica e tutto quanto serve per traghettarli dalla quasi non-esistenza ad un sistema di vita accettabile e libero.

      Se poi ritenessero di potercela fare da soli, allora è giusto che continuino a provarci.
      Ma, come ho detto sotto, non devono venire a battere cassa in altri continenti, imponendosi con un’immigrazione selvaggia e penosa.
      E se noi vogliamo accettarne qualcuno, che sia qualcuno.
      Gli altri, tutti fuori, con le buone o con le cattive.

  5. Dan says:

    L’unica cosa che dovrebbe essere a tempo non è mare nostrum ma la pazienza della gente.
    Se la gente smettesse di parlare e semplicemente cambiasse atteggiamento nei confronti di tutti questi invasori e di coloro che gli danno sostegno (dai politici che non si capisce bene cosa hanno da guadagnarci alle fantomatiche associazioni di volontariato che invece si capisce fin troppo dove vogliono arrivare), tutta sta merda finirebbe da sola.
    Invece tutto questo buonismo, tutto questo voler “aiutare” il prossimo a spese del proprio (a noi qualcuno ci regala 45 euro al giorno per stare lì a fare un tubo tranne eventualmente delinquere in giro ?) non farà altro che farne arrivare altri. Per adesso li smaltiranno dove capita, controlli sanitari o meno, finchè possiamo mettiamo da parte quei piccoli dettagli di nome tubercolosi ed ebola, poi quando finirà lo spazio sarà come in svezia dove si sta proponendo di rubare le case agli abitanti per darle agli immigrati.
    E’ ora di svegliarsi e di mettere una volta per tutte la parola fine a questa merda.
    Lo stato vuole giocare allo scafista per compiacere chissà chi ?
    I cittadini allora autonomamente devono cominciare a giocare a qualcos’altro, a rendere la vita per questi invasori brutta, così che se ne vadano direttamente.

  6. Albert Nextein says:

    Capisco che si tratti di una proposta tutt’altro che libertaria.
    Ma se nei paesi di provenienza di questi disgraziati non si rendono le condizioni di vita decenti , se non si introduce una gestione sana e liberale delle cose , allora il flusso non si interromperà mai.
    Questi popoli da soli non riescono a cavare un ragno dal buco.
    Si scannano tra loro, sono sudditi di politiche tribali, religiose, satrapiche, etc.

    La soluzione, se non ci riescono loro a procedere nel progresso e nella cultura della libertà , è insegnarglielo in loco.
    Un neocolonialismo moderno, basato su una gestione straniera , con rinuncia temporanea e parziale della sovranità, e delega i ogni affare politico ed amministrativo a un paese straniero ricco e efficiente.
    Naturalmente l’italia non avrebbe parte alcuna in questi affari.

    Carlo Pelanda in passato scrisse qualcosa in merito.

    Ma in pratica si insegna a questa gente un modo alternativo di vita.
    Dopo 30 anni di gestione assistita con un referendum il popolo sceglie il destino futuro.

    E’ evidente che ci saranno zone di influenza per ogni parte di africa.
    E’ evidente che le materie prime verranno sfruttate e che sarà introdotto un sistema di vita misto.
    L’Onu che attualmente non serve a un tubo avrebbe uno scopo ed un compito : controllare che le gestioni siano corrette , efficienti, utili e che non comprimano la libertà della gente.

    Ma l’alternativa da come la vedo io è solo una :
    abbandonarli a sé stessi, lasciarli chiusi nei loro recinti e impedire che vengano a disturbare la gente che vive in altri continenti.
    Azioni umanitarie se ne possono intraprendere sempre, ma subire questa pressione immigratoria senza limiti non va bene.
    Si potrebbero accettare un numero definito di ingressi in base alle richieste specifiche di aziende o di datori di lavoro per figure specifiche professionali o lavorative.
    Ma gli altri, tutti, se ne sanno fuori.

    In altre parole, se io sto a casa mia, e qualcuno si presenta alla porta e vuole entrare senza chiedere il permesso e senza altra ragione che il suo stato , io lo lascio fuori.
    Se ha sete o ha fame, o è nudo, io posso provvedere, ma lui non si installa dentro le mie quattro mura.
    E se sono tanti , allora io mi difendo , perché questa pressione diventa un atto di violenza nei miei confronti.

    Tenerli a casa loro tramite azioni militari è quindi un’opzione, quella che finora è stata mal fatta e inefficiente.
    Tenerli a casa loro ,non per sempre naturalmente, tramite una forma di assistenza neocoloniale è la vera soluzione.
    Ma se essi stessi non la volessero accettare, non li si può che tener fuori con severità e fermezza..

    • Dan says:

      Non siamo noi a dover rendere decente un cavolo di niente.
      C’è stato un tempo in cui tutti eravamo a bagno nella merda poi qualcuno, noi, s’è sollevato e qualcun altro, loro, è rimasto a mollo.
      Evidentemente a noi non piaceva vivere in un certo modo mentre a loro sì.
      Da migliaia di anni vivono sempre allo stesso modo, come i ratti, tanto qualcuno ci pensa sempre a loro. L’unico loro pensiero è moltiplicarsi senza sosta. Pensare di farli ragionare con le buone o eventualmente di imporgli una politica del figlio unico dietro sanzioni tipo cina è impossibile quindi l’unica strada che rimane è mandargli sì gli aiuti ma trattati come il cibo dei piccioni: li si sterilizza per bene e poi ci pensa madre natura a fare il resto.

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