Immigrazione, l’ambiguità della Chiesa

di MARCELLO RICCIimmigrazione clandestina

L’immigrazione è ormai valutata negativamente e temuta anche da chi cercava di comprenderla nel concetto di carità . Ora, che il fenomeno migratorio è chiaramente invasivo, anche quelli che si stracciano le vesti in nome di un’accoglienza senza limiti, rivedono le posizioni , tuttavia continua l’abominevole operazione Mare Nostrum mutante in Triton. Alcuni sono pentiti per aver voluto la depenalizzazione del reato d’immigrazione clandestina. A far mutare atteggiamento sono intervenute ebola, sicurezza, continuità del fenomeno, riconosciuta impossibilità di accogliere tutti.
L’immigrazione, nelle attuali dimensioni, non è affatto un fenomeno spontaneo, dettato dalla miseria, dalle guerre. Meglio dire che sono fame e guerre a sradicare le persone da dove sono nate per ricollocarsi in terre diverse, spesso difficili per clima e abitudini. Miseria e guerre sono realtà inoppugnabili, ma la radice delle stesse è nel progetto, studiato a tavolino della omologazione del genere umano che dovrà essere di individui globalizzati anche nei caratteri somatici; stante l’attuale e inevitabile attrazione per l’esotico , sarà realtà in un tempo abbastanza breve. E’ guerra contro le identità le culture, le tradizioni, le diversità….; prova evidente son0 le carrette piene di bambini in tenera età, che giungono a frotte , sottratti ai genitori, fenomeno che ricorda le navi negriere.
La parola magica è: ACCOGLIENZA .Termine che ci porta subito all’attuale Pontefice, il gesuita Bergoglio che ne abusa, come quando parla della minestra da allungare per sfamare tutti, senza considerare che allungandola all’infinito, non si sfamerà alcuno, al massimo si lenirà la sete di pochi. Strane coincidenze temporali, il Concilio Vaticano II (1962-65) e la rivoluzione del 1968. Mondo religioso e mondo laico. Credenti e atei. Rivoluzionata la Chiesa, sovverta la società. Unire tutto. Scomparse le diverse monete. In atto il tentativo già a buon punto di distruggere dialetti e lingue per sostituirle con una ” non lingua “ povera e cacofonica come l’inglese. Nelle chiese è scomparso il latino, è cambiato il rituale , al crocefisso il sacerdote volge le spalle, l’ostia consacrata, Corpo di Cristo, è consegnata nelle mani dei fedeli ed ai sacramenti possono accedere quasi tutti e ci si avvia a cancellare anche il quasi. Via le lingue, le razze, le culture…. Tutto resettato. Lo stesso processo di omologazione già sperimentato in Cina da Mao. La Chiesa millenaria può essere complice di tale nefandezza?
Bergoglio è sul soglio di Pietro per pulire o per accogliere tutti . Chi sono io per giudicare? Comodo non porsi il problema come un continente ricco di tutto e di più, non riesca a sfamare i propri abitanti e perché gli stessi devono fuggire per fame e guerre. Chi le innesca? La Libia, con Gheddafi, viveva in un equilibrio accettabile, la Francia, così come fece a metà dell’ottocento con l’Algeria ha, in nome della democrazia innescato una guerra senza termine che si perpetua con le bande armate.
Possibile che con la compassionevole “accoglienza” si favorisca l’ abominevole progetto di creare il pigmeo del mondo, senza identità, tradizione, lingua ? E’ questo il programma dei grandi della Fede e della Finanza? L’aver sostituito il crocifisso d’oro con quello di ferro ha il senso di aver messo da parte l’inossidabilità della fede di cui l’oro è simbolo; non si ossida come il ferro.
Motivi di profonda riflessione, che possono portare ad assumere atteggiamenti diversi, non verso i paladini dell’accoglienza e della omologazione, ma verso le vittime, ovvero gli immigrati. Vanno trasformati in “crociati” per la riconquista delle loro patrie, portarli a combattere chi li deruba.

 

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3 Comments

  1. Francesca Valenti says:

    L’unica cosa che non condivido è la povertà della lingua inglese! Sarà povera per chi la parla in maniera elementare come il 99 per cento degli italiani.

  2. caterina says:

    non basta incrementare stupidamente gli affari degli scafisti e colpevolmente incrementare il numero delle vittime di naufragi… da noi ci sono poi le curie che fanno affari intascando la quota individuale per ogni ospite e questo è l’insulto alla popolazione residente, che magari si chiede che senso ha restare a penare per la crisi in una patria occupata… così a milioni sono emigrati da centocinquant’anni in qua !

  3. CARLO BUTTI says:

    Povera e cacofonica la lingua di Shakespeare?

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