Immigrati. Rischio scabbia in Stazione Centrale Milano. Un medico: “Malaria e malattie infettive”

di REDAZIONEBIVACCO2

Vista “la gravissima situazione esistente presso la Stazione Centrale di Milano, dove centinaia di profughi soggiornano nell’androne con scarsissima assistenza sanitaria e con la probabile presenza di scabbia in crescita esponenziale”, Croce Rossa Italiana comunica di aver messo a disposizione dell’Assessorato Regionale alla Sanita’ e dell’Areu 118 un ambulatorio mobile, dove operera’ il personale sanitario ASL 1 di Milano, e un’ambulanza per il trasporto dei pazienti infettivi in ospedale. L’ambulanza sara’ fornita dal Comitato Provinciale Cri di Milano, cosi’ come la roulotte-infermeria che ospita i medici Asl. La roulotte è operativa già da ieri in Stazione Centrale.

“La situazione è grave e ci vogliono soluzioni drastiche: se adesso è chiaro a tutti che alla Stazione Centrale di Milano c’è un vero e proprio allarme sanitario l’unica soluzione è chiuderne tutti gli accessi e far entrare le persone solo dopo l’esibizione del documento di identità, del resto in città come New York è una cosa comune in molti luoghi ad alta frequentazione”. E’ la proposta della consigliera regionale lombarda del gruppo Fuxia People e medico chirurgo, Maria Teresa Baldini.
“Per la sicurezza dal mese scorso sono stati predisposti i gate di accesso ai binari, adesso bisogna fare di più: per quanto ne sappiamo, stiamo parlando di malattie infettive, basterebbe un controllo igienico e (per i non medici o infermieri) le sorprese sarebbero molte – ha spiegato Baldini – La funzione della Stazione non è quella di un lazzaretto, anche i luoghi hanno un’identità, finalmente se ne sono accorte pure le Ferrovie”.
“I politici ora, sostituendosi ai medici, constatano che presso la Stazione ci sono casi di scabbia e malaria, la situazione è molto più complessa perché ci sono batteri e coli che non si possono vedere – ha proseguito la consigliera – Quegli stessi politici, il cui ruolo è prevenire situazioni del genere, non hanno voluto fare allarmismo sino ad oggi e sono quindi i responsabili (assieme al Sindaco che è autorità sanitaria locale) di ciò che vediamo. Più di un anno fa, come politico e come medico, cercai in tutti i modi di affrontare il problema della Tbc e della malattie infettive legate all’immigrazione sino ad arrivare a lasciare la Lista Maroni. Il problema non fu capito e forse non viene capito ancora: dobbiamo arrivare a interventi determinati perché sulla salute non si può scherzare. Non saper vedere oltre e non riuscire ad anticipare gli eventi non è buona politica”.

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