Immigrati, Renzi all’Ue: flessibilità per 3 miliardi di costi. Perché non la pretende anche per i Comuni?

Emergenza-immigratidi ANDREA TURATI – La crisi dei migranti è “la sfida più grande” per la Ue e “può distruggere conquiste come la libera circolazione del trattato di Schengen”. Lo dice il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in apertura del suo intervento davanti alla plenaria del Parlamento Ue. “Può scatenare “scosse telluriche” negli equilibri dell’Unione.

Scosse veramente già registrate e ancora in corso. L’area balcanica è in movimento, dall’Ungheria alla Polonia. Per non parlare delle tensioni in Germania che la Merkel sta tentando di tenere a bada.

Juncker,cooperare con Turchia,ci piaccia o no –  “Che piaccia o meno dobbiamo cooperare con la Turchia”. Lo dice Jean Claude Juncker riconoscendo che “esistono questioni irrisolte sui diritti umani e la libertà di stampa” ma sostenendo che “è necessario muoversi rapidamente” perché Ankara “è d’accordo perché i profughi restino in Turchia”.

Ma ecco la notizia vera e propria. Juncker, flessibilità per costi, se dimostrati – La Commissione europea “applicherà la flessibilità” alle spese per i rifugiati perché “siamo di fronte ad una situazione di eccezionalità” ma tale flessibilità sarà “applicata paese per paese” purché siano “sforzi straordinari”. Lo dice Jean Claude Juncker precisando che “anche tra i grandi paesi c’è chi non fa sforzi sufficienti”. – La flessibilità, ha aggiunto il presidente della Commissione, “non potrà essere applicata” ai Paesi che “non riescono a dimostrare i costi enormi” per la crisi dei migranti. Juncker ha anche argomentato che “il patto di stabilità non è più quello vecchio” e che la flessibilità, secondo la comunicazione del gennaio scorso, viene applicata “per gli sforzi fatti per un obiettivo comune”.

Ed ecco allora farsi avanti il premier Renzi: l‘Italia punta ad ottenere uno 0,2% di flessibilità sul deficit cal capitolo migranti, circa 3 miliardi. Renzi  cerca il disco verde della Commissione, l’Italia punta ad ottenere uno 0,2% di deficit. Circa 3 miliardi insomma.

Una cifra che coprirebbe l’emergenza pensioni, esodati e tante altre voci. Basta chiedere ai sindaci che possono essere sanzionati se solo sforano il patto di stabilità, vecchio o nuovo che sia, in nome dei servizi che devono offrire ai cittadini.

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1 Commento

  1. Giancarlo says:

    Già perché??
    Mistero o misero calcolo politico ?
    Rimandare il più possibile il tracollo definitivo dell’italia ?
    WSM

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